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Personaggi

Senza slam. Chi il migliore?

La vittoria di Davydenko alle ATP Finals ha riaperto un altro annoso dibattito: chi è il più forte giocatore di sempre a non aver mai vinto uno Slam? Ripercorrendo gli annali dall'inizio dell'Era Open abbiamo scoperto che... Samuele Delpozzi

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La fresca conquista del titolo di “Maestro” da parte di Nikolay Davydenko in quel di Londra ha riaperto l’annosa diatriba su chi sia realmente il miglior tennista di sempre a non aver mai vinto un torneo dello Slam. Premesso che è praticamente impossibile dare una risposta univoca e condivisa da tutti, ci limiteremo ad esaminare – rigorosamente all’interno dell’Era Open – una serie di autorevoli candidati… a loro volta selezionati a discrezione di chi scrive, quindi ulteriormente opinabili! Si parte dai giocatori ancora in attività per poi risalire gradualmente fino al 1968, anno d’inizio del tennis professionistico.
Ah, chiaramente il buon Kolya – senz’altro meritevole di far parte del gruppo – è escluso dall’analisi, avendo appena ricevuto un profilo a parte

 

Andy MURRAY (Gran Bretagna)
Miglior classifica: n° 2
Tornei vinti: 14
Miglior risultato negli Slam: finale all’US Open (2008)

Molti obietteranno immediatamente, “ma ha solo 22 anni!”. Verissimo, quindi ha tutto il tempo – più di chiunque altro in questa lista – di abbandonare il presente club per altri di maggior prestigio. Però, allo stato attuale delle cose, lo scozzese ancora non ha in cascina alcun “major”.
Il suo ruolino di marcia negli altri tornei è invece impressionante, soprattutto nelle ultime due stagioni: quattro titoli Masters Series (o Masters 1000 che dir si voglia), a partire da Cincinnati e Madrid 2008 per arrivare a Miami e Montreal dell’anno appena concluso. Insomma, sul cemento e al meglio dei 3 set è uno spauracchio per tutti. L’eccezionale continuità di rendimento a livelli medio-alti gli ha consentito di raggranellare già 14 titoli – 6 nel 2009, più di chiunque altro – e di affacciarsi al secondo posto nel ranking, seppur per una manciata di settimane. Il rovescio della medaglia è chiaramente il rendimento negli Slam, finora inferiore alle (grandi) attese: “solo” una finale, a New York nella passata stagione, impietosamente lapidato da Federer. Tutta esperienza, si pensava, ma nell’ultima stagione ha disatteso i pronostici che lo vedevano favorito già in Australia: è bastato Verdasco ad estrometterlo agli ottavi. Poi un paio di “personal best”, quarti a Parigi e semi a Wimbledon (immensa delusione per gli inglesi, tornati immediatamente a chiamarlo “The Scot”), prima della catastrofica resa con Cilic all’US Open. Degno corollario di un’annata “vorrei ma non posso”, la beffarda eliminazione nelle ATP Finals di casa, estromesso già nel round robin – calcolatrice alla mano – per un solo game di differenza da Del Potro. Ora anche la sua quarta posizione vacilla.
In attesa di vedere quel che sarà, per ora sta bene qui, nel limbo dei mezzi campioni.

David NALBANDIAN (Argentina)
Miglior classifica: n° 3
Tornei vinti: 10
Miglior risultato negli Slam: finale a Wimbledon (2002)

Altro grandissimo talento un po’ indolente… ma al contrario di Murray, troppo conservativo in campo, David si è forse risparmiato in termini di allenamenti fuori dal rettangolo di gioco. Si ritrova così alla soglia dei 28 anni con una bacheca ricca di piazzamenti e scalpi prestigiosi ma relativamente povera di trofei… quantomeno se rapportata alle immense potenzialità del nostro.
Al momento l’highlight della sua carriera resta la vittoria nella Masters Cup di Shanghai 2005, al termine di un’epica finale (7-6 al quinto, da due set di svantaggio) sfilata dalle mani del cannibale Federer. Memorabili anche le vittorie back-to-back dei MS di Madrid e Parigi-Bercy nell’autunno 2007, quando prese ripetutamente a pallate Nadal e lo stesso Federer, con una spruzzata di Djokovic. Negli Slam, dopo la sorprendente – per chi ancora non lo conosceva... – finale raggiunta a Wimbledon 7 anni fa, alla “Nalba” non è più riuscito di tornare a giocarsi il match per il titolo. In almeno un paio d’occasioni però i rimpianti abbondano: all’Australian Open 2006 dissipò due set ed un break di vantaggio nel quinto contro la rivelazione Baghdatis (ed in finale avrebbe trovato un Federer acciaccato…), mentre nel 2003 a New York, sempre al penultimo atto, venne letteralmente derubato da un arbitraggio “casalingo” a favore di Andy Roddick, che riuscì così a spuntarla dopo aver salvato un match point. In condizioni normali forse ora racconteremmo un’altra storia… magari proprio quella dell’americano, che allora conquistò l’unico Slam della carriera. Sic transit gloria mundi…

Tommy HAAS (Germania)
Miglior classifica: n° 2
Tornei vinti: 12
Miglior risultato negli Slam: semifinali all’Australian Open (1999, 2002, 2007) e Wimbledon (2009
)

Arrivato a 31 anni, il bel Tommy difficilmente avrà altre occasioni di rimuovere lo zero dalla casella Slam vinti, anche perché la concorrenza delle giovani leve si fa sempre più agguerrita. Il tedesco della Florida ha però dimostrato di avere ancora dell’ottimo tennis d’annata nella sua cantina, come dimostra l’inattesa resurrezione “erbivora” della stagione appena conclusa: sui prati di Halle è tornato a sollevare un trofeo dopo oltre due anni ridicolizzando Djokovic in finale, quindi a Wimbledon si è concesso il lusso di un bis a spese del serbo, prima di fermarsi con l’onore delle armi di fronte a Federer in semifinale.
Tre volte ad un passo dalla finale anche sull’amato cemento australiano, altrettante quartofinalista all’US Open, solo sulla terra francese non è mai riuscito a superare il quarto turno: nel 2009 è stato ad un passo dal colpaccio – 2 set di vantaggio e palla break del 5-4 nel terzo – prima di subire il ritorno del solito Roger, ansioso di non mancare l’ennesimo appuntamento con la storia. Il palmarès di Haas è ulteriormente arricchito da un titolo MS (Stoccarda 2001) e dall’argento olimpico di Sydney 2000, per un totale di 12 vittorie. In classifica ha saputo raggiungere la seconda piazza, immediatamente dopo la finale raggiunta a Roma nella primavera 2002… appena prima di essere colpito da problemi a ripetizione: operazioni multiple alla spalla ed un gravissimo incidente motociclistico dei genitori, con il padre rimasto in coma per diverso tempo. Rientrato nel 2004 dopo quasi 2 anni di stop, è riuscito a tornare tra i top-10 tre anni più tardi, pur continuando a battagliare con sfighe più o meno consistenti: l’ultima è l’influenza suina contratta al recente torneo di Stoccolma, episodio che ha chiuso anzitempo la sua stagione agonistica.
La tenacia con cui è riuscito a risalire ogni volta – a 10 anni di distanza dal debutto nell’elite mondiale – e la bellezza del suo rovescio monomane meritano certamente una menzione in questa sede.

Marcelo RIOS (Cile)
Miglior classifica: n° 1
Tornei vinti: 18
Miglior risultato negli Slam: finale all’Australian Open (1998)

A parere di chi scrive, il più autorevole candidato al titolo oggetto di discussione. Innanzitutto, è l’unico dei papabili ad essere stato numero 1 del mondo, seppur per sole 6 settimane. In secundis, era assolutamente una gioia per gli occhi, senza dubbio il più dotato del lotto… ok, forse i fans di Nalbandian e Mecir potrebbero obiettare qualcosa, ma tant’è. Infine, dato più importante, il suo carnet di vittorie è tra i più ricchi, in questa sede: 18 titoli tra cui una Grand Slam Cup (bellissima finale su Agassi) e 5 MS. Indimenticabile la tripletta Indian Wells-Miami-Roma del ’98, che lo condusse – primo sudamericano della storia – in cima al mondo. A completare il quadro, i trionfi di Montecarlo ’97 ed Amburgo ’99, a chiusura di un mini-slam sul rosso.
Purtroppo per lui non vinse mai Parigi, né alcun altro major: giocando di puro talento, non supportato da un fisico adeguato – era alto appena 1,75 e con una schiena di cristallo – il suo tennis era incapace di reggere sforzi prolungati sulla distanza dei 3 su 5. L’unica grande finale la disputò a Melbourne nel suo anno di grazia, il 1998, perdendola con un triplice 6-2 da un altro mancino baciato dagli dei, Petr Korda. Molti pensavano che fosse solo l’inizio, invece era già la fine: a partire dall’anno seguente giocò solamente a spizzichi e bocconi, finendo per ritirarsi a nemmeno 28 anni, sconfitto dai malanni cronici alla schiena ben prima che dai colpi avversari.
Il rimpianto più grande? Slam a parte, il non essere mai riuscito a vincere il torneo di Santiago, la sua città, dove perse ben 3 finali da favorito.

Guillermo CORIA (Argentina)
Miglior classifica: n° 3
Tornei vinti: 9
Miglior risultato negli Slam: finale al Roland Garros (2004)

Controverso da giocatore – la squalifica (poi rivelatasi ingiusta) per doping, le numerose liti sul campo (Hewitt, Agassi…), la girandola di allenatori – continua ad esserlo anche dopo il ritiro, ufficializzato durante la stagione ad appena 27 anni. Sì, perché a conti fatti è l’unico della lista a non essere in doppia cifra… e non si può negare che 9 titoli siano davvero pochini. A nostro parere merita comunque di essere considerato, poiché tra tutti gli elencati è senza dubbio quello arrivato più vicino alla grande meta: nell’ormai celebre finale del Roland Garros 2004, cancellò Gaudio dal campo per due set prima di cedere ai crampi, finendo battuto 8-6 al quinto dopo aver avuto a disposizione due match point. Come per Rios, si pensava che avrebbe avuto molte altre occasioni, ma così non è stato: l’esplosione del ciclone Nadal, l’involuzione (psico-)tecnica del servizio e la precoce usura di un fisico assolutamente “normale” lo hanno condotto rapidamente nelle retrovie, ed infine – dopo un breve ed infruttuoso tentativo di rientro – al ritiro. Al geniale Marcelito è accomunato anche dalla statura, di poco superiore al metro e 70, e dal gioco fondato molto più sulla creatività (memorabili le sue smorzate!) a scapito della pura violenza.
Restano comunque agli atti i trionfi ad Amburgo 2003 e Montecarlo l’anno seguente. Il canto del cigno fu l’epica finale inscenata al Foro Italico nel 2005, con la generosa compartecipazione di Nadal. Anche quella, ahilui, persa in extremis.

Alex CORRETJA (Spagna)
Miglior classifica: n° 2
Tornei vinti: 17
Miglior risultato negli Slam: finale al Roland Garros (1998, 2001)

Pochi fronzoli e molta sostanza, così si può riassumere in breve il catalano Corretja. Atleta mediamente dotato – ottima rapidità, buon rovescio ad una mano di base, tutto il resto da costruire con lacrime e sangue – seppe estrarre il massimo, ed anche di più, dal suo potenziale. Gli va riconosciuto l’indubbio merito di essere stato uno dei più coraggiosi e lungimiranti tra i suoi connazionali, contribuendo a sfatare – assieme al coevo Moya ed al leggermente antecedente Bruguera – il luogo comune dello spagnolo buono solo per il rosso, spianando la strada ai fenomeni successivi, Ferrero e Nadal. Nato terraiolo puro, Alex seppe migliorarsi a punto da diventare il primo iberico ad imporsi in un torneo indoor dai tempi di Orantes, vincitore al Masters nel lontanissimo 1976: galvanizzato dal successo di Lione, nell’autunno ’98, Corretja riuscì ad imitare Manolo anche nella grande kermesse di fine anno, trionfando clamorosamente in quel di Hannover. Lungo il cammino sconfisse Sampras, annullando 3 palle match, ed in finale – autentico tripudio giallorosso – l’amico-rivale Moya, rimontando due set di handicap. Altre grandi soddisfazioni arrivarono a Roma ’97, Indian Wells 2000 e, nello stesso anno, la prima storica Davis della Spagna, al Palau Sant Jordi di Barcellona contro l’Australia. Capace di battere 2 volte Agassi in altrettante finali sul cemento americano, solo sull’erba non la beccò mai, fatta eccezione per una vittoria di Coppa su un Sampras ormai in fase calante.
Negli Slam raccolse poco lontano dalla natia terra battuta, se si eccettua uno straordinario quarto di finale all’US Open 1996, quando fu sconfitto proprio da Pete, 7-6 al quinto, tra ace di seconda e “rimesse” in campo. A Parigi invece sfiorò il titolo in un paio d’occasioni, fermato piuttosto nettamente da Moya (’98) e Kuerten (2001). Pochi rimpianti però: gli altri erano più forti.

Thomas ENQVIST (Svezia)
Miglior classifica: n° 4
Tornei vinti: 19
Miglior risultato negli Slam: finale all’Australian Open (1999)

Svedese, (non) erede né della stirpe dei bimani regolaristi alla Borg/Wilander né tantomeno degli attaccanti alla Edberg. Fu semmai un prototipo del tennista moderno, sorta di Soderling ante litteram, giocatore cui per caratteristiche tecniche somigliava moltissimo: micidiale nel trittico servizio-dritto-rovescio, sportellate impressionanti da ogni angolo del campo, buon atletismo, ma penalizzato da una mano poco raffinata e dall’incapacità di trovare alternative plausibili allo sfondamento da fondocampo. Quasi ingiocabile nelle giornate di grazia, in particolare sui tappeti indoor, il modo più facile per mandare in tilt il suo tennis robotico era mischiare le carte… e allora giù di back di rovescio, cambi di ritmo e attacchi in controtempo!
Nonostante ciò vinse comunque parecchio, in un’era popolata dai mostri sacri Sampras e Agassi: 19 titoli, tra cui 3 MS (Bercy, Stoccarda e Cincinnati), ed una Coppa Davis nel 1997. Negli Slam ottenne sempre abbastanza poco, fatta eccezione per la cavalcata australiana del ’99, stoppata sul più bello da un Kafelnikov in grande spolvero. Quartofinalista anche a Wimbledon, sorprende semmai lo scarso rendimento a Flushing Meadows, il cui cemento veloce sembrava perfetto per le sue caratteristiche. Misteri del tennis.

Miloslav MECIR (Cecoslovacchia)
Miglior classifica: n° 4
Tornei vinti: 11
Miglior risultato negli Slam: finale all’US Open (1986) e Australian Open (1989)

Ultimo giocatore trattato con profilo approfondito, il “gattone” di Bratislava è tutt’ora tra i tennisti più amati e rimpianti dagli appassionati. Dotato di accelerazioni tanto improvvise quanto fulminee, in particolare col rovescio bimane che lo rese celebre, mancò la laurea di campionissimo per 3 grandi motivi: una battuta al limite del disastroso (una volta, contro Connors alla World Team Cup, servì da sotto per disperazione), una schiena non certo in condizioni migliori ed un atteggiamento un po’ indolente, svagato… quasi che non fosse mai troppo interessato a ciò che accadeva in campo. L’indole che poi gli valse il soprannome felino e la simpatia dei fans, in fin dei conti.
Durante la sua breve carriera, interrotta nel 1990 a soli 26 anni, Mecir vinse relativamente pochi titoli (11), ma di qualità: tra tutti spiccano l’oro olimpico di Seul ’88 ed i tre sigilli nei (futuri) Masters Series, a cadenza biennale (Amburgo ’85, Miami ’87, Indian Wells ’89).
Negli Slam trovò sempre qualche fenomeno a sbarrargli la strada sul più bello, in particolare il connazionale Lendl – meno spettacolare ma infinitamente più determinato e concreto – che gli lasciò briciole di games (12 in totale!) nelle finali all’US Open ’86 e Melbourne ’89. Milo si vendicò parzialmente battendo seccamente Ivan il Terribile nella finale di Key Biscayne 1987, prendendosi la briga e di certo il gusto di un memorabile sfottò ai tic dell’avversario. L’occasione più ghiotta la sprecò invece a Wimbledon ’88: dopo aver massacrato il miglior Wilander di sempre, in semifinale si fece rimontare due set di vantaggio da Stefan Edberg… per la gioia dello svedese, che vinse poi il titolo, ed anche un po’ di Rino Tommasi.
Dopo il ritiro, Mecir ha allenato con successo “gattino” Kucera, in attesa di un’eventuale esplosione del figlio, Miloslav jr.


Riavvolgendo ulteriormente la bobina, sono certamente meritevoli di menzione i “gemelli” americani Harold Solomon ed Eddie Dibbs, tanto piccoli quanto irriducibili: noi italiani li ricordiamo con particolare affetto, essendo state le ultime due vittime di Adriano Panatta nella cavalcata al Roland Garros 1976. Simili nel gioco – due muri da fondocampo – ed ancor più speculari nei traguardi raggiunti: 22 titoli ciascuno, entrambi arrivati al numero 5 delle classifiche.
Loro coevi erano anche l’altro yankee Brian Gottfried – 25 titoli, ex numero 3, forse più attrezzato dei “gemelli” sui campi veloci, ma noto principalmente per l’esecuzione subita da Vilas nella finale di Parigi ’77 (6-0 6-3 6-0) – ed il fido compagno Raul Ramirez, eccellente volleatore, assieme al quale vinse tre titoli dello Slam in doppio. Il messicano da par suo s’impose 19 volte in singolare, raggiunse il best ranking numero 4 e fu tre volte semifinalista nei majors (Roland Garros ’76 e ’77, Wimbledon ’76).
Restando in America Latina, una solida candidatura è offerta da José Luis Clerc, all’epoca secondo solo a Vilas nella natia Argentina. Terraiolo micidiale, in carriera vinse 25 tappe del circuito maggiore, tra le quali spicca Roma nel 1981. Proprio quell’anno toccò il quarto posto in classifica, a seguito di una strepitosa collana di 27 vittorie e 4 titoli consecutivi durante una pazza pazza estate. Negli Slam – inutile dirlo, altrimenti non sarebbe qui – non ottenne mai i traguardi sperati: al massimo un paio di semifinali a Parigi, ’81 e ’82.
In chiusura il più “antico” di tutti, l’olandese volante Tom Okker, agonisticamente vissuto a cavallo tra dilettantismo ed Era Open. Con il suo gioco completo a tutto campo, basato su un’eccezionale mobilità (da cui il soprannome…), seppe imporsi in 31 tornei (22 della neonata ATP, gli altri 9 distribuiti tra i defunti Grand Prix e WCT) e piazzarsi al terzo posto in un’epoca dominata dai grandi australiani, Laver in testa: mica scherzi. Nell’unica finale di Slam in carriera, sull’erba dell’US Open nel 1968, fu castigato al quinto set dalla superiore classe di Arthur Ashe.


E gli esclusi eccellenti? Solo per restare in tempi recenti, possiamo citare i britannici Henman e Rusedski, cui manca qualcosa quanto a vittorie pesanti (un solo MS a testa) e, nel caso del canadese naturalizzato, anche in termini costanza di piazzamenti importanti negli Slam. Molto diseguale invece la carriera di Mark Philippoussis, due volte finalista dei majors ma troppo spesso inconcludente… al punto di non riuscire mai a salire più su dell’8° posto.
Altri atleti bi-finalisti negli Slam sono Todd Martin e Cedric Pioline, penalizzati però dall’esiguo numero di titoli a fine raccolto (8 l’americano, appena 5 il francese). Stesso discorso potrebbe essere fatto per il geniale Leconte, secondo al Roland Garros ’88 ma trionfatore in solo 9 occasioni, nessuna delle quali davvero importante, ad eccezione del German Open '86.
Più problematica forse l’esclusione di atleti poco considerati ma in realtà molto concreti, quali Andrei Medvedev e Magnus Norman: entrambi finalisti a Parigi – l’ucraino nel ’99, lo svedese l’anno seguente – possono vantare classifiche di grande qualità (4° e 2°, rispettivamente) e vittorie pesanti. Medvedev ha in bacheca 4 titoli MS (tripletta ad Amburgo + Montecarlo) su un totale di 11 trionfi, ed esibisce almeno i quarti in tutti gli Slam. Dal canto suo Norman (12 vittorie in totale) può sfoggiare il successo a Roma nel 2000, anno in cui raggiunse anche le semifinali in Australia. Per entrambi la carriera ad altissimi livelli durò solamente 2-3 anni, prima di soccombere a calo di motivazione (Andrei) ed eccesso di problemi fisici (Magnus)… ma in fin dei conti il loro curriculum non è poi così diverso da quello di un Haas, incluso invece nella lista. Già dall’inizio avevamo comunque premesso di non poter accontentare tutti.
E voi, chi avreste messo?

Samuele Delpozzi

  • 02/12/2009 00:21
    Larry
    Il mio preferito tra i giocatori citati rimane Gattone Mecir, ovviamente giudizio assolutamente personale.
  • 02/12/2009 00:54
    edberg 68
    avrei messo in lista,o almeno una citazione,Guy Forget,gran talento
  • 02/12/2009 00:55
    tino_vox
    Nalbandian e Haas i miei preferiti, ancora in attività ma temo senza alcuna chance di aggiudicarsi uno Slam. Attesi, invano, il salto di qualità da Enqvist: rimase un'incompiuta, pari quasi a quella rappresentata da Nalbandian. Articolo interessante e impegnativo, complimenti a Delpozzi.
  • 02/12/2009 01:01
    BB 1980
    Grandi nomi fra gli "zero GS"; se la memoria non mi gioca tiri mancini, Gottfried e Ramirez li ricordo vicini di tavolo di un ristorante romano in occasione dgli internazionali 78 : al loro confronto, Obelix sarebbe appars inappetente
  • 02/12/2009 01:03
    enzo cherici
    I più forti: Davydenko e Mecir. I più divertenti: Rios e Leconte.
  • 02/12/2009 01:05
    Franz
    Io dico (in generale)Nalbandian e Rios,poco sotto Mecir.Per quanto riguarda la singola occasione dico Coria:ha perso in maniera rocambolesca con quello (Gaudio)più debole,e di gran lunga,ad aver vinto uno Slam.
  • 02/12/2009 01:31
    Riccardo
    Se devo sceglierne uno dico Nalbandian. Talento purissimo. Alla lista aggiungerei sicuramente Kevin Curren e forse Steve Denton
  • 02/12/2009 01:38
    Andrea
    Se guardiamo ai soli risultati allora il più accreditato è Rios. Però io voto Mecir... il più spettacolare del gruppo (subito dietro Nalbadian) e uno dei più grandi talenti tennistici degli ultimi 30 anni (come tocco vedo superiore di poco solo McEnroe). Al contrario del pur dotatissimo Rios poteva giocare con estrema fluidità ed eleganza in ogni parte del campo: incredibili angoli e accelerazioni da fondo e a rete con quel polso faceva ciò che voleva. Mai visto un altro giocatore del quale segui il movimento guardando nella direzione in cui è logico che la palla cada e invece finisce dalla parte diametralmente opposta. Riguardo ai suoi risultati non epici (benchè di qualità elevata) dobbiamo ricordare che la sua esplosione avviene a 21 anni e finisce a 26 con la schiena a pezzi! Una carriera cortissima e con problemi fisici continui... già in quel famoso Wimbledon in cui perse da Edberg si allenava in piscina perchè la schiena era già andata. Vista così i suoi risultati direi che diventano notevoli.
  • 02/12/2009 01:41
    Fabri
    Ero un gran tifoso di Coria, epica la finale di Roma del '05 dove ebbi la fortuna di vedere le semifinali al Foro.. avrebbe sicuramente meritato il Roland Garros del 2004, incredibile perdere una finale così.. ma la sua smorzata di dritto rimane la migliore del circus!!
  • 02/12/2009 02:19
    Howl
    Io avrei citato anche Fabrice Santoro, piu che altro per il gioco divertente anche se credo che il piu forte sia sicuramente Nalbandian.
  • 02/12/2009 04:03
    stefano grazia
    Dovreste mettere un link con il mio sproloquio su Marcelino Rios, un articolo di 11 pagine pubblicato circa un anno e passa fa...Li' spiego perfettamente perche' io voto Marcelo Rios anche perche' mio figlio sta giocando il doppio con suo...cognato! (il fratellino della sua prima exmoglie.Giuliana Sotela, sposata quasi bambina ). E se non siete ancora convinti cliccate il suo nome su youtube e guardatevi per esempio il suo smash da seduto, dopo essere scivolato a terra nel corso di un rally...
  • 02/12/2009 05:12
    massimiliano
    Guy forger forse!grande talento amavo vederlo giocare!poi forse mmmm Nalbandian!
  • 02/12/2009 09:17
    Antonio
    Ragazzi non scherziamo. Gattone tutta la vita!!!!! Andatevi a vedere su you tube la finale wct di dallas del 1987 tra lui e McEnroe, sprazzi di gioco di gran classe nel quale Mecir da lezioni mica ad uno qualsiasi http://www.youtube.com/watch?v=ae7lyHnuOdw
  • 02/12/2009 09:31
    Miki
    Io non ho il minimo dubbio: NALBANDIAN!!! Secondo me è un giocatore che per talento è secondo solo a Federer. Ha dimostrato di essere l'unico giocatore a non soffrire tecnicamente nè Federer nè Nadal e di poterli battere se in forma. Il tutto con un fisico non tirato a lucido. Quando l'ho visto dal vivo agli Internazionali d'Italia è (insieme a Federer, ovvio) il giocatore che veramente mi ha dato la sensazione di avere un tocco "speciale". Se solo fosse stato mentalmente un po' più forte, credo che di Slam ne avrebbe potuti conquistare parecchi e su tutte le superfici (paradossalmente l'erba, l'unica su cui ha raggiunto una finale di Slam, mi sembra la meno adatta a lui)... Se guardiamo al talento il mio candidato è la Nalba, nessun dubbio...
  • 02/12/2009 09:34
    TRandafil
    Thomas Enqvist è stata una mia grande delusione, anche io mi aspettavo moooolto di più da lui. D'accordo su Nalbandian e Mecir, forse avrei aggiunto Mark Philippoussis, un altro bravissimo a sciogliersi nelle finali! Murray non l'avrei incluso anche perché, temo, che di Slam ne vincerà..
  • 02/12/2009 09:58
    haiv
    oltre a Mecir,il mio preferito è Tommy Haas.murray lo escluderei dalla lista(ha appena iniziato!).non so chi sia il migliore ma quelli che avrebbero meritato 1 slam a mio avviso sono:Haas,Coria,Henman(un wimbledon se lo meritava).su nalbandian sono dubbioso.Certo è che sicuro questi venivano prima di Johansson,Gaudio..
  • 02/12/2009 10:01
    Giornalistaa
    escludiamo Murray dal contesto, ha tutta una carriera davanti, mentre Haas e Nalbandian sono alla fine probabilmente. Io dico che il più forte di questo gruppo deve necessariamente essere quello che meglio si è comportato su tutte le superfici. Ed allora escludiamo gente come Clerc e Coria, forti solo sulla terra, o gente come Enqvist o Nalbandian invece a disagio sul rosso. Io quoto sicuramente Mecir, ma anche Leconte e, per impegno e simaptia, Corretja. Inoltre ripeto che il discorso andrebbe rovesciato, e cioè che molti di questi campioni non hanno nulla da invidiare a giocatori che fortunosamente hanno vinto uno slam, come T. Johansson, Albert Costa (brrrrr..), Gaudio (brrrrrrr....), o, un pò provocatoriamente, Chang, che ha vinto a Parigi solo grazie alle furbate contro Lendl, Stich e Kraijceek, vincitori estemporanei di Wimbledon, penalizzati sì da guai fisici a ripetizione, ma con un servizio bomba, diciamo dei Karlovic 10 volte + dotati. 'dai a Jimbo il servizio di Stich e ti vince 15 Wimbledon'...
  • 02/12/2009 10:20
    flower
    Io, senza alcun dubbio, mi prendo Leconte. In quelle purtroppo..... poche volte che ha espresso il meglio di se, ha toccato livelli altissimi. Quale braccio meglio del suo??? Forse quello di SuperMac...!!
  • 02/12/2009 10:40
    Fabio
    E meno male che Vitas Gerulaitis riuscì a vincere nel 1977 gli Australian Open, quando questi erano la "gamba zoppa" dello Slam, altrimenti sarebbe stato il primo della lista, IHMO
  • 02/12/2009 11:11
    Fabio
    "Loro coevi (... di Dibbs e Solomon ...) era anche l’altro yankee Brian Gottfried – 25 titoli, ex numero 3, FORSE più attrezzato dei “gemelli” sui campi veloci" FORSE ?!?!?!?!??! :-)
  • 02/12/2009 11:13
    patroclo
    Per chi ha visto giocare Mecir, è difficile non preferirlo a tutti gli altri. Certamente il più talentuoso, a mio parere frenato più dai limiti fisici che dalla sua incostanza mentale.
  • 02/12/2009 11:26
    lorenzo2
    Sono più o meno d'accordo.. però io Enqvist lo paragonerei più a DelPotro.
  • 02/12/2009 12:02
    BB 1980
    Certo è che tennisticamente questa attuale è l'epoca dei muratori, sia che abbiano vinto zero slam, sia che ne abbiano vinto 15. Mica la Wilson ha in programma di mettere in produzione una cazzuola da 110" firmata da Federer ??
  • 02/12/2009 12:03
    Alex Irene
    Trovo che il più forte - per risultati e per qualità - dei "magnifici esclusi" sia stato Rios. Mecir è stato un giocatore splendido, ma troppo fragile e incostante. D'altra parte, un titolo del Grande Slam non promuove necessariamente al rango di campione come dimostrano Gaudio, Alberto Costa, Johannsson, Kriek, Edmondson, Teacher, la Majoli, Chris O'Neill (!), Barbara Jordan (!!), Kerry Melville; nel gruppo degli slam apocrifi metterei anche Myskina, Jausovec e Ruzici (queste ultime due vinsero a Parigi in anni di autarchia; però la Ruzici la metto a malincuore, perché aveva clesse, inteligenza e grazia). Venendo alle donne la più forte è probabilmente la Safina, ma mi vengono in mente la Jaeger e soprattutto la Sukova, che ebbe la sfortuna d'imbattersi prima in Evert e Navratilova (eppure battè entrambe diverse volte), infine nella Graf.
  • 02/12/2009 12:13
    Alex Irene
    Su Chang sottoscrivo quanto riportato da Giornalistaa: non mi piacquero certi atteggiamenti, e comunque non fu più capace di ripetersi neanche quando giocò da favorito (es. finale a Melbourne nel '96 contro Becker). Poi Chang è stato introdotto nella Hall of Fame, atto politicamente corretto ma tennisticamente discutibile.
  • 02/12/2009 12:31
    Fabio
    @Alex Irene Atto politicamente ruffiano non corretto ...
  • 02/12/2009 12:34
    christian
    dai come si fa a escludere leconte!!!!!!! e poi philippoussis forse il piu completo in quanto a colpi!!!!!!!!
  • 02/12/2009 13:13
    pallock
    I due tennisti che mi avrebbe fatto piacere da un punto di vista umano vedere vincere almeno uno Slam sono Philippoussis e Todd Martin forse penalizzati da una carriera troppo costellata di infortuni.
  • 02/12/2009 13:15
    Giobbe
    Gli aristocratici, a furia di sposarsi fra di loro, infradiciano il loro sangue e il loro cervello. Nevvero, BB 1980? Tu a quale casata appartieni?
  • 02/12/2009 13:31
    TCC'75
    Ho un altro spassossimo sondaggio da proporre al pubblico: chi secondo voi sarebbe stato il più grande boxeur tra tutti i tennisti della storia? Per me tra i pesi massimi sarebbe stata una gran lotta tra Philippoussis e Dent, tra i pesi medi Hewitt sui livelli di Bernard Hopkins.
  • 02/12/2009 14:17
    stefano
    stando ai risultati RIOS è il più forte..mentre DAVYDENKO è sicuramente il più forte a non avere mai raggiunto neanche una finale slam..
  • 02/12/2009 14:25
    al
    Credo che come talento sprecato vada messo Nalbandian...ma come occasione Coria...cioè come ha fatto a perdere quella partita nn si sa...fatto sta che risulta che lo slam parigino lo ha vinto Gaudio(il più scarso vincitore di slam della storia, forse solo dopo a T.johansson) Cioè per i primi due set da vergognarsi " ma com'è che sono arrivato in finale al roland garros?"...sicuramente Coria sulle altre superfici nn ha mai brillato (forse quel quarto a new york buttato via con Ginepri è il vero canto del cigno..) però il roland garros se lo sarebbe meritato alla grande...penso che sia l'unica finale slam in cui chi ha vinto ha annulato match point no?
  • 02/12/2009 15:10
    lallo
    Non c'è partita: Gattone Mecir è stato di un altra categoria sia tecnica che potenziale (poteva nascondere la palla a chiunque). Poi metterei sullo stesso piano Forget, Medvedev e la Nalba :-))
  • 02/12/2009 15:30
    pietro
    Marcelo Rios e, a sprazzi, Gattone Mecir...
  • 02/12/2009 16:39
    federico.tennis
    Marcelo Rios UN MITO
  • 02/12/2009 17:20
    renatovio
    diciamo pure che la scelta risulta difficile.tommy haas è davvero un giocatore completo( a tutto campo),con un rovescio sublime.Rios per fluidità del gesto tecnico e anticipo non è stato secondo a nessuno. gattone mecir per intelligenza tattica e strategia di gioco è stato un vero e proprio maestro,di corretja mi sono sempre piaciuti la correttezza ed il suo rovescio.insomma la scelta è davvero dura ma se si prende a parametro la spettacalarità di gioco e la completezza del bagaglio tecnico dico:haas e rios
  • 02/12/2009 19:04
    Sampras87
    sicuramente il mio amico Tommy Haas :( grande tommy sempre spettacolare vederti giocare!
  • 02/12/2009 19:08
    fabrizio scalzi
    Secondo me Nalbandian aveva i numeri per essere vincitore di uno Slam:come ha massacrato in alcuni incontri(sopratutto fine stagione)Nadal e Federer in grande spolvero,nessuno ci era riuscito...poi gli infurtuni non gli hanno dato pace ahimè.....
  • 02/12/2009 20:59
    luca
    gattone un mito! se devo fare un nome che non ho ancora letto (a ragione direi) propongo Schalken. talento purissimo e bellezza estetica con pochi eguali. certo non hai mai vinto ms e anche negli slam mai oltre i quarti mi pare. però è uno dei pochi ad aver vinto almeno un torneo ATP su tutte le superfici (terra,cemento,indoor,erba)
  • 02/12/2009 21:41
    Miki
    @ Giornalistaa: non direi proprio che la Nalba era a disagio sul rosso: ha 2 semi al RG (sconfitto da Federer con un ritiro nel 2006 e da Gaudio poi vincitore nel 2004), una finale (Moya) e una semi(Federer) al MS internazionali d'Italia, una semi al MS di Amburgo. Il tutto con il suo "fisichetto" rotondo...
  • 02/12/2009 22:01
    Lorenzo87
    Sicuramente David Nalbandian. E' l'unico giocatore destro che ha messo più di una volta in difficoltà il Federer deluxe negli incontri al meglio dei 5 set. Per citarne due, mi vengono in mente i quarti degli AO 2004 e la Masters Cup 2005. Badate bene, ho detto giocatore destro. Infatti, un mancino con caratteristiche "alla Nadal" propone delle difficoltà tecniche "di default" allo svizzero che gli altri non possono eguagliare.
  • 02/12/2009 22:33
    Roberto 67
    Simpatie a parte (vincerebbe Mecir) credo il più forte di questi fosse Rios. Il più talentuoso sicuramente Leconte. Lancio una richiesta: un articolo sul più scarso ad aver vinto uno slam. Gaudio? Costa?
  • 02/12/2009 23:36
    siglomane
    Mi congratulo con chi ha deciso di togliere la parola "campioni" dal titolo di questo articolo. Senza Slam non si può essere campioni. Bene così.
  • 03/12/2009 00:32
    JMC
    Tutta la vita gattone Mecir e a seguire quello sciamannato e geniale di Henri Leconte, che solo lui sa come ha fatto a perdere il RG con quel boscaiolo da fondocampo di Wilander...
  • 03/12/2009 00:41
    JMC
    @bb1980: dopo Becker ed Edberg il tennis è diventato uno sport per boscaioli... Lo stesso Sampras o Agassi non avevano certo un mignolo di un Roche o un Laver o un McEnroe. Ti rammento però che Roger è stato ed è la cometa di questo periodo di muscoli e legnate senza intelligenza. NON METTERE MAI PIU' IL SIGNORE DEL TENNIS A FIANCO DI QUELL'UOMA, please...
  • 03/12/2009 11:31
    BB 1980
    @ JMC Sampras molto meglio di Federer; rovescio a parte e limiti fisici dovuti ad anemia, gli era superiore in tutto. Continuo a pensarla così, ed il parametro del numero di slam non è significativo a definire la superiorità di un giocatore sull'altro. Ma chi ci crede ad un Federer 2007 vincente - su qualunque superficie - contro un Mac 1984 ?????? Io non di certo
  • 03/12/2009 11:47
    Marcelus Edberg Wallace
    @Roberto '67: macchè, c'erano quelli degli Aus Open anni '70, quando Borg, Connors e McEnroe non ci andavano....cito ad esempio Edmondson, ma soprattutto Teacher!!! Nalbandian e Leconte (e Mecir, e Rios) sono stati e sono nettamente più forti di tutti e due. Mio preferito Leconte.
  • 03/12/2009 11:58
    Marcelus Edberg Wallace
    @ BB: dei grandissimi, Sampras e Lendl avevano limiti tecnici (come negarlo? lo ammettevano loro stessi!), il primo in rapporto alla terra battuta, il secondo in rapporto all'erba. Ripeto: "Limite tecnico", categoria concettuale che per Borg e per Federer non è mai esistita. Sampras non ha neppure tentato di superarlo, perchè non gli interessava proprio; lendl invece ci provò con tutte le forze, ma Queen's o non Queen's, non ci riuscì mai, neanche contro Wilander in Australia. Un altro dei motivi per cui reputo Borg e Federer superiori a tutti gli altri, anche se chi studia la storia del tennis a modo suo (non sei tu, BB, tanto per chiarire: mi riferisco ad altri) non la pensa così. Borg, a proposito di terra ed erba, era ovviamente prodigioso (ripeto: prodigioso), anche se non lo devo certo dire a te....
  • 03/12/2009 12:10
    enzo cherici
    Talmente superiore Sampras a Federer che l'unica volta che l'ha incontrato - ancora in fasce - c'ha perso 7-5 al quinto. Un conto è spararle grosse su Laver e Federer, Borg e Nadal...quando non c'è riscontro. Ma se un Roger ancora al 60% del suo potenziale (eravamo nel 2001) batteva già Sampras, come si fa a dire che Sampras gli era superiore in tutto tranne che (bontà tua) nel rovescio? Misteri della fede...
  • 03/12/2009 12:13
    Gattone
    Il gattone Mecir tutta la vita !!! Tra gli attuali stravedo per il gioco di Youzhny .. se fosse più solido mentalmente sarebbe il nuovo Becker !!!!
  • 03/12/2009 12:26
    Fabio
    @MEW Curiosamente Vitas Gerulaitis fu uno di quei vincitori .. ma nel suo caso parlerei di "giocatore imcompiuto". Troppo poco potente per fare quel passo in più che gli è sempre mancato.
  • 03/12/2009 12:30
    Fabio
    Ho scritto "imcompiuto" invece di "incompiuto". Non ho giustificazioni. Chiedo perdono :-) (però me ne sono accorto subito ...)
  • 03/12/2009 12:34
    Marcelus Edberg Wallace
    @ Fabio: solo che Gerulaitis mi stava troppo simpatico, e quanto meno ha giocato, in altri più importanti tornei, grandissime semifinali...
  • 03/12/2009 13:01
    diegokoala
    nuovo becker.............penso che becker sia stato un giocatore unico insieme a mc il più difficile da clonare
  • 03/12/2009 13:11
    diegokoala
    comunque per ritornare in tema, la vincita o meno di un solo slam dioende molto dal contesto e dall'epoca. un campione ( becker sampras agassi mc ecc.. insomma quelli che sappiamo tutti) avrebbero vinto prove slam in ogni epoca, chi ne avrebbe vinti di più (lendl) chi meno. un quasi campione deve avere anche un pò di fortuna, tipo hewitt, beccare il periodo giusto, mecir secondo me ha fatto anche troppo lendl era un mostro di continuità che non perdeva MAI da uno più debole, ci poteva vincere sull'erba dove non gli bastava battere lendl perchè avrebbe trovato edberg o becker ( se nell'88 avesse vinto con edberg con becker non faceva nemmeno un set)
  • 03/12/2009 13:40
    Alex Irene
    Certo Medvedev prometteva sfracelli. Nel 1989, vinto il GP di Genova, ringraziò gli organizzatori "perché gli avevano permesso di non perdere tempo" dato che non aveva potuto giocare a Wimbledon; nella stessa occasione (un po' presuntuoso) evidenziò che ambiva a successi nei tornei del GS, che però non vennero mai. Secondo ma anche la sua occasione a Parigi '99 fu enorme, quasi quanto quella di Coria, perché avanti di due set fu molto vicino al break decisivo nel terzo.
  • 03/12/2009 13:45
    Nicola De Paola
    Limito il mio giudizio ai giocatori che ho conosciuto,quelli dalgi anni 90 ad oggi. Dico Rios: un mito! E comunque per me non è vero che chi non vince un major non è un campione. Proprio Marcelino lo dimostra. Il n°1 del mondo non lo è? Effettivamente non ha mai vinto neppure un challanger giocando con i piedi,mi sa che ho torto.. Mah.. Per me sono campionissimi tutti i tennisti citati in questo articolo.
  • 03/12/2009 13:46
    Luka
    Anche a me piace il gioco di Youzhny ma lasciamo stare Boris per carità... oggi deve esser la giornata delle eresie :O
  • 03/12/2009 14:38
    diegokoala
    per campione si intende il fuoriclasse, uno baciato dal talento ( anche quello fisico mentale come nadal lendl e borg ) e difficilmente replicabile. se andiamo ad esaminare i grandissimi avevano ed hanno caratteristiche uniche ed inimitabili ( edberg, grande volee ecc..., ma come si muoveva ! la grnade volee l'aveva anche leconte)
  • 03/12/2009 15:19
    arciduca
    Ringrazio della segnalazione Mecir vs Mc Enroe. Sprazzi di tennis diamantino. Quanto era scorretto Mc! Grande gattone; intuire la traiettoria dei suoi colpi: praticamente impossibile!
  • 03/12/2009 15:53
    Roberto 67
    @Marcelus Hai ragione ma siamo d'accordo che quegli AO degli anni '70 non erano nemmeno da considerare nel calcolo. I due che ho nominato cadono entrambi nei primi anni 2000, quando anche Hewitt e Roddick vinsero il loro unico slam (e Ferrero a chi lo lasciamo?). In quegli anni poteva vincere uno slam chi avesse indovinato la settimana giusta o quasi.
  • 03/12/2009 16:04
    Marcelus Edberg Wallace
    @ Roberto '67: eh, si, quegli spagnoli lì, post-bruguera e pre-nadal (anche Moya, però meglio di Costa) hanno tutti vinto un RG e basta. Ferrero almeno ha una finale US Open e un paio di grandi annate, però è stato una mezza delusione anche lui. Hewitt però ne ha vinti due, di slam: la finale di Wimbledon più brutta di tutti i tempi, alla quale si aggiunge una memorabile stesa a Sampras, molto giù di tono, a New York.
  • 03/12/2009 21:04
    andywind
    tommy haas, gran gioco, gran rovescio... mi ricorda un po' calimero, gliene sono capitate di tutti i colori!
  • 04/12/2009 17:15
    BB 1980
    @ Marcelus Edberg Wallace Ti ringrazio per la risposta, molto a modo
  • 04/12/2009 17:34
    stefan
    senz'altro Diego Junqueira,un misconosciuto talento tennistico e soprattutto atletico.come boxeur Max Mirnyi,2 spalle che se ti piglia ti spacca in due
  • 04/12/2009 18:09
    Marcelus Edberg Wallace
    @ BB: ma ti pare, tra l'altro sai benissimo che (pur nelle diversità) sono molto più in accordo che in disaccordo con le tue opinioni. Con simpatia.
  • 04/12/2009 21:03
    Andrew
    Nalbandian
  • 05/12/2009 12:32
    bonginus
    non dimentichiamoci di Emilio Sanchez, terraiolo finché si vuole, ma le ha suonate a tanti, tanti...
  • 07/12/2009 13:07
    d'oh
    perché non anche berasategui allora?
  • Sono presenti 69 commenti
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