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Miss Congeniality sta per tornare

La tennista belga Kim Clijsters farà il suo rientro il prossimo 10 agosto al torneo di Cincinnati grazie ad una wildcard. Ripercorriamo la carriera di una delle tenniste più amate. Barbara Rossi
 

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Aveva gettato nello sconforto milioni di tifosi in tutto il mondo quando quel maledetto 6 maggio del 2007 aveva improvvisamente deciso di abbandonare il tennis , a causa del susseguirsi degli infortuni, del desiderio di formarsi una famiglia e della paura di volare.
Era stanca, un po’ logora sia nel fisico che nella mente Kim Clijsters, la prima tennista belga in assoluto (uomo o donna che sia ) che era riuscita a raggiungere la prima posizione mondiale nel 2003; aveva incredibilmente mollato e il suo viso sempre sorridente , che emanava amabilità e simpatia in tutte le occasioni (da qui il nickname “congeniality”), si era oscurato , a soli 24 anni .

Tra colleghi e colleghe era amatissima e stimata: l’avevano definita “il sorriso vincente che nasconde un arsenale letale” e , come Sandra Bullock nel film “Miss Congeniality”, tra i colleghi aveva trovato l’ amore (fidanzamento con Lleyton Hewitt durato poco meno di un anno). Killing Kim era nota per i suoi potenti e profondi colpi da fondocampo, per la sua ottima difesa caratterizzata da velocità e forza atletica ; insieme a Jankovic e Kuznetsova, è tra le poche tenniste che possono vantare successi su tutte le superfici. Maria Sharapova, dopo esser stata pesantemente sconfitta durante il Nasdaq-100 Open del 2005, dichiarava che la forza della giovane belga risiedeva nella capacità di obbligare sempre le avversarie a colpire un colpo in più , a tentare un vincente per sottrarsi dallo scambio serrato, perché da lei ci si aspettava sempre che ti rimandasse tutte , ma proprio tutte, le palle di là.

Durante i 2 anni e mezzo di stop, la simpatica Kim ha fatto tante cose e ha dovuto affrontare e superare tanti cambiamenti : si è sposata col giocatore di basket Brian Lynch, ha avuto una bella bambina Jada Ellie che adesso ha 18 mesi, è stata al capezzale del padre malato di tumore al polmone fino allo scorso gennaio , quando l’amatissimo Lei Clijsters si è spento lasciandole nella testa una frase che soleva ripetere agli amici di famiglia: “sono convinto che prima o poi mia figlia tornerà in campo”. “Non cambierei nulla di questi due anni e mezzo , ho sperato tanto che mio padre potesse guarire ma sono felice che abbia potuto vedere i primi passi della sua nipotina, è stato molto molto speciale. Adesso sto leggendo il libro di James Blake (Breaking Back- How I lost everything and Won Back my Life) che parla così intensamente di come lui abbia dovuto affrontare la perdita di suo padre: è incredibile scoprire così tanto sui sentimenti di qualcuno che ho visto tante volte nel circuito ma di cui non sapevo realmente quasi nulla… Mio padre desiderava che tornassi a giocare, adesso questo desiderio lo sento anch’io, forse se lui fosse ancora vivo non ce l’avrei , non lo so, un po’ glielo devo “ dichiara Kim al Times. L’occasione della svolta arriva da alcune esibizioni: prima il 14 giugno scorso a Rosmalen contro la giovane Micella Krajicek (WTA 126), battuta 6-1 6-3 ma felice di aver perso “da una numero uno” e poi la ricorderete sull’erba di Wimbledon il 17 maggio in coppia con Tim Henman sconfiggere la coppia d’oro Agassi-Graf e poi battere in singolare la Graf , suo grande idolo. Appena Kim mette piede sul centrale per inaugurare il fantastico tetto dalla luce più simile a quella naturale, il roboante eco che proviene dalle gradinate è quello del pubblico che si scioglie in un’ovazione, 15.000 spettatori sono tutti in piedi ad acclamarla. Nessuno l’ha dimenticata, neanche i tiepidini spettatori inglesi. Gli organizzatori di Wimbledon le offrono anche una wildcard per il tabellone principale del torneo , ma lei la rifiuta (cosa mai successa..) perché non è ancora pronta, vuole allenarsi per tornare in forma ; si è allenata tanto anche prima dell’esibizione “per non fare brutta figura” , scoprendo anche di divertirsi di nuovo, forse di più di prima , si sente “agganciata” al tennis come non mai e l’idea di cominciare una seconda carriera è ormai un punto fermo nella sua testa. Non vuole che si parli di “ritorno”, ma di un “nuovo inizio”, perché adesso la bionda belga è una donna diversa, ha fatto nuove esperienze, non si annoia fuori dal tennis ma ha tante cose a cui pensare e che le tolgono lo stress delle preoccupazioni dei risultati : “il tennis mi piace come prima , ma in passato ho giocato troppi tornei, ora mi organizzerò diversamente: cercherò di focalizzarmi solo sui grandi tornei e sugli Slams e cercherò di dare il mio massimo nei momenti importanti….ci sono tante domande nella mia testa, soprattutto come pianificare il calendario, informarmi bene sulle regole, affidarmi alle persone giuste che mi possano aiutare. Non ero mai stata una gran pianificatrice, prendevo le cose un po’come venivano, ma ora c’è da capire quando mangiare, cosa mangiare, quanto dormire, e non dovrò pensare solo a me ma anche a mia figlia . Per fortuna ho il supporto di mio marito”. Per avere alcune dritte su come organizzarsi per la vita del circuito con una bambina al seguito , ha chiesto lumi a Lindsay Davenport, che l’ha sempre incoraggiata : ”Kim ha dei vantaggi: rientra a 26 anni, mentre io ne avevo già 31 , e poi lei è un’atleta incredibile e corre velocissima”. Con il padre campione di football e la mamma campionessa di ginnastica non poteva andare diversamente.

Le buone premesse ci sono tutte, però la storia dei casi simili non è dalla sua: mentre i padri sul circuito sono tantissimi , presto anche Roger Federer si aggiungerà alla lista, e hanno dalla loro il vantaggio di non dover neanche interromperla la carriera, salvo saltare qualche torneo per far compagnia alle mogli alle quali tocca tutta la fatica, sperando che il lieto evento non accada durante i Majors , le madri di successo sono un po’ pochine. Si contano sulle dita di una mano:
Dorothea Lambert Chambers , grande campionessa inglese , aveva 36 anni quando rientrò da madre a Wimbledon del 1914. Cinque anni dopo giocò contro Suzanne Lenglen quella che a quei tempi fu la più lunga finale in un match femminile, perdendola 9-7 al terzo set.
Evonne Goolagong Cawley , l’australiana che a 29 anni, dopo aver dato alla luce 3 anni prima alla figlia Kelly, vinse il titolo di Wimbledon nel 1980, sconfiggendo Chris Evert.
Laura Gildemeister Née Arraya , la peruviana che raggiunse i quarti a Wimbledon nel 1991 quando suo figlio Heinz Andre aveva 3 anni .
Lindsay Davenport , la tre volte vincitrice di tornei dello Slams e della medaglia olimpica del 1996, si ritirò a fine 2006 e diede alla luce il figlio Jagger nel giugno 2007. Tornò poi sul circuito ma adesso aspetta un altro bambino per agosto.

Aspettando di vedere se Miss Congeniality ci sorprenderà ancora, ricordiamo brevemente i fatti salienti della sua “prima carriera”. Complessivamente vince 34 titoli WTA in singolare e 11 in doppio. Vince Gli US Open nel 2005 e i WTA Tour Championships due volte nel 2002 e nel 2003. E’ stata due volte finalista al RG e una volta agli Australian Open e ha raggiunto due volte le semifinali a Wimbledon. In doppio vince Roland Garros e Wimbledon nel 2003. Ma andiamo per ordine. Dopo i buoni risultati da juniores, nel 1998 finalista a Wimbledon e vincitrice con Elena Dokic in doppio al Roland Garros, e con Eva Dyrberg a NY, è nel 1999 che impressiona il grande pubblico quando , partendo dalle qualificazioni, supera tre turni ed elimina la allora n. 10 Amanda Coetzer, prima di arrendersi a Staffi Graf che aveva sempre ammirato fin da bambina. Raggiunge il terzo turno anche agli US Open , perdendo da Serena Williams ma dopo aver servito per il match. In autunno vince poi il suo primo titolo WTA di singolare in Lussemburgo, e il primo in doppio a Bratislava. Scala rapidamente il ranking nei due anni seguenti e nel 2001 raggiunge la sua prima finale in un Tier I (gli odierni master 1000) ad Indian Wells cedendo a Serena Williams un match pieno di contestazioni; raggiunge anche la prima finale di Slam a Parigi: perde 12-10 al terzo dalla Capriati, dopo due ore e 21 minuti di gioco (finale più lunga fino ad allora mai disputatasi a Parigi ). La Clijsters è stata quattro volte a due punti dal match prima di soccombere alla giovane promessa americana.
Alla fine del 2002 vince l’Home Depot Championships di Los Angeles, sconfiggendo la n. 1 Serena Williams prima (era solo la quinta sconfitta quell’anno per la Williams) , la n. 4 Justine Henin poi infine la n. 2 di allora Venus Williams, diventando la quarta giocatrice capace di sconfiggere entrambe le sorelle Williams nello stesso evento e perdendo pochissimi games.

Nel 2003 vince 9 tornei in singolare e 7 in doppio, raggiunge la finale sia a Parigi che agli Us Open perdendo in entrambe le occasioni dalla Henin e arriva in semifinale a Wimbledon, vince il Telecom Italia Master di Roma sulla Mauresmo e in Indian Wells battendo la Davemport. L’11 agosto 2003 diventa la n. 1 del mondo e la prima giocatrice ad avere ottenuto la prima posizione senza aver vinto tornei dello Slam ; mantiene il primato per 12 settimane non consecutive prima di cederlo alla connazionale Henin. Inizia il 2004 con una finale agli Australian Open, prima di arrendersi a una serie di infortuni al polso che, a fasi alterne, la terranno lontano dai campi per quasi un anno e la faranno precipitare alla 133° posizione. Nel 2005 però risale rapidamente le posizioni perdute e raggiunge Staffi Graf uguagliando il suo record di vincitrice di entrambi i master 1000 di Indian Weels e Key Biscayne nello stesso anno per ben due volte, ma soprattutto vince finalmente gli US Open, sconfiggendo nell’ordine Venus Williams, Sharapova e Mary Pierce e riceve un assegno con bonus di complessivi US 2.2 milioni di dollari, cifra record assoluta nello sport femminile.
Nel 2006 , a parte qualche problema alle caviglie, i risultati principali sono le due semifinali a Parigi e a Wimbledon, ma purtroppo non potrà poi difendere il suo titolo agli Us Open a casua dell’aggravarsi del problema al polso che poi la porterà , dopo le semi in Australia, al ritiro definitivo nel maggio del 2007.
Archiviato tutto ciò, la seconda carriera di Miss Congeniality sta per iniziare: giocherà qualche esibizione alla fine di luglio ; poi i tornei americani di Cincinnati e Toronto e gli Us Open.

A chi le chiede cosa pensa del tennis femminile attuale, la simpatica Kim dice di aver guardato diversi incontri durante gli ultimi due mesi, ma le resta difficile giudicare le giovani giocatrici perché le sembra che pensino soltanto a colpire forte e non abbiano abbastanza pensiero tattico e idee. Williams a parte, perché loro, si sa, sono di un altro pianeta: lei le conosce bene e probabilmente è una delle poche con le armi giuste per salire su quel pianeta e batterle , colmando il vuoto che c’è attualmente nel tennis femminile. Forse Miss Congeniality riuscirà a riportare l’attenzione dei media ancora una volta su di sé e sul suo fantastico tennis di combattente nata divertentissima da guardare, sottraendo (speriamo!) un po’ di spazio alle inutili discussioni sul GOAT, sul migliore di un’epoca o della storia dei colleghi maschi, discussioni che tanto spazio prendono sui giornali, siti web e purtroppo anche sul nostro Ubitennis.
Kim si riserva di valutare dopo gli US Open come sarà l’impatto sulla sua vita privata e se quindi la sua seconda carriera sarà più o meno percorribile; intanto però è diventata cliente della Trinity – Golazo, uno dei più grossi gruppi di pubbliche relazioni e marketing che curano l’immagine e gli interessi degli sportivi e ha aggiunto il torneo del Lussemburgo al suo schedule.

Ci sembra che la sua valutazione l’abbia già fatta. Bentornata!

 

Biografia e risultati

Nickname(s) Miss Congeniality , Kim Kong
Country Belgium
Residence Bree, Belgium
Date of birth 8 June 1983 (age 26)
Place of birth Bilzen, Belgium
Height 1.74 m (5 ft 81⁄2 in)
Weight 68 kg (150 lb; 10.7 st)
Turned pro 17 August 1997
Retired 6 May 2007
Comeback in 2009
Plays Right; Two-handed backhand
Career prize money US$14,764,296
Singles
Career record 427–104
Career titles 37
Highest ranking No. 1 (11 August 2003)
Grand Slam results
Australian Open
F (2004)
French Open
F (2001, 2003)
Wimbledon
SF (2003, 2006)
US Open
W (2005)
Major tournaments
WTA Championships
W (2002, 2003)
Doubles
Career record 129–50
Career titles 11 WTA, 3 ITF
Highest ranking No. 1 (4 August 2003)
Grand Slam Doubles results
Australian Open
QF (2003)
French Open
W (2003)
Wimbledon
W (2003)
US Open
QF (2002)

Coaches
• 1992-1996: Bart Van Kerckhove
• 1996-2002: Carl Maes
• 2002-2003: Marc Dehous

Premi e Riconoscimenti
2000
• WTA Newcomer of the Year (for 1999).
2001
• Karen Krantzcke Sportsmanship Award (for 2000).
2002
• Karen Krantzcke Sportsmanship Award (for 2001).
2003
• Karen Krantzcke Sportsmanship Award (for 2002).
2004
• WTA Player Service Award (for 2003).
• Karen Krantzcke Sportsmanship Award (for 2003). 2005
• ITF World Champion.
• WTA Tour Championships Race winner.
• Belgian Sportswoman of the Year.
• International Tennis Writers Association (ITWA) Player of the Year.
• International Tennis Writers Ambassador for Tennis.
2006
• WTA Player of the Year (for 2005).
• WTA Comeback Player of the Year (for 2005).
• Karen Krantzcke Sportsmanship Award (for 2005).
2007
• Karen Krantzcke Sportsmanship Award (for 2006).

 

Barbara Rossi

  • 17/07/2009 18:25
    Michele
    Nell'attuale panorama del tennis femminile, una Cljisters sufficientemente motivata dovrebbe tornare presto tra le prime. Certo, avrei preferito il rientro di un'altra belga, ma non si può avere tutto dalla vita.
  • 17/07/2009 19:43
    john Doe
    Io non mi ricordo di un tennis "fantastico" e divertente da guardare della Clijsters, nè me la ricordo come una campionessa di simpatia... In ogni caso nel tennis femminile di oggi dominato da una mediocre tennista come la safina c'è sicuramente posto anche per la belga, anche se non credo che negli slam potrà impensierire le Williams. Poi bisogna sempre vedere le reali motivazioni di questi "ritorni", che 9 volte su 10 sono scelte che hanno più a che fare con il desiderio di rimpinguare il conto in banca che con quello di raggiungere dei successi importanti.
  • 17/07/2009 22:17
    Alessio Gradogna
    Bellissimo articolo Barbara, completo, appassionato e competente. L'ho letto con molto piacere. E speriamo che il ritorno di Kim sia positivo, ce n'è bisogno, eccome.
  • Sono presenti 3 commenti
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Accadde oggi...

19 Luglio 1946

 

Nasce a Bucarest, in Romania, Ilie Nastase, forse più conosciuto per il temperamento insolente in campo che per l'immenso talento tennistico che lo ha portato alla vittoria degli US Open nel 1972 e a quella del Roland Garros nel 1973.

 

Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker

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