Nella prima settimana di uno Slam molto spesso si nascondono partite insidiose. Vediamo chi potrebbe infastidire i Quattro Tenori… e non solo loro.
Gianluca Comuniello
Mine vaganti… Negli ultimi due anni, quando uscivano i tabelloni degli Slam, tutti correvamo a vedere dove era caduto Novak Djokovic. Se stava dalla parte di Roger dicevamo che il tabellone era sbilanciato a favore di Rafa, o viceversa. Ora, come ampiamente dibattuto in questi giorni su queste pagine, le cose sono cambiate. Ai tre tenori se ne è aggiunto un quarto, molto autoritario, che risponde al nome di Andy Murray. Da questo punto di vista, avremo la certezza di avere un tabellone bilanciato, perché a Rafa e a Roger toccherà uno fra Nole ed Andy… e non si sa chi sarà “cucinato” meglio (anche se io ho la mia teoria: e cioè che Roger preferirebbe avere il serbo e Nadal invece lo scozzese, con il quale ha perso una sola volta dopo il suo tour de force estivo dello scorso anno).
Ma qui non vogliamo parlare di questo. Anche perché per arrivare in semifinale bisogna vincere cinque partite. Vogliamo parlare di una cosa che non facevamo più da tempo e cioè scovare possibili mine vaganti dei primi due turni. Perché se è vero quello che anche Patrick Mc Enroe ha sostenuto oggi, e cioè che i quattro tenori hanno scavato un ampio fossato fra di loro ed il resto del mondo, è anche vero che un ottimo giocatore o magari un ex-campione pescato nelle prime due partite può rovesciare i piani di chiunque. Ne sa qualcosa Djokovic, l’unico dei tre top players a “ciccare” una semifinale Slam lo scorso anno a causa della sconfitta di secondo turno subita da Marat Safin a Wimbledon. Ne sa qualcosa lo stesso Murray, steso lo scorso anno da Tsonga. Le prime due partite sono le più delicate perché bisogna abituarsi ad una molteplicità di fattori: pubblico, rumore, palle, superficie, lunghezza dei match, pressione dei media, forma da affinare. E quest’anno, nascosti nelle pieghe dei tabelloni, fuori dal parco delle 32 teste di serie, potrebbero annidarsi diversi pericoli.
Per quello che si sa al momento, potrebbero rimanere immediatamente fuori dalle teste di serie Kiefer e Youzhny. Il tedesco potrebbe essere uno spauracchio per i top players di seconda fascia, mentre non ha a mio avviso molte armi per contrastare i QT (Quattro Tenori). Però il suo gioco spezzato, aggressivo, anche se non molto pesante per gli attuali canoni, potrebbe mandare in confusione diversi nomi di peso. Blake, Wawrinka, Nalbandian(che ha un record orrendo negli Slam per le sue potenzialità tecniche) potrebbero temere un accoppiamento con il non più verde tedesco. Quanto a Youzhny… quando si parla di Youzhny tutti pensano a Nadal: un accoppiamento di primo turno fra i due sarebbe una cosa molto delicata e sicuramente da seguire.
Continuando a scorrere la classifica ci si imbatte in “Mr Dostojevskij” Tipsarevic. Il 10-8 al quinto del terzo turno dello scorso anno con Federer se lo ricordano tutti: è stato il primo match che ha dato la netta sensazione che le crepe nel regno si stavano allargando. Tipsarevic è poi stato capace di eliminare anche Roddick a Wimbledon: è un giocatore che ha nella continuità di risultati il suo tallone d’Achille, ma ha secondo me il profilo perfetto per nutrire la folta schiera storica dei campioni di un giorno: quelli che falliscono sistematicamente la prova del nove, ma regalano e si regalano giornate di grazia in cui possono dar fastidio a chiunque. Il suo è un nome che tutti, a parte forse Djokovic, temono di trovare sulla propria strada. Scendendo ancora un po’ in classifica si trova quella che a detta di molti è La Minaccia, con tutte le maiuscole del caso: Ernst Gulbis. E’ vero: si gioca tre su cinque. E’ vero: anche lui finora non è stato un mostro di continuità. Ma è un giocatore spaventoso quando ha la luna buona. Federer non lo ha mai incontrato, Nadal sì e ha vinto a fatica entrambe le volte, Djokovic ha perso il loro ultimo confronto. L’unico che sembra non aver problemi è super Murray, ma anche lui si augura di riuscire a tenerlo lontano.
Poi ci sono quelli che chiamerei “nobili decaduti”, che proprio a Melbourne hanno scritto pagine importanti della loro carriera: Marcos Baghdatis e Tommy Haas. Il secondo viene da una serie infinita di problemi di salute e ci sono molti dubbi sulla qualità della sua partecipazione a questo Australian Open. Ma se sta bene è un altro di quelli da prendere con le molle come eventuale prima o seconda partita. Per quanto riguarda il cipriota, sembra destinato a diventare il giocatore che ha ballato una sola estate (australiana, per la precisione), ma una nuova estate australiana potrebbe fargli ricordare come si gioca da campione. Senza contare la “torcida” di sostenitori che ogni anno spuntano come funghi a Melbourne. I padroni di casa sperano in Lleyton Hewitt: Rusty ha nella notte vinto il suo match di rientro a Sidney ed ha sicuramente la grinta per impensierire chiunque. Bisogna vedere se ha ancora anche il gioco.
Chiudo con gli italiani, che non si sono mai, ad onor del vero, contraddistinti per vocazione al ruolo di mine vaganti. Le speranze di salire all’onore delle cronache mondiali per un exploit nei primi giorni sono legate a mio avviso a Simone Bolelli, che però ha sempre, nel passato, offerto prestazioni al di sotto delle sue possibilità negli Slam. Recentemente ha battuto nuovamente Simon: si spera che sia l’indizio di un nuovo atteggiamento nelle partite contro i più forti.
Gianluca Comuniello
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