Prosegue l'iniziativa editoriale della Gazzetta. Tra i grandi del tennis non potevano mancare loro, Roger Federer e Rafael Nadal, protagonisti della rivalità protagonista nel nuovo millennio. All’interno tutte le 18 sfide. Elisa Piva
Da qualche mese ormai per gli appassionati di tennis ogni venerdì c’è un appuntamento fisso in edicola, quello con i Dvd della Gazzetta dedicato ai grandi del tennis e alle loro rivalità. Finalmente è arrivato il momento dell’uscita di uno dei capitoli più attesi, quello tra Roger Federer e Rafael Nadal.
Le ultime stagioni tennistiche sono state caratterizzate dalle sfide di questi due giocatori, di due stili opposti, di due caratteri così diversi. La loro rivalità a tutto tondo è stata vissuta, commentata, analizzata in tutte le sue parti. Ha appassionato milioni di tifosi, che si sono esaltatati, hanno gioito e hanno sofferto assieme ai loro campioni. Chi per uno chi per l’altro.
Dalla prima partita giocata sul cemento di Key Biscane nel 2004, fino all’ultimo scontro, l’epica finale di Wimbledon. Fino a qualche mese fa lo svizzero era il n°1, il favorito, l’uomo da battere. Dominatore incontrastato del circuito. Rafa invece era l’eterno n°2, l’unico però in grado di dare grattacapi al Re. L’unico contro cui Federer perdeva la sua consueta sicurezza. L’unico che contro Federer partiva alla pari, addirittura favorito, per via delle implicazioni psicologiche che entravano in gioco durante i loro match. L’unico in netto vantaggio negli scontri diretti contro l’elvetico. C’è stato un momento, dopo quei due match point raggiunti ma sprecati a Roma da Federer, in cui si pensava che la Nadalite di cui sembrava afflitto Roger fosse guarita. In realtà sulla terra non esiste malattia alcuna, Rafa era semplicemente troppo forte. Dopo l’epica battaglia vinta sui prati dell’All England Club dallo spagnolo, su quei campi considerati la casa di Federer, i valori si sono ribaltati. Fa strano sentir parlare di numero due quando ci si rivolge allo svizzero, ma ora è così. L’impresa compiuta da Nadal, la doppietta Roland Garros-Wimbledon ha fatto si che diventasse lui l’uomo da battere, che fosse lui il numero uno, e Federer a inseguire.
C’è chi trovava noiosa la loro rivalità, perché le finali importanti erano quasi sempre affar loro. Però Nadal è stato l’unico in grado di contrastare Federer negli anni del suo regno, di spezzare più volte le sue strisce infinite di vittorie. Si sono spronati a vicenda. Nadal costretto a migliorare sempre di più per superarlo in classifica, e Federer spinto a dare il massimo per mantenere intatto il suo primo posto e inseguire i record. Ne sono scaturite partite talvolta spettacolari, per intensità e gioco. Una rivalità così forte sul campo, ma che una volta fuori si trasforma in un rapporto di estrema stima reciproca che sfocia quasi in amicizia. Una rivalità tra due grandi campioni e il miglior spot per il tennis.
Elisa Piva
“ Forse ho bisogno di stare di piu’ in campo. Ho giocato due incontri ad Abu Dhabi e tre qua. Non sono pochi, ma me ne servono di piu’. Adesso mi fermo, mi allenero’ qua e volero’ in Australia domenica. Questa sconfitta non mi preoccupa piu’ di tanto. Sto giocando bene, necessito solo di piu’ partite”
Rafa Nadal all’indomani della sua sconfitta contro Monfils
Perth - Hopman Cup. Marat Safin si è presentato con un occhio nero ricordo di una rissa avuta a Mosca una settimana fa "Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ho vinto io". Aggiunge anche "Alla fine dell'anno mi ritiro. Il tennis non mi mancherà"