La sconfitta di Djokovic con Gulbis riapre il dibattito sui cambi di racchetta. I casi di Laver, McEnroe, Connors,Borg, Vilas, Agassi, Sampras. Federer, Nadal..e altri Tom Tebbutt
Dopo la sconfitta per 6-4,6-4 a Brisbane per mano del talentuoso lettone Ernest Gulbis, Novak Djokovic ha dato parte della colpa della sconfitta al fatto di doversi ancora abituare alla nuova racchetta della Head. Fino alla fine del 2008, infatti, giocava con una Wilson.
I problemi derivanti da un cambio di racchetta sono in realtà una storia lunga nel tennis.
Nell’era moderna, da quando cioè professionisti e amatori sono stati eguagliati nel 1968, sono molte le storie di doppiezza ed imbrogli legate a cambi di contratti per le racchette da parte dei più grandi giocatori del mondo. Una delle più conosciute è quella che riguarda il leggendario Rod Laver che firmò un contratto con un’azienda di nome Chemold ma che continuò a giocare con la sua fidata Dunlop Maxply. Non riusciva a gestire la nuova racchetta e quindi giocò con le Dunlops pitturate con il design delle Chermold.
I due uomini spesso nominati insieme a Laver nella discussione sul miglior giocatore di tutti i tempi – Pete Sampras e Roger Federer – non hanno mai dovuto affrontare un simile problema perchè sono rimasti fedeli alla Wilson per tutta la loro carriera.
Un contemporaneo di Sampras, Andre Agassi, cambiò invece racchetta, da una Prince ad una Head a metà carriera senza alcuna difficoltà.
Ma non è sempre stato così facile, specialmente nel periodo delle vecchie racchette di legno. Brian Gottfried, un americano che raggiunse la finale dei French Open nel 1977, terza posizione in singolare come miglior ranking e due titoli Wimbledon in doppio col messicano Raul Ramirez, firmò un contratto molto vantaggioso per passare dalla sua Wilson Jack Kramer Autograph alla linea Snauwaert con il suo nome e la sua firma. Era la fine degli anni 70 e non fu mai veramente a suo agio con la nuova racchetta.
Un contemporaneo di Gottfried, Jimmy Connors, ha usato per tutti e otto i titoli dello Slam la pesante Wilson T-2000. Quando smisero di produrla era così disperato che chiedeva le Wilson T-2000 a chiunque ne avesse qualcuna in casa.
Il grande Bjorn Borg ha vinto 5 Wimbledon e 6 French Open tra il 1974 e 1981. Dal 1975 in poi ha usato delle racchette di legno fatte da un’altra azienda belga, la Donnay.
Borg, che ha giocato Wimbledon nel 1973 con una Slazenger Challenge n.1 prima di passare ad una Donnay, è stato un caso interessante. Dalla metà degli anni 70 fino al 1979 ha avuto un contratto a parte con la ditta americana Bancroft per usare le sue racchette nei tornei americani. Anche se ha ripetuto più volte che si trovava bene con le racchette Bancroft, non è mai riuscito a vincere uno Us Open pur essendo stato finalista quattro volte.
Probabilmente l’uomo che ha avuto il passaggio più facile dalle racchette in legno a quelle moderne è stato John McEnroe. Vinse il primo Slam nel 1979 agli US Open con la sua Wilson Jack Kramer Pro Staff e poco dopo accettò l’offerta di usare la Dunlop Maxply. Seguirono una Dunlop “McEnroe Maxply” e poi la famosa Dunlop Max 200G. McEnroe riuscì a vincere degli Slam usando tutte e tre le racchette.
Cambiare i bastoni, come venivano chiamati nell’era delle racchette di legno, aveva a che fare con i soldi ma anche la politica a volte veniva coinvolta, come è stato il caso dell’argentino Guillermo Vilas. Vilas vinse nel 1977 il French Open e lo Us Open usando una Head. Più tardi firmò un contratto con la ditta inglese Slazenger. Sfortunatamente, l’accordo finì quando il Regno Unito e l’Argentina entrarono in guerra per le Isole Falkland nel 1982.
La tecnica del pitturare le racchette usata da Laver nel ‘70 non viene usata solo per travestire la racchetta di un’azienda da quella di un’altra, ma viene utilizzata anche per vari modelli di una stessa ditta. Ad esempio, nel caso in cui un’azienda voglia usare un grande nome per aiutare la promozione di un nuovo modello ma il giocatore in questione non vuole cambiare la sua vecchia racchetta.
Ad un noto giocatore americano fu chiesto una volta di passare dal suo modello ad uno differente della stessa linea di prodotti. Avendo rifiutato, l’azienda semplicemente prese il suo vecchio telaio e lo pitturò, in questo caso con un design molto patriottico in rosso, bianco e blu.
Ma il giocatore disse che c’erano differenze perfino con il telaio pitturato ed insistette per usare il suo modello originale non pitturato.
Tra le star di oggi, il numero uno Rafael Nadal ha usato la sua Babolat per tutti e cinque gli Slam vinti, mentre il n.2 Federer ha cambiato modelli di Wilson per ognuno dei suoi 13 Slam. Il modello attuale è praticamente una costante ma con continui aggiustamenti della Wilson Pro Staff che usava Sampras, e che è stata scelta come “Racchetta dell’anno” dal World Tennis Magazine nel 1982.
Federer non ha in programma di usare la racchetta di un’altra ditta – ha un contratto a vita con la Wilson. Il numero 4 Andy Murray gioca con una Head così come Djokovic, da qualche giorno a questa parte.
Una rosa con qualsiasi altro nome è sempre una rosa. Una racchetta con un altro nome può non essere la stessa cosa. Sarà interessante vedere Djokovic come se la caverà con la nuova racchetta nelle prossime settimane e come cercherà di difendere il titolo agli Australian Open (dove Murray si presenta particolarmente agguerrito ma certo un Federer che li ha dominati tre volte non può essere snobbato e poi c'è un certo Nadal che., salvo errori, è il n.1 del mondo in carica; n.di ubs).
Traduz. di Sara Cecamore
“ Forse ho bisogno di stare di piu’ in campo. Ho giocato due incontri ad Abu Dhabi e tre qua. Non sono pochi, ma me ne servono di piu’. Adesso mi fermo, mi allenero’ qua e volero’ in Australia domenica. Questa sconfitta non mi preoccupa piu’ di tanto. Sto giocando bene, necessito solo di piu’ partite”
Rafa Nadal all’indomani della sua sconfitta contro Monfils
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