Prosegue la striscia positiva dello scozzese contro lo svizzero che resiste solo un set: 6-7 6-2 6-2 il punteggio per Andy che adesso affronterà nell'ultimo atto l'americano che si è sbarazzato di Monfils 7-6 3-6 6-3. Giorgio Spalluto
E adesso cominciano ad essere davvero tante le sconfitte di Roger contro Andy Murray, 3 consecutive (4 se ci mettiamo l’esibizione di Abu Dhabi), 5 negli ultimi 6 incontri. Molto simile l’andamento degli ultimi match, con Federer che vince il primo set e Murray che piano piano sale in cattedra prendendo in mano le redini del gioco. C’è poco da fare. In questo momento Murray è una spanna su tutti, anche sull’ottimo Federer visto all’opera in questi giorni a Doha. Il britannico è un muro di gomma che ti rimanda la pallina alla stessa velocità con cui la riceve. Puoi sperare di tenerlo a bada con una grande prestazione al servizio (come quella di Roger nel primo set), ma alla lunga viene fuori la sua superiorità nello scambio. Eppure Federer le chance di portare a casa il match le ha avute, eccome se le ha avute. Nel 3° gioco del secondo set lo svizzero, che nella prima partita non era mai riuscito ad impensierire lo scozzese al servizio, si era portato addirittura sullo 0-40 prima di subire la reazione veemente di un Murray capace di mettere 5 prime, ben distribuite tra ace e servizi vincenti.
Quella è stata la svolta dell’incontro fino a quel momento vissuto sui binari dell’equilibrio, con entrambi i giocatori bravi a rimanere concentrati nei propri turni di battuta. Nel primo set c’era stata una sola palla break per lo scozzese, annullata con autorità dallo svizzero. Lo stesso equilibrio caratterizzava il tiebreak decisosi solo 8-6 per Federer che, sul 5-6, aveva dovuto annullare un set point con una magnifica stop volley, e sul 6-6 era stato aiutato da una chiamata errata del giudice di linea, reo di aver chiamato fuori un rovescio angolato dell’avversario, nettamente sulla riga.
Fallite le 3 palle che lo avrebbero portato avanti di un break, oltre che di un set, lo svizzero palesava quelle insicurezze che lo hanno caratterizzato nell’ultimo periodo. La percentuale delle prime è andata via via scemando fino a che, nel sesto gioco, è giunto il primo break del match a favore di Murray, bravo ad approfittare del primo game in cui Federer ha regalato qualcosa col dritto, oltre ad aver commesso un doppio fallo abbastanza pesante sul 30-30. Da quel momento in poi non c’è stata più partita, con lo scozzese che chiudeva il set 6-2 con un secondo break e, malgrado non fosse in perfette condizioni fisiche, riusciva ad essere sempre padrone dello scambio. Non riuscendo più ad avere punti gratuiti con il servizio, lo svizzero finiva per essere vittima del ritmo asfissiante del suo avversario, bravo a chiudere il numero 2 del mondo nell’angolo sinistro del campo. Il terzo set si concludeva con lo stesso punteggio del secondo e con lo svizzero incapace di reagire alla netta superiorità psico-fisica dello scozzese. Se è vero che questi tornei vogliono solo essere un allenamento per il primo vero appuntamento della stagione, è anche vero che il crollo fisico del numero 2 del mondo non può non destare più di qualche preoccupazione. Riuscirà Roger nei 10 giorni che ci separano dal primo slam stagionale, a recuperare il gap evidente che lo separa dal Murray dominante di questi tempi?
Adesso l'Open d'Australia sarà più importante che mai e probabilmente Federer non sa se augurarsi di ritrovarsi dalla parte di Djokovic, che lo dominò un anno fa a Melbourne, oppure di Murray nei confronti del quale ormai parrebbe nutrire quasi una sorta di complesso. Sembra incredibile ma per Federer forse l'avversario preferibile sul cemento potrebbe essere proprio quello che non potrà incontrare altro che in finale, l'attuale n.1 del mondo Rafa Nadal. Chi l'avrebbe detto un anno e mezzo fa? O anche subito dopo l'ultimo Wimbledon?
Murray partirà nettamente favorito domani nella finale che lo vedrà opposto a Andy Roddick che in precedenza si era sbarazzato di Gael Monfils, raggiungendo per la prima volta in carriera la finale del torneo di Doha. Il parigino vincitore degli ultimi 3 scontri diretti (l’ultimo al Master Series di Madrid dello scorso ottobre) si presentava a questa semifinale con i favori del pronostico dopo lo strepitoso match giocato ieri contro il numero 1 del mondo, Rafa Nadal. Il 22enne francese, originario della Guadalupe, ha comandato il gioco per larghi tratti del match senza però riuscire ad essere continuo per tutto la durata dell’incontro. Il primo set è stato emblematico da questo punto di vista: il francese, prima non è riuscito a sfruttare 4 palle break nel terzo gioco, poi, una volta ottenuto il break di vantaggio, non ha saputo concretizzare un set point sul 5-4 e servizio in suo favore, finendo per rimettere in carreggiata un Roddick non straordinario fino a quel momento. Il tiebreak successivo è stato dominato 7-1 dall’americano su un Monfils troppo distratto ed incapace di mettere in campo quella stessa intensità di gioco mostrata ieri contro Nadal. Il secondo set vedeva il francese, comunque dolorante alla schiena, riprendere a macinare gioco ai danni di un americano troppo lontano dalla riga di fondo per poter recuperare il gran numero di palle corte messe a segno da Monfils. Un parziale di 11 punti di fila consentiva al francese di staccarsi nel secondo set chiuso con il punteggio di 6-3. Gael, però, non riusciva a concretizzare l’inerzia del match tutta dalla sua parte in un terzo set in cui calava nettamente al servizio (43% di prime e soli 60% di punti vinti con la prima), consentendo ad un Roddick più aggressivo e meno ancorato ai tabelloni di fondo campo, di prendere in mano l’iniziativa e di conquistare subito un break nel 4°gioco. Il francese riusciva ad ottenere subito il contro break al termine del game più combattuto del match caratterizzato da una serie inenarrabile di nastri da una parte e dall’altra. L’americano, però, non si disuniva e continuando ad attaccare il servizio poco incisivo dell’avversario, riusciva ad ottenere nell’8°gioco il terzo e decisivo break del match. L’americano torna così a giocarsi una finale Atp, dopo quella vinta a Pechino nel settembre scorso, e dimostra di trovarsi molto bene a queste latitudini; lo scorso anno, infatti, si aggiudicò abbastanza a sorpresa il prestigioso torneo di Dubai.
A Perth si è intanto conclusa la Hopman Cup con la vittoria abbastanza inaspettata di quella Slovacchia nostra prossima avversaria in Davis. Cibulkova e Hrbaty non hanno neanche dovuto ricorrere al doppio misto di spareggio per avere ragione dei fratelli Dinara e Marat entrambi sconfitti al terzo set
“ Forse ho bisogno di stare di piu’ in campo. Ho giocato due incontri ad Abu Dhabi e tre qua. Non sono pochi, ma me ne servono di piu’. Adesso mi fermo, mi allenero’ qua e volero’ in Australia domenica. Questa sconfitta non mi preoccupa piu’ di tanto. Sto giocando bene, necessito solo di piu’ partite”
Rafa Nadal all’indomani della sua sconfitta contro Monfils
Perth - Hopman Cup. Marat Safin si è presentato con un occhio nero ricordo di una rissa avuta a Mosca una settimana fa "Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ho vinto io". Aggiunge anche "Alla fine dell'anno mi ritiro. Il tennis non mi mancherà"