L'azzurra eliminata in semifinale a Brisbane con un netto 63 61. La bielorussa se la vedrà in finale con Marion Bartoli che ha approfittato del ritiro della Mauresmo. Roberto Commentucci
La bielorussa Victoria Azarenka, n. 15 del mondo e testa di serie n. 2 del tabellone, ha fermato la corsa della coraggiosa romagnola Sara Errani nel torneo di Brisbane. La nostra rappresentante le ha provate tutte, ma non è riuscita in alcun modo ad impensierire l'emergente tennista di Minsk, che in carriera già vanta scalpi importanti (lo scorso anno ha sconfitto tra le altre Chakvetadze e Dementieva) e pare avere le carte in regola per affermarsi ad altissimi livelli in questa stagione.
I precendenti (1-1, con l'azzurra che si era aggiudicata l'ultimo confronto sul cemento indoor di Mosca due mesi fa) lasciavano presagire un match equilibrato, ma sul campo la superiorità della giocatrice dell'est è stata davvero netta.
Eppure Sara era partita molto bene, aggressiva, decisa, lucida tatticamente. Nel suo primo game di servizio ha messo a segno un ace e due servizi vincenti, e ha poi ottenuto il primo break dell'incontro nel terzo gioco, salendo 21 e servizio. La bielorussa ha immediatamente reagito, ha aggiustato il mirino e ha iniziato a scagliare autentiche bordate con i tre colpi fondamentali. Sara pur correndo come una disperata, è stata immediatamente rimontata e superata dalla potente avversaria e in un baleno si è trovata sotto 4 a 2 e 0 40. La Azarenka, al servizio, ha avuto un piccolo passaggio a vuoto e ha ceduto il turno di battuta, ma nell'ottavo game l'azzurra non è nuovamente riuscita a difendere il proprio servizio e la prima frazione si è conclusa con un 63 piuttosto netto a favore della tennista dell'est, che ha chiuso il set con un magnifico diritto incrociato
sulla riga.
La seconda partita è iniziata sulla falsariga della prima, con Sara che non riusciva a tenere il servizio in apertura. Nel game successivo, l'azzurra ha mancato l'occasione dell'immediato controbreak, mettendo in rete una ambiziosa palla corta in risposta. Sara riusciva a portarsi sull'12, ma la Azarenka continuava a spingere come una forsennata e la romagnola cedeva i successivi quattro games ed il match, in poco più di un'ora.
La Azarenka, classe '89 (due anni più giovane della nostra rappresentante), è una magnifica atleta, alta, potente, coordinata e molto rapida. Gioca il tipico power tennis omologato che ha invaso il circuito femminile ormai da qualche anno: grandi bordate da dietro, aggressione costante e grande
ricerca dell'anticipo, della conquista del campo. Ma sembra davvero ben attrezzata per questo tipo di tennis: un servizio molto solido e regolare, e soprattutto due fondamentali di potenza belluina, basati su gesti fluidi e armoniosi, sebbene le aperture siano un po' troppo ampie. Il colpo migliore
è il rovescio, che diventa davvero devastante in lungolinea, ma anche il diritto è di ottimo livello. E' molto rapida negli spostamenti, e si fa valere anche in fase difensiva. La giocatrice bielorussa può ancora crescere nella continuità di gioco (anche oggi ha avuto qualche piccolo passaggio a vuoto) ma ha mostrato un tennis di grandissima qualità.
Contro un simile demonio scatenato, la nostra Errani ha potuto davvero poco. L'azzurra sta lavorando come una pazza sul servizio, suo storico punto debole, e si sta costruendo una prima palla più aggressiva, che le porti qualche punto e le consenta di usare la battuta in modo offensivo,
condizione necessaria per giocare ad alti livelli anche sul veloce. Il suo problema, è che così facendo si abbassa troppo la percentuale di prime palle in campo (appena il 53% nel match) e ciò la espone ad essere costantemente aggredita sulla debole seconda. In più, oggi la sua avversaria ha risposto benissimo anche alla sua prima palla piatta, trovando alcuni eccellenti impatti e prendendo anche in tali occasioni l'iniziativa del gioco. Sara pertanto è stata costretta sulla difensiva sin dall'inizio dello scambio, e la superficie piuttosto rapida non le ha quasi mai consentito di tamponare la potenza della tarantolata Azarenka. Quando ha cercato di rischiare di più, nel tentativo di uscire dal fortino assediato, l'azzurra ha alternato qualche bel vincente ad alcuni errori evitabili nelle conclusioni di volo. Insomma, non era la sua giornata.
Dal canto suo la Azarenka, trionfalmente intervistata a fine match da John Alexander , il popolare tennista australiano degli anni '70, ha dichiarato di voler diventare la n. 1 del mondo. Da quanto si è visto, non sembra un sogno irrealizzabile.
Roberto Commentucci
“ Forse ho bisogno di stare di piu’ in campo. Ho giocato due incontri ad Abu Dhabi e tre qua. Non sono pochi, ma me ne servono di piu’. Adesso mi fermo, mi allenero’ qua e volero’ in Australia domenica. Questa sconfitta non mi preoccupa piu’ di tanto. Sto giocando bene, necessito solo di piu’ partite”
Rafa Nadal all’indomani della sua sconfitta contro Monfils
Perth - Hopman Cup. Marat Safin si è presentato con un occhio nero ricordo di una rissa avuta a Mosca una settimana fa "Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ho vinto io". Aggiunge anche "Alla fine dell'anno mi ritiro. Il tennis non mi mancherà"