Cristian Carli e Federico Teodori conquistano rispettivamente il titolo under 12 e under 14 grazie a prestazioni intelligenti e determinate. Il futuro promette bene. Mastroluca
Ha un nome ed un volto precisi l'ultima giornata del Rome Warriors Championship. Ha il volto sorridente di Cristian Carli, vincitore del torneo under 12. Cristian ha la dote principale di un ragazzo che sogna di diventare un giocatore professionista: ha la mente del tennista.
E se alle doti naturali di stratega aggiungi la preparazione tecnica di Patricio “Pato” Remondegui, che segue Galvani, e in passato è stato coach delle sorelle Serra Zanetti, il risultato non può che essere positivo. In semifinale aveva già compiuto un piccolo capolavoro contro Calvo, un novello Monfils dal palleggio lento e sfiancante, che irretisce l'avversario e lo costringe a giocar male. Uscito dalla ragnatela, in finale completa l'opera contro il britannico Sapwell.
Il dodicenne del Bedfordshire rivelò in un'intervista al Times, all'età di sette anni, “il mio idolo è Agassi, perché a me piace vincere e lui vinceva quasi sempre”. Josh è uno con le idee chiare, che ha messo al servizio dell'obiettivo tutti i trucchi e le piccole furberie del manuale di Brad Gilbert, che segue gli under 12 e 14 per la Lawn Tennis Association: winning ugly, vincere sporco, vincere provando a piegare il regolamento e l'interpretazione delle regole al fine di conquistare piccoli vantaggi psicologici che possono capovolgere il risultato. Ma oggi non è bastato.
Non è bastato contestare un paio di palle chiave, non è bastato accompagnare ogni punto con esternazioni e “come on”. Sapwell è estroverso, dice molto col linguaggio del corpo e non solo. Parla, urla, sbraita e si incita. Ha grande talento e mezzi tecnici di rilievo da incanalare verso una maggiore costanza di rendimento.
Carli ha interpretato la partita perfetta, opponendo calma e razionalità alla volubilità dell'avversario e chiudendo 6-3 6-4. Non si è scomposto quando ha perso per tre volte di fila il servizio in avvio di match, brekkando una volta di più l'avversario e tenendo il turno di battuta decisivo per il primo parziale. Non ha fatto una piega quando Sapwell ha interrotto la sua serie di sei games consecutivi portandosi 1-3 nel secondo set e nel game successivo ha brekkato a zero. Ha continuato a giocare la sua partita, con una capacità di leggere tra le pieghe del match difficile da trovare in questa categoria. Ha portato a casa anche il punto più bello del match, una entusiasmante schermaglia a rete imponendosi nel corpo a corpo ravvicinato così come nella battaglia di strategia.
Piccola sorpresa nella finale under 14 maschile, il derby italiano tra Antonio Mastrelia e Federico Teodori. Sorpresa per quanto visto alla vigilia, non certo per l'andamento del match, dominato nettamente dal romano, che si è imposto con un doppio 6-3. Mastrelia era accreditato dei favori del pronostico, è un giocatore con mezzi fisici imponenti e non ancora sfruttati al massimo e dalla dotazione tecnica più completa dell'avversario. Ma ha pagato le sue difficoltà negli spostamenti. Il napoletano, che si muove molto con il peso sbilanciato in avanti, ha trovato un ostacolo in più nel sale sparso sul terreno per evitare la gelata notturna che ha reso la terra più scivolosa. E un servizio da cui, con il suo fisico, può e deve ottenere molto di più (in finale nessun ace, sei doppi falli e pochissimi servizi vincenti) lavorando per affinare un movimento ancora non perfetto con poco mulinello.
Il romano Teodori ha saputo trarre il massimo vantaggio possibile dalle sue caratteristiche e dalle condizioni esterne. Fisico nervoso, da corridore di lunghe distanze, che privilegia l'elasticità alla massa, e look da McEnroe prima maniera, cespuglio di ricci tenuto a bada da una fascia scarlatta, Teodori con la vittoria ha ottenuto anche la wild card per il Challenger di Cordenons di luglio. Ha vinto lavorato ai fianchi, come il miglior Cassius Clay, per poi sciogliere il braccio e liberare precisi e letali fendenti da fondo per tutto il secondo set con l'avversario ormai alle corde.
Sulla terra rossa di Roma sono nate speranze che si chiamano ragazzi e che, speriamo, si chiameranno campioni.
Alessandro Mastroluca
“La vittoria di Wimbledon e’ stata la piu’ speciale. Non ci avevo mai vinto ed e’ stata un sensazione unica e indimenticabile. Al Roland Garros non ho mai giocato cosi ‘bene come quest’anno. Anche le Olimpiadi sono state speciali, non solo per la medaglia ma per il tipo di esperienza ”
Rafael Nadal a proposito dei suoi successi nel 2008
Perth - Hopman Cup. Marat Safin si è presentato con un occhio nero ricordo di una rissa avuta a Mosca una settimana fa "Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ho vinto io". Aggiunge anche "Alla fine dell'anno mi ritiro. Il tennis non mi mancherà"