Il giocatore svizzero ha reso pubblica oggi la sua schedule 2009. Scelte diverse nell'impostazione dell'annata. Meno tornei su terra: addio a Montecarlo, ma giocherà a Roma.
Gianluca Comuniello
Roger Federer, come da tradizione attraverso il suo sito ufficiale, ha fatto sapere oggi al mondo del tennis quale sarà il suo calendario tornei del 2009. Tutti sapevano già che tornava a fare un intensa preparazione agonistica pre-Australian Open, giocando le esibizioni di Abu Dhabi e Kooyong e il torneo ufficiale di Doha. Oggi si sa anche cosa succederà dopo, almeno a grandi linee.
Alla fine della tournée australiana Federer starà fermo qualche settimana, per tornare a giocare, come da tradizione, a Dubai, torneo da lui amato anche perché lì ha una casa. Successivamente ci sarà la trasferta di marzo negli Stati Uniti, con la novità che l'inizio di tale trasferta sarà segnato dal difficile match di Davis contro Roddick e compagnia.
E' successivamente a tale impegno che arriveranno le prime e forse uniche sorprese: Roger infatti rinuncia ad una stagione intensa sulla terra. Non difenderà il titolo dell’Estoril, ma non andrà nemmeno a Montecarlo. Ha programmato infatti solo le partecipazioni a Roma(per la gioia dei fans italiani) e al nuovo 1000 di Madrid. La scelta lascia spazio a più interpretazioni: sicuramente c’è la necessità di fare un richiamo atletico prima del bimestre per lui più importante dell'anno (cioè quello che porta a Wimbledon), che lo spinge a non infittire di tornei il calendario di aprile. Ma c’è anche secondo me un cambiamento nell’atteggiamento rispetto a Parigi, sposando quella che chiamerei "la dottrina Sampras": a Parigi ci vado, ma non mi faccio succhiare energie da troppi tornei di preparazione. Torna quindi l’atteggiamento che aveva contraddistinto il Federer pre-2007, che faceva due soli tornei sulla terra prima del Roland Garros.
Tornano alle mente le sue parole dopo il Roland Garros di quest’anno, parole che sapevano di liberazione : “la stagione sulla terra è finalmente finita”.
Chi ci rimette, in questo caso, è il torneo di Montecarlo, che non essendo obbligatorio subisce il suo primo duro colpo d'immagine.
La stagione che nelle intenzioni dello svizzero lo dovrà portare a battere il record di Sampras e a riprendersi il numero 1 continua in maniera tradizionale con Halle in preparazione a Wimbledon, i due 1000 mordamericani prima dello Us Open e la trasferta asiatica, in cui Roger ha inserito il 500 di Tokyo in preparazione al nuovo 1000 di Shangai. Si chiude in Europa con il tradizionale appuntamento di casa a Basilea e Parigi Bercy, in attesa di andare a Loondra per le finali ATP. La posizione di Bercy di quest'anno dovrebbe proteggerla dai ritiri a grappoli che hanno contraddistinto gli ultimi anni (c'è un pò più di stacco infatti fra Shangai e il torneo parigino di quanto non ci fosse fra questo e Madrid)... anche se l'unica cosa che garantirebbe al Parigi Bercy una lotta convinta dei top players potrebbe essere la caccia al numero 1, che negli ultimi cinque anni è sempre stata risolta prima.
Gianluca Comuniello
“Al loro meglio (o peggio) potevano farti più male senza nemmeno colpire la palla di quanto qualsiasi altro giocatore potesse fare con una racchetta. Erano come i gemelli cattivi di Bart Simpson."
Brad Gilbert su Connors e McEnroe
"... è impossibile", sembra voler dire Emilio Sanchez, ricevuto da Zapatero insieme all'intera squadra campione di Davis. Sanchez ha lasciato il suo ruolo di Capitano all'indomani della vittoria sull'Argentina.