La terza insalatiera della storia per la squadra iberica. Il punto decisivo porta la firma di Fernando bravo ad approfittare del crollo fisico di Acasuso che era stato in vantaggio 2 set a 1: 6-3 6-7 4-6 6-3 6-1 il punteggio finale.
Veronica Lavenia e Piero Pardini
È fatta! La Spagna si aggiudica la finale di Coppa Davis 2008 e porta in terra iberica l’insalatiera d’argento per la terza volta.
La partita degli “outsider” (con un Acasuso convocato per il singolare all’ultimo momento e Verdasco in sostituzione del poco convincente Ferrer) ai quali, per un verso o per un altro, è stata affidata una grandissima responsabilità.
Acasuso inizia a servire male e a non costruire da fondo campo, sembra fermo sulle gambe e di questo si avvantaggia Verdasco che parte molto bene, portandosi, facilmente, sul 4-2.
L’argentino sente il match, appare teso e non riesce a definire il proprio gioco; ne approfitta Verdasco che domina il campo, arrivando al 5-2 senza difficoltà particolari. Una timida reazione dell’argentino arriva all’ottavo gioco che vince, limitando i danni. Timida, per l’appunto, perché l’ansia e i tanti errori commessi da Acasuso concedono il primo set al madrileno per 6-3. Verdasco solo Verdasco, dunque, in un primo set noioso dove a prevalere sono, soprattutto, gli errori.
Acasuso solo Acasuso, al contrario, all’inizio del secondo set. L’argentino, complice un Verdasco entrato in confusione totale e fermo sulle gambe, si porta immediatamente sul 3-0, grazie anche ad un potente servizio. Si respira, il pubblico sorride, anche quello d’eccezione come Gabriela Sabatini.
Al quarto gioco Verdasco alterna fasi esaltanti, riuscendo comunque a tenere il servizio. Il pubblico si fa sentire, incoraggia il giocatore di casa che serve bene, commette una serie di errori banali ma, riesce comunque ad allontanarsi sul 4-1. A questo punto, però, a perdere la bussola è di nuovo Acasuso il quale, servendo male e mettendo a rete una serie di colpi, soprattutto di rovescio, concede due giochi di fila all’avversario e si arriva al 4-3. Tutto da rifare per i bianco celesti. Verdasco serve nell’ottavo con palle nuove ed Acasuso sullo 15-0 sbaglia una voleé di rovescio segno che l’ansia domina la mente e il gioco dell’outsider argentino che, di sicuro, avrà pensato a quanto Del Potro lo abbia messo in acque molto torbide. Ci pensa un falloso Verdasco a ribaltare al situazione e a regalare il gioco ad un incredulo “Chucho” che sale sul 5-3. Continuano gli errori dello spagnolo ed Acasuso, per non essere da meno, lo aiuta con una serie di punti mancati, perdendo il servizio.
Sul 5-4, Acasuso sembra non capire più molto. Verdasco, invece, capisce che può far suo anche il secondo set. Intanto, intasca anche il decimo gioco. L’argentino ritorna nuovamente in sé e, per merito anche di un buon servizio ottiene il 6-5. Il pubblico prosegue nel suo show, vuole il set. Set che arriva dopo un intenso tie break ed un Acasuso che sbaglia molto, soffre tanto ma Verdasco sbaglia ancor di più e rimette in gioco gli avversari; 7-6 il punteggio in poco più di un’ora di gioco.
Insomma, con tutto il rispetto per i giocatori, al momento, se non fossimo certi si trattasse della finale di Coppa Davis, potremmo pensare di assistere ad un torneo di dilettanti allo sbaraglio; la sagra degli errori. Ma tant’è.
Al terzo set, Verdasco cede subito il servizio e mostra segni di insofferenza nei confronti del pubblico, a suo dire eccessivamente rumoroso. Acasuso ricambia il favore e gli regala il suo di gioco. Sull’uno pari, un nervoso Verdasco non sfrutta le prime palle, e perde nuovamente il servizio. Acasuso risorge dalle ceneri, serve ottime palle, gioca bene di diritto, usa il rovescio in back, Verdasco dà segni di nervosismo sempre più evidenti, rimane a galla portandosi sul 3-2 ma, adesso, Acasuso sembra esserci si allontana, grazie all’eccellente servizio, sul 4-2, salvo poi rientrare nella fase buia e concedere due giochi all’avversario. Si ritorna sul 4-4 pari con l’argentino al servizio. Nel nono gioco, un Acasuso maratoneta corre in lungo e in largo e con un diritto lungo linea recupera il gioco, andando a servire per il terzo set.
Il pubblico è in delirio e coglie ogni occasione per sottolineare le mancanze di Verdasco. “Chucho” concede poco, scende a rete più spesso, un errore di troppo porta Verdasco sul 15-30 ma un ace prima ed uno smash dopo concedono ad Acasuso una palla set che sfuma in rete. Sul 40 pari corrono i due e tanto e l’argentino ha la meglio. Un altro ace, il terzo, ed è set per l’Argentina. Nalbadian incita il pubblico ma non pare di certo ce ne sia bisogno.
Si apre il quarto set con Verdasco e Acasuso che mantengono entrambi i propri turni di servizio. Il break arriva al quinto gioco sul servizio di Acasuso. Sul 5-3 per Verdasco, lo spagnolo non si lascia sfuggire l’occasione e, facendo leva sulla stanchezza di Acasuso, si aggiudica il quarto set per 6-3 in quaranta minuti.
In questa Davis, dalla vigilia ad oggi, di “normale” c’è stato ben poco e a conferma arriva la stanchezza di Acasuso che, serve all’inizio del quinto set senza energia né convinzione. Black out totale, nessuna reazione e Verdasco sul 4 a zero vede l’Insalatiera d’argento sempre più vicina. Acasuso prova a reagire, vince finalmente un gioco ma è sfinito ed il sogno è troppo lontano come le sue forze.
Game, set, match e Coppa Davis Spagna.
“Don’t cry for me Argentina” cantava Madonna. Già, del resto cosa chiedere di più ad un gregario, “scaraventato” su quel campo a giocare quella partita che avrebbe dovuto essere di Del Potro .
Si conferma l’anno della Spagna sportiva: europei di calcio; Giro d’Italia; Tour de France, Alonso che, giusto quest’anno, vince proprio quelle gare che avrebbero consentito alla Ferrari di raccogliere punti utilissimi per il mondiale. Onore al merito agli iberici che chiudono un 2008 davvero ricco di soddisfazioni. Onore ai tennisti spagnoli che, sebbene orfani di Nadal, hanno dimostrato di essere una grande squadra. Anche o, forse, soprattutto per questo la Coppa Davis 2008 resterà indelebile nella memoria degli spagnoli.
Vamos España !!!
Veronica Lavenia e Piero Pardini
“Credo nella libertà di stampa, ma cosa ne pensate della libertà dalla stampa?”
Martina Navratilova a proposito della stampa inglese
Andre AGASSI vs. Pete SAMPRAS (sempre pernici...), con la Gazzetta dello Sport