Il progetto prevedeva una capacità di circa 11.000 poltrone mentre, di fatto, i posti disponibili sono appena novemila. E dire che la Federazione Argentina aveva rassicurato l’ITF proprio su questo punto. 1 commento Veronica Lavenia
Davis 2008, ennesimo atto. Le ultime notizie da Mar Del Plata sono poco confortanti relativamente alla capienza dello stadio “Islas Malvinas”.
Il progetto prevedeva una capacità di circa 11.000 poltrone mentre, di fatto, i posti disponibili sono appena novemila. E dire che la Federazione Argentina aveva rassicurato l’ITF proprio su questo punto. Già, perché un numero adeguato di spettatori paganti serve a compensare anche i costi dei biglietti omaggio da far pervenire agli sponsors, alle rispettive Federazioni, alle delegazioni delle stesse e ai clubs argentini. Pertanto, secondo quanto riporta il quotidiano argentino “La Nación” i posti effettivi assegnati ai tifosi più aficionados non supererà quota mille. Una delusione fortissima per molti argentini che da mesi attendono l’evento. Una sconfitta per Mar Del Plata e per i suoi sostenitori. I sostenitori di Buenos Aires (pur sempre la capitale) e di Córdoba (seconda città del paese) hanno offerto fin dall’inizio le garanzie necessarie che i promotori del Polideportivo “Islas Malvinas” avevano solo promesso ma che non sono stati in grado di mantenere.
Tant’è, però, i lavori sono, ormai, giunti al termine, fatta eccezione per qualche tribuna ancora da montare, e i biglietti saranno in vendita a partire da martedì.
Tra pochi giorni, le polemiche dovrebbero lasciare spazio al gioco. Finalmente.
La squadra di Mancini incomincerà ad allenarsi lunedì, giorno in cui avrà inizio il Masters di Shanghai. Gli occhi del capitano e dei suoi ragazzi saranno puntati su Juan Martín Del Potro, volato a Shanghai, nonostante le perplessità dei medici e dello stesso “Luli” Mancini.
Di seguito, le parti essenziali dell’intervista rilasciata dal tennista di Tandil all’inviato José Luís Domínguez de “La Nación”, pubblicata oggi e nella quale dichiara, tra l’altro, di aver tifato per Tsonga pur di entrare nella rosa dei primi otto. Del Potro, inoltre, esprime il suo parere anche in merito ad una possibile rinuncia di Nadal a giocare la finale di Davis.
Si vede che qui vi fanno sentire importanti
Sì, totalmente. Dal momento in cui arrivi all’aeroporto ti fanno sentire importante. Questo è un torneo riservato per otto giocatori e per me è un sogno, perché ogni tennista vorrebbe essere qui. Ancora, sono confuso ma si capisce che è qualcosa di unico.
Fino a tre mesi fa sembrava tutto molto lontano…
Né io, né altri immaginavano potessi raggiungere questa classifica, soprattutto dopo la prima parte dell’anno in cui stavo tra la 50esima e la 60esima posizione. A Parigi mi sono classificato ma quando Federer si è ritirato e non ha giocato contro Blake (ai quarti di finale) sono rimasto deluso. I risultati che mi aspettavo non sono arrivati ed ero triste; pensavo che sarei dovuto rimanere a casa. L’ultima opportunità era che Tsonga vincesse in semifinale a Blake. Ricordo che quel sabato viaggiavo verso Tandil, mi chamò Franco (Davin, il suo coach) e mi disse. Sta vincendo Tsonga 6-4/2-0. A quel punto, non ce l’ho fatta più, mi sono fermato in una stazione di servizio e ho visto la partita con i miei tre amici; la gente non poteva crederlo, non ho mai tifato tanto per un francese. Alla vittoria di Tsonga tremavo tutto.
Che aspettative hai per Shanghai?
Se sono arrivato fin qui è perché so che posso andare bene. Giocherò ogni partita con qualcuno che sarà sempre migliore di me perché io sono l’ottavo. Quest’anno, fino all’ultimo ci sono state sorprese, e credo di poter battere qualche giocatore, per lo meno di fare una buona partita. Voglio sfruttare questo torneo, vivere un’altra esperienza ma anche con l’idea di arrivare lontano e non conservarmi nulla, di lasciare il meglio possibile. Ultimamente, ho giocato contro vari top ten, qui, per esempio aprirò il torneo contro Djokovic e sarà speciale (…).
Sei arrivato in forma?
Sarebbe stato meglio arrivare con una o due settimane di preparazione per un torneo come questo, a questo punto dell’anno, però, siamo tutti uguali; tutti sono stanchi, con dolori o piccoli infortuni come nel mio caso. Bisogna, però, lasciarsi tutto alle spalle e fare l’ultimo sforzo, so che mi manca questo torneo e la Coppa Davis per finire l’anno. Bisogna dare il massimo in 20 giorni (…).
Cosa è cambiato in questo quattro mesi?
Molte cose. È cambiata la mia maniera di giocare, il mio atteggiamento in campo e fuori. Ora, mi sento più sicuro. Con Franco mi sento più sicuro e questo per un giocatore è importante (…).
Nalbandian ti ha suggerito di non partecipare?
No, con David non ho parlato di questo. Non so che decisione avrebbe preso lui qualora si fosse classificato. L’ho visto l’ultima volta a Parigi dove mi ha battuto. Io l’ho detto fin da subito che se mi fossi classificato avrei giocato questo torneo perché non volevo perdermi questa esperienza. Ho anche modo di prepararmi per la Davis dato che la superficie è la stessa e mi confronterò con i migliori giocatori del mondo.
Sulla possibile rinuncia di Nadal a giocare la finale di Davis…
Mi sembra giusto non giocare la finale se non si sta al meglio. Neppure io, forse, lo farei ma bisogna aspettare. Dobbiamo pensare a noi e sapere che la squadra ha il potenziale per vincere la Davis.
Veronica Lavenia
“E’ una bellissima sensazione concludere la stagione in questo modo, ma ho dovuto prendermi io la vittoria, perche’ lei non ha regalato niente. E’ stato un match molto duro.”
Venus Williams commenta il suo primo titolo del Masters Wta
Tutto pronto per l'inizio del Master di fine anno che si svolge a Shanghai...tranne Roddick che è arrivato in ritardo alla per la foto ufficiale.
Nella foto da sisnistra a destra : Nikolay Davydenko, Gilles Simon, Andy Murray,Novak Djokovic, Roger Federer,Jo-Wilfried Tsonga, Juan Martin del Potro