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Mentre la Masters Cup registra la defezione di un Rafa Nadal già proiettato verso la finale di Davis, a Doha prende il via il WTA Tour Championships, suo corrispondente al femminile. Ubaldo Scanagatta

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Qualcosa mi dice che se Rafa Nadal non fosse stato sicuro di chiudere comunque l’anno da n.1 del mondo, e se non ci fosse stata alle porte la finale di Coppa Davis (a Mar del Plata) fra Argentina e Spagna, sarebbe andato a Shanghai per la rituale Masters Cup di fine anno, tendinite o non tendinite.

Invece, e anche abbastanza comprensibilmente dopo 93 singolari (e qualche doppio) giocati quest’anno, el chico di Manacor, sostenendo di non essere guarito dall’infortunio che l’ha spinto a ritirarsi a Bercy nei quarti con Davydenko, ha preferito conservare energie preziose per la sfida argentina, in Spagna certo più sentita della itinerante Masters Cup (l’anno prossimo a Londra).

Così, grazie al forfait dello spagnolo n.1 del mondo, i francesi a Shanghai saranno due, Jo Wilfried Tsonga il vincitore di Parigi Bercy e Gilles Simon, le due rivelazioni dell’anno insieme all’argentino Del Potro, mentre gli altri cinque “Maestri” Roger Federer in primis, ma anche Djokovic, Murray, Davydenko, Roddick non costituiscono certo presenze sorprendenti.

Anche il Masters femminile a Doha (Qatar) registra un’assenza importante: Maria Sharapova. Nell'annata seguita all’inatteso “prepensionamento” di Justine Henin, si sono avvicendate sul trono femminile altre quattro diverse regine. La Sharapova, Serena Williams e le due serbe, Ana Ivanovic e l’attuale n.1 Jelena Jankovic che, come Nadal, è sicura di conservare lo scettro fino a fine 2009. Ma non c’è stata una che abbia preso nettamente il sopravvento. E anche fra le otto protagoniste di Doha, dove la metà sono russe, una vera superfavorita non c’è: nel gruppo bianco sono capitate le due serbe, la Kuznetsova e la Zvonareva, in quello marrone decisamente più forte (il colore prescelto appartiene alla bandiera qatari) entrambe le sorelle Williams, più la campionessa olimpica Dementieva e l’altra russa da lei battuta in finale a Pechino, Safina.

La prima giornata è stata aperta dall’immancabile derby russo, Zvonareve b.Kuznetsova 6-2,6-3, seguito dal derby serbo, Jankovic-Ivanovic e, a fine serata, Safina-Venus. La bellissima Ivanovic vantava il bilancio migliore nei testa a testa con le tre “compagne” di gruppo (addirittura 5 vittorie su 6 contro la Jankovic), ma la Jankovic era reduce da 3 vittorie nei tornei di Pechino, Stoccarda e Mosca prima di perdere a Zurigo dalla nostra Pennetta.

Nel gruppo rosso si sono ritrovate entrambe le sorelle Williams, ma le due possono ritrovarsi di fronte in finale, come a Wimbledon. La formula, identica al Masters “maschile”, prevede due gironi all’italiana con semifinali incrociate tre le prime due di ogni girone. Unica certezza: se la finale dovesse essere memorabile come un anno fa a Madrid _ la Henin battè la Sharapova 5-7,7-5,6-3 al quinto matchpoint utile _ le protagoniste non potranno essere le stesse.

Ubaldo Scanagatta

  • 05/11/2008 14:09
    alemas
    Personalmente vedo una delle Williams vincente. Non mi convincono le serbe, nonostante il momento buono della Jankovic, le russe troppo spesso si perdono sul più bello. Vedo una vittoria a stelle e strisce a Doha.
  • Sono presenti 1 commenti
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