Lo scozzese vince la prosecuzione del match interrotto ieri. Andy raggiunge la sua prima finale in uno slam. Ubaldo Scanagatta
Confesso che quando ho visto Nadal annullare settepallebreak (con la complicità in almeno tre occasioni del rovescio di Murray) nel secondo interminabile game del quarto set (22 punti) e poi ho visto lo stesso Murray cedere di schianto il proprio game di battuta, perso a zero, mi sono detto: “Murray gioca troppo meglio di Nadal, è troppo più completo e più vario, però Nadal finirà per vincere perché ha una forza mentale straordinaria, di testa non molla mai”.
Ero stato davvero straordinariamente impressionato, come già in Australia un anno e mezzo fa peraltro, dalla facilità, dalla tranquilla disinvoltura con la quale lo scozzese che tanto mi ricorda Mecir, riusciva ad arginare le bordate mancine di Rafa, riusciva a rallentare all’improvviso il ritmo, riusciva a passare da un rovescio tagliato con palla radente il cemento ad un rovescio anticipato e coperto a tutta forza, tanto lungo linea tanto incrociato.
Ma quel game perso per il 2-0 e poi quel crollo verticale nel game successivo mi aveva fatto erroneamente ritenere che Murray non fosse ancora maturo per la grande impresa di battere un Nadal in uno slam.
Invece sul 3-2 30-0 Nadal ha subito due accelerazioni di fila di Murray e poi sul 40-30 ha sbagliato lui un dritto di quelli che di solito non sbaglia. Peggio ancora ha fatto nel punto successivo: dopo aver messo Murray con le spalle al muro è giustamente venuto a rete a raccogliere i frutti della semina ma ha messo in rete una volee smorzata che non era necessario smorzare così. Un dritto out sulla palla break per Murray ha rimesso in corsa, 3 pari, il grintoso scozzese.
Sul 4-3 per Murray Nadal deve ringraziare Murray che gli ha regalato un rovescio sulla pallagame del 5-3, ma si è aggrappato al 4 pari. Era lui, ormai, che soffriva. Murray ha tenuto a15 il suo game e poi è stato fortunato nell’ultimo perché il primo quindici e il quarto, quello del 30 pari, li ha fatti con l’aiuto del net. Ciononostante Rafa è salito sul 40-30 grazie ad un servizio vincente ma lì Murry ha giocato e vinto i due scambi più spettacolari, straordinari di questo match. Standing ovation meritatissima per lui e anche per Rafa: due scambi davvero fantastici.
Ora sento dire in sala stampa, ma da chi guardava la partita alla tv, che Nadal era stanco. Può essere anche che in parte sia così. Certo nessuno ha giocato tanto, e con tanto dispendio di energie, come lui in questo 2008, però a mio avviso la superiorità di Murray oggi è stata molto più tecnica che atletica. Rafa ha continuato a spostarsi sul dritto come fa sempre, a correre e a spingere come un ossesso, solo che Murray non faceva fatica con la sua grande mano a controllare anche quelle terribili roncolate. E ha meritato di vincere. Secondo me, anche se ci aveva perso cinque volte su cinque, al di fuori della terra rossa, Murray avrà con Nadal anche quando lo spagnolo sarà meno stanco, sempre un certo vantaggio.
Per il resto ascoltate l’audio che ho fatto un minuto subito dopo la conclusione dell’incontro. Ma ricordo che Murray ha battuto 2 volte Federer su 3. Beati gli inglesi che hanno trovato un altro campione. L’ultimo finalista all’US open era stato un giocatore nato in Canada, Greg Riusedski nel ’97 (ed era un outsider). Questo è nato più vicino, è scozzese. Almeno fa parte del Regno Unito.