Federer voleva a tutti i costi salvaguardare il suo prestigio. Il serbo Djokovic è sembrato un po' stanco. Domani la serba Jankovic e Serena Williams giocheranno la finale femminile. Rino Tommasi
NEW YORK - Roger Federer sapeva di avere a disposizione solo questo torneo per salvare non certo la stagione, che alla fine non potrà tenere il confronto con quelle precedenti, ma almeno il suo prestigio. Battendo Novak Djokovic il campione svizzero si è assicurato la terza finale consecutiva stagionale in un torneo dello Slam ma uno con il suo record ed il suo talento non si può accontentare di un secondo posto.
Le preoccupazioni di carattere meteorologico hanno convinto gli organizzatori a mandare in campo l’altra semifinale, quella tra Nadal e Murray, quando Djokovic, vincendo il secondo set, ha reso impossibile una rapida conclusione dell’incontro programmato per primo sul campo centrale.
La mia impressione è che Djokovic abbia speso troppo nelle giornate scorse , soprattutto nelle maratone con Cilic e con Robredo, più ancora che nella sfida con Roddick, tuttavia i 20 aces e molte altre prodezze ci hanno consentito di vedere il migliore Federer di quest’anno. Che, sia detto senza incertezze, non è ancora il miglior Federer ma potrebbe bastare a fargli conquistare il tredicesimo titolo dello Slam della sua carriera.
Djokovic è stato competitivo fino all’inizio del quarto set ma quando ha ceduto il servizio sul 2 pari ha perso convinzione e poco dopo la partita, che è durata 2 ore e 45 minuti.
Il servizio si è confermato un colpo decisivo nel repertorio di Federer. Lo ha ceduto due volte, nel secondo set, ma nel primo ha perduto solo quattro punti sulla sua battuta, nel quarto appena due. Per contro proprio nel servizio Djokovic non è stato all’altezza : solo sei aces ma ben 5 doppi falli costituiscono un bilancio insufficiente in una sfida di questo livello.
Dopo aver portato in semifinale quattro delle prime sei giocatrici del mondo (mancavano la Ivanovic, n. 1, e la Kuznetsova, n. 3),il torneo femminile ha proposto per la finale la giocatrice di miglior qualità (Serena Williams) e la più costante tra le ultime arrivate, la serba Jelena Jankovic .
Serena ha vinto otto tornei del Grande Slam, il primo proprio qui nel 1999 quando non aveva ancora compiuto 18 anni. Quest’anno ha perduto la finale di Wimbledon contro sua sorella Venus, prendendosi poi la rivincita qui dove l’ottusità degli organizzatori le avevano messe di fronte nei quarti di finale.
Scrivo ovviamente quando la finale non è nemmeno iniziata, anzi senza sapere se si sarà giocata nella notte perché le previsioni del tempo sono pessime.
Chiunque vinca il torneo ha confermato che, se hanno voglia di giocare, le due Williams sono ancora le più forti. Le due serbe, sia la Jankovic che ancora non ha vinto nulla, che la Ivanovic, che ha vinto al Roland Garros, sono le più promettenti, le russe sono sempre le più numerose (avevano 17 giocatrici nel torneo) ma la più forte rimane la Sharapova, che qui non c’era.
In finale Serena e la Jankovic si saranno giocate anche il primo posto in classifica, che entrambe hanno occupato con meriti e per periodi molto diversi.
Serena era arrivata al numero uno già nel 2002, poi è rimasta in posizioni di retroguardia scendendo addirittura al numero 95 all’inizio del 2006 salvo smentire immediatamente il computer vincendo subito dopo l’Australian Open.
La classifica delle Williams varia in funzione del loro impegno e della loro disponibilità . La loro supremazia è soprattutto di natura atletica, quindi dipende dalla programmazione. Se giocano con continuità sono le più forti.
In questo contesto mi piace ricordare che l’Italia occupa il quarto posto in una classifica di rendimento sulla base dei risultati di questo torneo ed il quinto per numero di partecipazioni. Purtroppo, come sempre nella nostra storia, non abbiamo mai avuto una Pietrangeli od una Panatta, ciè non siamo mai stati competitivi ai massimi livelli.
La migliore prestazione italiana di ogni tempo rimane la semifinale raggiunta da Silvana Lazzarino al Roland Garros, quella più recente è il quarto di finale di Flavia Pennetta in questo torneo. Ricorderò che Silvana perse da Maureen Connolly per 6-0, 6-1. la Pennetta è stata sconfitta dalla Safina, poi eliminata da Serena per 6-2, 6-3. Questo per dire quanto siano sempre state lontane dalle prime le nostre giocatrici.
Rino Tommasi