Battendo Roddick 6-2 6-3 3-6 7-6(5), il serbo raggiunge in semifinale Roger Federer in quella che sarà la rivincita degli Australian Open. A fine match Nole risponde polemicamente alle insinuazioni "scherzose" di Roddick. Giorgio Spalluto
Si infrangono in rete sul 5-5 del tie-break del quarto set, i sogni di gloria del beniamino di casa Andy Roddick autore di una palla corta liberatoria al termine uno scambio di una violenza inaudita (15 colpi), fatto di continue accelerazioni dell’americano immancabilmente neutralizzate dal serbo. Ma forse il match, Roddick, lo aveva perso poco prima, sul 5-4 servizio in suo favore, quando non aveva saputo sfruttare un vantaggio di 30-0 (ottenuto grazie a 2 strepitosi servizi, rispettivamente a 142 e 143 miglia orarie) anche a causa di 2 doppi falli di fila che avevano aperto la strada al contro break del serbo. O magari, l’americano il match lo aveva perso 2 giorni prima, al termine dell’ottavo vittorioso su Gonzalez in cui aveva, a dir poco, ironizzato sui presunti malanni di Djokovic: crampi, aviaria, antrace, addirittura la Sars era stata tirata in ballo dall’americano che si era detto sicuro della scarsa attendibilità degli infortuni lamentati dal serbo durante la partita contro Robredo. Forse Roddick avrebbe fatto meglio a non provocare in maniera così netta ed inelegante un avversario che non aveva certo bisogno di ulteriori motivazioni per dimostrare la sua superiorità. A conferma dell’importanza di quelle dichiarazioni, Djokovic ha immediatamente voluto esternare tutta la sua disapprovazione nell’intervista post-partita che gli garantito una cospicua dote di “Boo” da parte del pubblico sugli spalti. Una domanda innocente di Michael Barkan (il bordocampista che si occupa delle interviste sul campo a fine match) relativa alla strepitosa prestazione nei primi 2 set, non confermata nel terzo, veniva male interpretata da un Djokovic, evidentemente prevenuto, che non perdeva l’occasione di togliersi più di un sassolino dalla scarpa: “Andy ha detto che avevo 16 diversi malanni…non mi sembra che sia stato corretto dire quelle cose davanti a tutta quella gente” le parole di Djokovic che hanno gelato il pubblico newyorkese (“ce l’hanno con me perché ormai pensano che io finga ogni volta”) molto scorretto nei confronti del serbo, soprattutto a partire dal terzo set in avanti quando l’americano è rientrato in partita. Lo stesso Barkan, resosi conto della situazione imbarazzante tentava di smorzare la polemica, facendo riferimento ad un eventuale tono scherzoso nelle affermazioni di Roddick. Il serbo, per contro, ribadiva il suo disappunto per la sgradevole situazione venutasi a creare: “non è stato bello dire queste cose in pubblico”. Ovviamente l’argomento è stato ripreso in conferenza stampa, con l’americano che ha tenuto a precisare come quelle frasi fossero state dette in maniera del tutto scherzosa: “Penso che l’abbia presa troppo sul serio” ha detto l’americano secondo cui non vi era alcuna intenzione, da parte sua, di offendere l’avversario. Il serbo, resosi conto di aver esagerato nell’intervista post-partita, ha cercato di far rientrare la polemica dicendo che la sua era stata una reazione impulsiva. “C’è stato un equivoco su una frase di Andy. Ho esagerato e ho reagito male in quel momento. Mi scuso se ho reagito così.” Nole ha smentito le illazioni sul suo presunto abuso nell’utilizzo del medical timeout. “Sono reduce da una giornata di ieri veramente molto dura. Ero molto esausto e svuotato. Non riuscivo ad allenarmi. Ero stanco non solo fisicamente ma anche mentalmente a causa dell’enorme pressione”.
Adesso la pressione per il serbo sarà ancora più alta, visto che ad attenderlo in semifinale c’è un Roger Federer più che mai motivato a prendersi la rivincita della sconfitta patita in semifinale agli scorsi Australian Open, sconfitta che, di fatto, ha coinciso con l’inizio del declino dell’ex numero 1 del mondo. Djokovic, dal canto suo, deve rifarsi della finale dello scorso anno in cui ebbe molte palle set sia nel primo che nel secondo set. Il serbo, inoltre, avrà una motivazione ulteriore per far bene: vincendo il torneo, infatti, Nole sarebbe sicuro di scavalcare nel ranking proprio lo svizzero.
Ci sarà di che divertirsi in quello che si preannuncia il match tra colui che si è dimostrato essere il giocatore più amato dai newyorkesi, Federer, e quello che, da stasera, è diventato il tennista più odiato.