L'ex numero 1 del mondo fatica per liberarsi del brasiliano Alves: 6-3 7-5 6-4 il punteggio in favore dello svizzero. Ora aspetta il vincente tra Guccione e Stepanek. Avanza anche Djokovic. Andrea Nizzero
Non è certamente un Federer scintillante quello visto oggi all'Arthur Ashe Stadium di New York. Il suo avversario era il brasiliano Thiago Alves, n. 137 della classifica mondiale. Un onesto rematore da fondo campo, con due buoni fondamentali e un servizio solido, ma nulla più. Basti dire che la sua unica apparizione in un torneo dello slam era stata proprio agli Open degli Stati Uniti, due anni fa, dove aveva superato un turno. Oggi, è arrivato a due punti dal togliere un set al quattro volte vincitore di questo torneo.
"Non ne avevo mai sentito parlare" ha detto Federer a fine match. "Ha giocato un ottimo match: non aveva nulla da perdere, così ha giocato senza paura. Sono ovviamente contento di essere avanzato al terzo turno."
Il punteggio finale, 6-3 7-5 6-4 in 2 ore e 14 minuti, rende abbastanza l'idea della fatica fatta da Roger a chiudere un incontro che doveva essere praticamente una formalità. Soprattutto, lasciano un po' perplessi le difficoltà a concretizzare le innumerevoli opportunità avute nel secondo set (alla fine saranno 4 su 15 le palle break convertite) e il non riuscire a mantenere il break di vantaggio ottenuto all'inizio del terzo. "Oggi avevo qualche difficoltà a vedere la palla a rete, non mi sentivo a mio agio e ho sbagliato parecchio. E' stato comunque bravo lui a ribattere molti attacchi."
Un altro dei "misteri" riguardanti Roger è il rapporto con il suo (ex?) coach Higueras: "Josè è qui soprattutto per Robby (Ginepri, che ha appena perso da Cilic, ndr). Cerca di vedere le mie partite e darmi qualche consiglio. Questa è la situazione al momento."
Al prossimo turno lo svizzero incontrerà presumibilmente Radek Stepanek, che scenderà in campo tra non molto contro il gigante Aussie Chris Guccione. Ricordando Roma, potrebbe essere un test veramente impegnativo per questo Federer.
Thiago è invece, giustamente, molto soddisfatto: "Mi sono divertito moltissimo, l'atmosfera, il centrale... E sono felice della mia partita. Ho giocato bene e ho avuto le mie opportunità." Alla domanda su chi sia il miglior giocatore del pianeta, risponde tirando un colpo al cerchio e uno alla botte: "Nadal quest'anno è stato il migliore, senza dubbio, ma Federer rimane il più forte, secondo me." Vero o no? Questo torneo ci darà parecchie risposte.
Pochi minuti dopo la conclusione del match dello svizzero, è sceso in campo quello che secondo molti è il vero favorito del torneo maschile, Novak Djokovic. Il suo avversario era quel Robert Kendrick che due anni fa a Wimbledon arrivò a un passo dal battere Rafael Nadal (che poi giunse in finale). Anche quest'oggi l'americano ha mostrato di avere nel complesso qualità superiori a quelle che la sua classifica (n. 113) possa far supporre. Nel tie-break del primo set ha fatto prendere un discreto spavento a Nole, quando da 6-2 sotto ha infilato 5 punti consecutivi, mettendosi in condizione di servire per il parziale sul punteggio 7 punti a 6. Qui una buona risposta del serbo lo ha costretto a una difficile volèe di dritto, finita lunga. Da quel momento Djokovic ha dato l'impressione di essere sempre in controllo del match, vincendo prima il tie e poi assicurandosi un "early break" in ognuno dei due set successivi. Al terzo turno si avrà allora il derby serbo-croato con il 19enne Marin Cilic, che quest'oggi ha battuto in 4 set combattuti il beniamino di casa Robby Ginepri.