L'ultima n.1 a perdere al secondo turno di questo torneo era stata Billie Jean King nel 1966. A sorprenderla la francese Coin n.188 al mondo. Angelica
Quando entrano in campo sono la numero 1 del mondo, quella bella bella e una qualificata, numero 188. Insomma un match senza storia.
Quando escono dal campo, la storia c’è stata, eccome.
Ana Ivanovic, testa di serie n.1, viene sconfitta per 63 46 63 da Julie Coin. Francese di 26 anni.
E se già non basta dover uscire a testa bassa dal campo centrale (di nuovo come a Wimbledon), ottiene anche il non piacevole primato di essere la testa di serie n. 1 ad aver perso al secondo turno nella storia del torneo dal 1966. L'ultima volta era stata Billie Jean King
Circa due ore prima la storia era più o meno questa:
Julie Coin, laureata nell’università americana Clemson in Scienze Matematiche, è riuscita per la prima volta a qualificarsi per il tabellone principale di uno Slam e sperava di giocare sul campo Luis Armstrong perché è un campo più piccolo, più silenzioso, dove inizialmente era stato programmato il match. Invece lo spostano e si ritrova a giocare sul campo centrale (solo due settimane prima, aveva perso in un challenger nel Bronx battuta dalla n.200)
Dovrebbe essere nervosa, tesa. E invece no, lei ha deciso di divertirsi e le riuscirà bene. Lei e il pubblico. Chi invece non si divertirà per nulla sarà la Ivanovic.
Già nel match di primo turno aveva vinto ma non convinto. Adesso si trova a giocare contro una perfetta sconosciuta e non sa cosa aspettarsi.
La Ivanovic in campo è sempre perfetta nel look (maglietta bianca, gonnellino color tortora e polsino arancione, stesso colore del logo Adidas sulla visiera maglietta e gonnellino). Deve aver sbagliato a guardare il calendario, perché oggi gioca come se fosse Natale e regala tanto. Troppo. Tanti punti sbagliati, soprattutto di dritto. Sembra molto spesso lenta, in ritardo sulla palla. La Coin invece non regala nulla e serve bene. Molto bene. E colpisce forte. Molto forte. E questo quello che sorprende di più la Ivanovic. Un servizio, quello della francese, potente e consistente. Pochi ace ma tante prime pesanti Nel primo set vince 13 dei 14 punti giocati con la prima. E anche i suoi colpi sono potenti. La Ivanovic non riesce a trovare un arma che la possa aiutare. Il dritto non funziona, il servizio non è nulla di speciale e anche di rovescio sbaglia. Gli sguardi di Ana verso il suo clan sono quasi dopo ogni punto. Primo set perso 6 giochi a 3.
Va bè, si dicono in molti, vedrai che adesso la serba si riprende e la francese crolla. No Julie vuole continuare a divertirsi. Mentre nell’angolo Ivanovic le facce della mamma, allenatore e preparatore atletico sono tese. Nel secondo set, solo sul 4 pari la serba riesce a giocare un po’ meglio, oddio peggio era difficile. Si ricorda che in fondo il dritto lo sa giocare. Riesce a portare a casa il secondo set per 6 a 4.
Visto, si dicono in molti, adesso la francese crolla per bene. No Julie non crolla. Anche perché si è detta “se gioca meglio di me, se è migliore di me non mi dispiace perdere. E poi lei è solo ad un set dalla vittoria, come del resto io. Perciò, giochiamoci tutto su questo ultimo set”
Nel set finale, la Ivanovic ha quattro palle break, una sul primo game e ben tre consecutive sul 2 pari, non ne sfrutta nessuna. E aumenta invece la sua tensione. A volte la Ivanovic da l’impressione di non sapere che pesci pigliare, cosa fare, come giocare. Butta solo di là la palla, ma le ritorna in dietro più forte di prima. Nel game successivo la Coin ha solo una di opportunità e la sfrutta, fa il break e va 4 a 2. Tiene il servizio e siamo 5 a 2. Anche Ana tiene il suo servizio. 5 giochi a 3. Il pubblico sente l’odore della grande sorpresa e l’aria diventa elettrica. I visi dell’entourage Ivanovic sono tetri. Il pubblico è tutto per la francese.
Va bè dicono in non più molti, adesso deve servire per il match. E’ qui che queste giocatrici crollano. E invece la Coin va 30 a zero. La mamma della Ivanovic sembra quasi non respirare. Immobile. La figlia vorrebbe tirare la visiera ancora più sugli occhi e non vedere quello che sta succedendo. Poi, quando sta quasi sul precipizio gioca due gran bei punti. 30 pari.
Va be’ dicono alcuni, adesso se la Ivanovic va a palla break vedrai che la partita è finita. E invece match point per Coin. Fino ad ora il servizio ha funzionato bene. Sul match point fa doppio fallo.
Te lo dicevo io che gli veniva il panico. E invece Julie, a cui ancora qualcuno continua a non voler dar credito, se ne procura un altro di match point. La Ivanovic tira una bordata sulla riga, il colpo della disperazione. Coin chiede il challenge. Lo sa anche lei che la palla è buona e ride. Le serve per allentare la pressione. Ci riesce e si procura il terzo match point, quello definitivo. Braccia al cielo per una vittoria che, per il momento, non riesce nemmeno bene a capire quanto grande sia. Il pubblico urla e applaude la più grande sorpresa del torneo, il pià grande tonfo del torneo femminile.
La numero 1 quella bella bella, prende la sua borsa delle racchette e esce dal campo a testa bassa.
Un'altra sconfitta, un’altra delusione. Oltre al match alla fine del torneo potrebbe anche perdere il primo posto in classifica.
La qualificata n.188, Julie Coin, invece festeggia, e viene intervistata in mezzo al campo “Quando hai capito che era la tua giornata?” “Quando l’ho capito? Adesso, quando ho visto che mi avresti intervistato”
Julie al prossimo turno incontra Amelie Mauresmo. Dopo la n.1 dovrà giocare contro uno dei suoi idoli. Ameliè in conferenza stampa dirà “E’ una gran bella storia, la giocatrice che esce dalle qualificazioni e batte la n.1 al mondo. Bella storia veramente. Speriamo che finisca qui”
Va bè dicono alcuni, la Ivanovic non è in forma (vero) e in questo momento non ha molta fiducia nel suo gioco(vero), vedrete che contro Amelie sarà tutto un altro match.
Va bè dicono altri, ma qui siamo in america, terra dei grandi sogni, chi ha detto che Julie Coin si deve svegliare per forza? Per il momento è probabile che nemmeno dormirà stanotte.
Angelica