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Rientranti

Ex protagoniste
Chi sta tornando

Dokic, Bovina, Karatantcheva: sono solo alcune delle tenniste precoci poi "dimenticate". Ecco come stanno cercando di rientrare ad alti livelli. Samuele Delpozzi

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Sono tutte state protagoniste del circuito, per lo più da giovanissime. Altrettanto rapidamente sono passate dall’altare alla polvere e gettate nel dimenticatoio, soppiantate dalle nuove stelline, forse con troppa fretta. Dopo alcune annate durissime sono però ripartite nel 2008 alla ricerca degli antichi splendori. Ecco le loro storie.

JELENA DOKIC, Australia, 25 anni. La più famosa del lotto, l’unica ad essere entrata tra le prime 5 della classifica. Piccolo fenomeno di precocità, nel 1999 ad appena 16 anni raggiunse i quarti a Wimbledon demolendo Martina Hingis e Mary Pierce. L’anno seguente sui prati londinesi si piazzò addirittura in semifinale, preludio della straordinaria stagione 2001 in cui conquistò ben 2 titoli Tier I, Roma e Mosca, oltre al torneo di Tokyo. Nel 2002, annata che la vide ancora trionfatrice a Sarasota e Birmingham, toccò il suo best ranking al numero 4. Quindi il tracollo, tra continui cambi di nazionalità (Australia, Serbia e di nuovo Australia) e la crescente ingestibilità del padre-padrone Damir, col quale ha finito per interrompere i rapporti.
Ai nastri di partenza del 2008 si è presentata senza classifica e con ben pochi a credere ancora in lei: prima si è qualificata per il tabellone principale ad Hobart e Fes, quindi ha ritrovato la via del successo nei tornei ITF, a Firenze (di nuovo partendo dalle qualies), Caserta e Darmstadt. Grazie ad un bilancio di 32 vittorie ed 8 sconfitte è risalita fino al numero 187.

ELENA BOVINA, Russia, 25 anni. Gigantessa di un metro e novanta, appartiene alla prima generazione dell’ondata russa che attualmente domina il circuito. Emerse nella stagione 2002, quando vinse i tornei di Varsavia e Quebec City e conquistò i quarti di finale allo U.S. Open. Nel 2004 trionfò ancora a New Haven e si piazzò in finale ad Hasselt e Linz, chiudendo l’anno tra le prime 15. Nella primavera 2005 raggiunse gli ottavi a Parigi e fece segnare il suo best ranking al numero 14, dopodiché iniziarono gli infortuni a catena: nel 2006 chiuse addirittura fuori dalle prime 1000.
Iniziato il 2008 al numero 336, nei primi tornei disputati non ha ottenuto risultati eclatanti. Poi, come la Dokic, ha ritrovato smalto sul suolo italiano, piazzandosi nei quarti a Roma-Tiro a Volo ed in semifinale a Cuneo, in entrambi i casi partendo dalle qualificazioni. Il momento positivo si è trasferito anche sul cemento: a Portorose, primo torneo WTA della sua stagione, ha raggiunto i quarti, dopodiché si è aggiudicata il ricco challenger del Bronx. Per lei bilancio stagionale di 33-11 e risalita fino al numero 174.

ANNA-LENA GROENEFELD, Germania, 23 anni. La tedesca è stata protagonista di un paio di stagioni ad alto livello: già tra le prime 75 a fine 2004, l’anno seguente fece segnare progressi notevolissimi piazzandosi in finale a Pattaya City, Pechino e Lussemburgo. A Mosca strapazzò letteralmente la numero 1 mondiale Maria Sharapova fino al 6-1 4-2, quando dovette ritirarsi per un serio infortunio alla caviglia, fatto che comunque non le impedì di chiudere l’annata a ridosso delle prime 20. La prima parte del 2006 continuò a regalarle soddisfazioni, tra cui il primo titolo ad Acapulco, i quarti al Roland Garros e la posizione numero 14 in classifica di singolare (nonché la numero 7 in doppio). Poi un rapidissimo declino, propiziato da numerosi infortuni e da una fine davvero infelice del rapporto col coach storico Rafael Font de Mora, accusato dopo la rottura di rivelare alle avversarie le tattiche per batterla e di sedersi a bordocampo durante i suoi match per disturbarla.
Dopo essersi presa mezzo anno sabbatico, a partire dall’estate 2007, per ricostruire gioco e fiducia assieme al nuovo allenatore Dirk Dier, Anna-Lena si è ripresentata quest’anno ripartendo dal numero 430. Pronti via e subito 3 titoli, a Zlin, Alkmaar e Periguex, quindi la striscia di 17 vittorie consecutive s’è interrotta ai quarti del WTA di Budapest per mano dell’emergente francese Cornet. Nessun problema però, visto che dopo gli ottavi a Bad Gastein ha ripreso nuovamente a macinare successi negli ITF, imponendosi a Rimini e raggiungendo la finale al Bronx, fermata dall’altra rientrante Bovina. Da inizio 2008 30 vittorie e 4 sconfitte, attualmente è numero 142.

SESIL KARATANTCHEVA, Bulgaria, 19 anni. La più giovane del mazzo è stata anche lei una bambina prodigio: a 14 anni poteva già vantare 3 titoli ITF. A 15 non ancora compiuti si piazzò al terzo turno di Indian Wells, togliendo un set alla Sharapova dopo aver sconfitto solide professioniste come Serna e Stevenson. Nel 2005 esplose sul grande palcoscenico del Roland Garros, eliminando Venus Williams e raggiungendo i quarti di finale. A fine stagione toccò il numero 35, poi la bomba: proprio in occasione della kermesse parigina venne trovata positiva al nandrolone, positività malamente giustificata con un aborto (peraltro non confermato dagli accertamenti medici).
Scontata la squalifica di 2 anni per doping, la bulgara è ripartita quest’anno senza classifica: avvio bruciante con 14 vittorie consecutive e 2 titoli, a Surprise e La Quinta, poi qualcosa s’è inceppato. Dopo un altro paio di finali, a Latina e Palm Beach Gardens, una serie di brutte sconfitte con avversarie di secondo piano, l’ultima delle quali a Montreal contro Cara Black, numero 1 di doppio ma oltre la millesima posizione in singolare, e molte qualificazioni fallite nei tornei maggiori. Il bilancio complessivo resta positivo, 39 vittorie e 17 sconfitte, così come la risalita fino al numero 173, ma molti, inclusa lei, si aspettavano qualcosa di più. La serie di risultati negativi ha anche allontanato potenziali sponsor, lasciandola in difficoltà economiche e pronta a valutare, si dice, una ricca offerta per giocare sotto la bandiera del Kazakistan.

KAROLINA SPREM, Croazia, 24 anni. Segnalatasi nel 2003 grazie alle finali di Strasburgo e Vienna, l’anno seguente si piazzò al numero 17 in virtù di molti risultati positivi, tra cui spiccano i quarti di finale a Wimbledon con scalpo di Venus Williams. Nei Tier I raggiunse le semifinali a Berlino, i quarti a Miami e Montreal. Dopo un’altra finale a Calcutta 2005, la rovinosa caduta a causa di molteplici problemi fisici, culminati in un’operazione al gomito destro.
Scesa fino alla posizione 329, nel 2008 la croata ha iniziato a risalire la china ad Amelia Island, dove si è qualificata ed ha battuto la Hantuchova prima di strappare un set alla Davenport. Durante l’estate è tornata a frequentare stabilmente i tornei WTA, piazzandosi in semifinale a Budapest e negli ottavi a Bad Gastein e Portorose. Per lei 11 vittorie e 9 sconfitte, posizione numero 184.


MIRJANA LUCIC (Croazia, 26 anni) e ALEXANDRA STEVENSON (USA, 28 anni). Protagoniste sul finire degli anni 90, furono le principali artefici di quel pazzo pazzo Wimbledon 1999 che le vide entrambe semifinaliste a sorpresa, senza contare la Dokic. La Lucic in giovanissima età poteva già vantare 2 titoli (Bol e Makarska) e le semifinali a Roma 1998, con tanti complimenti del suo idolo Steffi Graf. La Stevenson ebbe invece un ottimo 2002, chiuso al numero 18 grazie alle finali di Memphis e Linz. Per entrambe però quell’exploit londinese segnò al contempo la rivelazione ed il canto del cigno sui grandissimi palcoscenici, salvo clamorosi ritorni che appaiono via via più improbabili. Rovinata l’una dal padre violento (Lucic) e l’altra dalla madre invadente (Stevenson), continuano a provarci nei tornei minori ma la classifica langue tristemente oltre la duecentesima posizione (oltre il 400 nel caso della croata).

MARA SANTANGELO, Italia, 27 anni. Per concludere, una nota positiva dal nostro tennis. Miglior doppista italiana di sempre, specialità in cui è stata capace di vincere 6 titoli del circuito (su tutti spicca il Roland Garros 2007 con la Molik) e di piazzarsi al numero 5 delle classifiche, Mara Santangelo è stata anche una delle nostre singolariste più efficaci degli ultimi anni. Rivelatasi con il 4° turno all’Australian Open 2004, ebbe due stagioni estremamente positive nel 2006 e 2007, entrambe chiuse a ridosso delle prime 30 e con il picco della 27° posizione nell’estate scorsa. Vincitrice del torneo di Bangalore nel 2006 e finalista nello stesso un anno dopo, sul palcoscenico della Fed Cup ha sperimentato i due volti del successo: elemento cardine nel 2006, annata culminata con lo storico trionfo sul Belgio a Charleroi, ed invece anello debole nella finale di Mosca 2007, dove perse nettamente entrambi i singolari. Va però detto che contro le fortissime russe scese in campo nonostante una cronica infiammazione al piede, problema che l’avrebbe poi costretta ad oltre 6 mesi di stop.
Rientrata in primavera al Foro Italico, è tornata ad assaporare la vittoria a Wimbledon contro l’estone Ani. Quindi il trionfo nel 100mila dollari di Biella, grazie al quale ha recuperato in un sol colpo oltre 100 posizioni, e l’ottimo match olimpico con la Safina. 9 vittorie ed 8 sconfitte, numero 177 in attesa di New York.
 

Samuele Delpozzi

  • 21/08/2008 18:53
    Remo
    Bravo Samuele. Un'ottima carrellata su alcune ex-bambine prodigio (o quasi) che ci stanno riprovando.
  • 21/08/2008 23:38
    Masssi
    La Dokic aveva un tennis moderno, molto muscolare, non mi stupirei se tra un paio d'anni le riuscisse quello che è riuscito alla Capriati nelle annate 2001 - 2002: un ritorno ad altissimi livelli inatteso ma benvenuto.
  • 22/08/2008 18:58
    Paolo v.
    La Groenefeld tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007 era ingrassata di almeno 30 kg era irriconoscibile, ed era per questo motivo che non vinceva più, ora sta dimagrendo, anche se, dalle foto degli itf che ha vinto ultimamente, sembra debba dimagrire ancora un poco per tornare quella dell'inzio 2006. Ma qualch'uno sa dire il motivo di quell'improvviso sovrappeso? anche perchè in quell'inverno non era infortunata (L'infortunio lo ebbe nell'inverno precedente) e quindi non capisco come un atleta in pochi mesi possa ridursi così, chissa quale ne fu il motivo.
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