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Rassegna Stampa del 12 Agosto 2008

Le strane vigilie di Federer e Nadal. Quando l'oro diventa solo prestigio (Azzolini). Pennetta e Vinci, due inviate alle Olimpiadi (Gazzetta del mezzogiorno)

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Rubrica a cura di Daniele Flavi


Le strane vigilie di Federer e Nadal Quando l'oro diventa solo prestigio

Daniele AzzoliniTuttosport del 10.08.08

I due super ricchi detta racchetta puntano al massimo risultato per incassare un pò' di punti in classifica ma soprattutto per dare uno smacco all'avversario per loro? Non è come quello degli altri Non vale una carriera, e nemmeno i dollari che porta con sé Non è indispensabile, e non cambierà il giudizio che la storia del tennis darà di Roger e Rafa, delle cristalline geometrie di un Federer che ha l'animo di un'educanda, e dei convulsi spari agonistici di un Nadal che vive di un entusiasmo al tungsteno alla sesta Olimpiade dal suo ritorno, il tennis propone un oro di estrema attualità, fatto di punti validi per la classifica, di immediati incassi, inevitabilmente partecipe dei giochi di potere che la stagione anomala di Federer ha dapprima suggerito, infine avallato Si potrebbero persino collocare i Giochi in una precisa graduatoria tennistica, per scoprire magari che essi valgono due volte e mezza meno di uno Slam. E un oro da 400 punti, non di più. Sono duecento punti in meno dì un Masters di fine anno, cento meno di un Masters Series Nel tennis di oggi i Giochi valgono poco più di un torneo di terza fascia. Ma sono 400 punti che l'anno scorso non c'erano. E possono fare la differenza. Con queste premesse, a Rafa e Roger si chiede di farsi interpreti dello spirito olimpico. I due vi riescono senza Rafa Nadal, 22 anni sforzo, quasi con grazia naturale Sono ricchi come ai suoi tempi lo era De Coubertin così ricchi da permettersi di giocare ai Giochi, di inseguire sogni, di non soffrire se qualcosa andrà storto. Ricchi come il vecchio barone sognava ì dilettanti Rafa e Roger, lo spinto olimpico, se io possono permettere, ma sono fra i pochi. In cambio, Pechino ha concesso ai due il ruolo di stelle, e lo ha fatto con enfasi spontanea. Le acclamazioni all'arrivo, l'incessante richiesta di autografi. Persino gli altri atleti si mettono in fila per una foto con Rafa e Roger, un prezzo che i due pagano volentieri, e li consegna al ristrettissimo Club dei Famosi, nel quale risultano iscritti Le Bron e Bryan, Ronaldinho e Messi, e stop. Nessuno, fateci caso, che abbia una qualche attinenza con i Giochi Ma un certo spirito olimpico non manca, dalle parti degli Olympic Green Tennis, che ha l'aspetto di un fiore alieno. Per Rafa è la prima volta, e in questi casi è d'obbligo il Villaggio. «Sono al fianco di grandi atleti che si giocano tutto in questi quindici giorni Li capisco, e allora dico che un'Olimpìade può valere come uno Slam, forse di più In fondo, viene ogni quattro anni, e in quattro anni possono cambiare tante cose. Per Federer, è invece la terza volta, e nel suo caso va meglio l'albergo a cinque stelle. -Tenevo moltissimo a fare da portabandiera, come ad Atene. La non andò bene. Meglio Sydney, dove conobbi Mirka Qui punto al massimo, come sempre» Avrà Tursunov, il russo matto. Nadal invece Starace, che ben conosce e forse un po' teme. «Vengo da settantadue partite quasi consecutive, e il caldo di Pechino mi ha stremato. La cerimonia è stata elettrizzante e massacrante al tempo stesso Due ore m piedi, mamma mia .. Ora va meglio. È l'umidità il vero pericolo. Nei pruni allenamenti la racchetta mi partiva dalle mani all'inseguimento della pallina». Rafa sarà numero uno a fine torneo. Ma i 400 punti m palio potrebbero renderlo imprendibile, il favorito agli Us Open che cominciano subito dopo. Federer sarà secondo, anche vincendo. Ma se gli riuscisse t'impresa, troverebbe m essa la forza per riconquistare quella fiducia che era il suo lesoretto, e oggi si e fatta di nebbia L'oro per loro, è tutto qui. Per gli altn, chissà. Per gli azzurri, un sogno. Hanno avuto un sorteggio balordo, però. Oggi cominciano in tre, Schiavone contro Amanmuradova, Errani con la Stosur e Seppi con Robredo

 

Pennetta e Vinci, due inviate alle Olimpiadi

Corriere del Mezzogiorno del 10.08.08

PECHINO — Ciao Flavia, come stai? «Mi sento bene. Emozionata, ma sto bene. D'altronde, non si può vivere questa situazione diversamente da un sogno». Ci racconti le tue prime impressione di Pechino? «Sembra di essere al centro del mondo. Suoni, luci, musiche di ogni tipo. E poi quello stadio multietnico. E' un misto fra incredulità e, appunto, sogno. Cerchi di dominare le emozioni ma tutto è così grande, immenso: si fa fatica a mettere tutto a fuoco, anche per via del gran caldo umido». Insomma, si sta bene solo chiusi in camera? «Così pensavo e speravo. Ma alle tre di notte, quando sono rientrata in camera non sono riuscita a chiudere occhio». Forse perché è cominciato il conto alla rovescia per l'esordio «Un po' anche per quello, ma soprattutto perché il contesto è troppo grande e incredibile». Tipo «Hai visto a pranzo? Mense pazzesche, anche a tavola un concentrato di gastronomia del mondo. Non sai cosa mangiare, e ti devi controllare per evitare pericolose abbuffate. E la nostra palazzina? Siamo davvero tanti. Anche se il solo incrociarsi nei corridoi e scambiare un saluto è come se ci conoscessimo da sempre». Parliamo di queste Olimpiadi «Ah sì, le Olimpiadi. Mi aspetto tanto, anche perché mi sento bene. Certo, un po' di scaramanzia ci vuole, quindi dico solo che darò il massimo controllando nervi ed emozioni, n risultato che verrà sarà la logica conseguenza». Sei in piena ascesa, a che punto ti senti con le energie? «Credo di essere a buon punto. Sto lavorando sui miei colpi forti e sulla tenuta atletica. Questo dovrebbe permettermi di guadagnare altre posizioni all'interno del ranking mondiale. Che rimane l'obiettivo primario di questa stagione agonistica». C'è una partita che oggi vorresti rigiocare? «Parigi. Quella partita con la Navarro se la giocassi altre mille volte lo farei in maniera diversa. E sono sicura con un altro risultato. Dobbiamo guardare avanti... però quella è stata sicuramente una partita molto deludente per me». Il futuro che dice «Tu conosci alla perfezione i piccoli meccanismi che regolano la nostra vita. Tanti piccoli tasselli che fatichiamo a mettere insieme e che rischiamo di perdere in un attimo. E poi ci sono i maledetti imprevisti, soprattutto quelli fisici. Ma sono soddisfatta. Sono concentrata sul lavoro in maniera determinante, e c'è sicuramente una meta». Quale «Se prometti di non scriverlo, te lo dico. E' meglio non anticipare nulla, per scaramanzia. Lo renderemo pubblico una volta raggiunto il traguardo». Sotto torchio Risponde la tarantina «Carissima Flavia, torno a grossi livelli e dopo mi sposo»
Partiamo con una domanda di elevato spessore tecnico: quando ti sposi «Più difficile dell'esordio di queste Olimpiadi... La volontà c'è, ma ritengo sia ancora un po' troppo presto. Sto lavorando per tornare a buoni livelli e, d'accordo con Francesco, abbiamo deciso di aspettare: per sposarsi c'è sempre tempo». Ormai sei olimpionica consumata, noti qualche differenza «Le esperienze sono sempre diverse e anche gli stati d'animo. Tanto Atene quanto Pechino rimangono emozioni uniche. Tutto ciò che ha preceduto questi Giochi e l'ambiente anche misterioso e affascinante della Cina, fanno assumere a questo appuntamento il carattere unico». Certo che il sorteggio del tabellone è stato proprio avaro e cattivo nel doppio. No «Diciamo che affrontare Svetlana Kuznetsova e Dinara Safina d'un botto non è certo il massimo della vita. Ma credo che alla fine prevarrà il sano spirito olimpico: esserci e partecipare. E' una cosa che ci siamo spesso ripetute con Mara. Diamo il massimo e vediamo ciò che accade». In bocca al lupo. Ma la tua stagione non finisce qui «No. Tu sai bene quanto siamo costrette a misurarci costantemente, spostando i nostri livelli sempre più avanti. Le Olimpiadi sono una tappa, splendida, di un percorso piuttosto lungo, n vantaggio è proprio questo». L'obiettivo 2008? Recuperare terreno all'interno della classifica mondiale. Lasciare sul posto quel 150 e passare fra i primi l00. Credo sia questo l'obiettivo minimo. Anche se la stagione fa i conti e risente delle operazione al ginocchio e alla spalla. Spero di recuperare terreno in corsa». Una stagione non facile. Quanto è duro ripartire «E' molto difficile. Soprattutto perché sei chiamata a recuperare fisicamente avendo davanti agli occhi una classifica che frana ogni giorno sotto i piedi. E quindi, non potendo permetterti di lasciare niente, frequenti tornei con gente affamata e pronta a giocare con il coltello fra i denti. E' meglio giocare stando davanti, o avendo una classifica dalla tua parte». Hai già puntato qualche avversaria da arpionare «No. Tutte le avversarie sono buone. E poi, anche loro sono soggette alle incognite e a momenti di alti e bassi. L'unico punto di riferimento, come detto, è e rimane la classifica: gareggio da sola contro una graduatoria talvolta troppo avara. Ma ho le spalle larghe e il coraggio di osare non manca». Poi però c'è Palermo, il tuo ritiro che ricorda vagamente Taranto, quindi sapore di casa «Sì, Palermo mi sta dando tanto in termini di affetto. Mi trovo particolarmente bene. Certo Taranto è Taranto, gli affetti, le amicizie, i luoghi. Ma a Palermo mi sento a casa. E' l'ambiente giusto per ripartire».
 

  • 12/08/2008 17:02
    simone
    bisognerebbe correggere questo difetto negli articoli con le frasi che si scompaginano, succede spesso.
  • Sono presenti 1 commenti
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