I numeri consacrano Federer, ma per Jim Courier non ci sono dubbi: il vero numero uno è lo spagnolo Nadal. La rivalità tra i due campioni è il tema dominante dell'anno. Luca Labadini
Hanno dato vita a un match che, a detta di molti , si colloca di diritto tra le piu’ grandi partite della storia di questo sport. Roger Federer e Rafael Nadal sono i due dominatori del tennis mondiale e la loro accesa rivalita’ e’ il tema dominante anche di questa stagione. Uno che di tennis al vertice se ne intende, l’americano Jim Courier, ha voluto dire la sua in merito a questo duello e provato ad esprimere una previsione sugli sviluppi di questa appassionante vicenda. Courier , analizzando il trionfo dello spagnolo a Wimbledon di quest’anno,ritiene che Nadal abbia compiuto dei progressi tecnici e tattici notevolissimi nel corso degli ultimi dodici mesi: “ Rispetto alla finale giocata e perduta contro Roger nel 2007, Rafa ha un servizio molto piu’ efficace e ha mostrato molta intelligenza sul campo”, dice Jim.” Nella finale del Roland Garros si e’ limitato a servire sul rovescio dello svizzero, sull’erba invece lo ha variato molto di piu’, proponendogli servizi al corpo e sul diritto, soprattutto quest’ultimi con grande successo, perche’ hanno preso di sorpresa Federer. Roger ha giocato dei colpi incredibili, in alcune occasione mi ha fatto letteralmente sobbalzare sulla sedia. Il modo in cui e’ riuscito a portare a casa il tie-break del quarto set e’ stato da manuale, ha giocato come meglio non si poteva, e gli e’ bastato solo per prolungare la partita al quinto set ed allontanare la sconfitta. E’ stata una partita di un livello eccelso, i due hanno saputo tirare fuori il meglio l’uno dall’altro”.
Sebbene Federer abbia conservato ancora 545 punti di margine sullo spagnolo,Courier e’ convinto che gli addetti ai lavori non abbiano bisogno di consultare il computer per decretare la leadership del tennis mondiale: “ Diciamolo chiaramente, Nadal ha vinto due prove del grande slam e agli occhi degli apppassionati e dei media , e’ lui il piu’ forte, anche se il computer non e’ d’accordo. Se Roger intende mantenere la prima posizione, e’ obbligato a vincere a Flushing Meadow, e credo che per farlo dovra’ inventarsi qualcosa di speciale. New York rappresentera’ un crocevia della carriera dello svizzero, sara’ un appuntamento decisivo. E’ numero uno da quattro anni, adesso potrebbe vedersi costretto a fare i conti con un nuovo scenario, e a valutare la propria carriera da un’altra prospettiva. I prossimi mesi ci diranno moltissimo della capacita’ di Federer di gestire la pressione di dover difendere lo scettro di numero uno, poiche’ Nadal non ha mai rappresentato una seria minaccia come quest’anno. In passato, non avevamo mai avuto motivo di dubitare di Borg, poi, tre mesi dopo aver perso il titolo di Wimbledon in finale contro McEnroe, l’americano l’ha nuovamente battuto nella finale degli Us Open e da allora non e’ piu’ stato lo stesso giocatore. Nadal ha un record tutt’altro che straordinario agli Us Open, avendo superato solo in un occasione il quarto turno in cinque partecipazioni, tuttavia Courier attribuisce moltissime chances al maiorchino. “ Credo che , in un eventuale finale fra i due,Federer possa ancora considerarsi lievemente favorito,diciamo 51%-49%, ha gia’ vinto a New York quattro volte consecutive e si trova a suo agio su quei campi, Nadal pero’ ha dei notevoli margini di miglioramento sul cemento e sono certo che anche in questa occasione sara’ in grado di mostrare a tutti gli stessi progressi che ha mostrato su erba, sempre che abbia conservato le energie necessarie per il finale di stagione”. Il verificarsi di una terza consecutiva finale nei tornei dello slam, sarebbe un evento storico. Nel 1962, Rod Laver porto’ a compimento il suo primo Grande Slam, superando l’australiano Roy Emerson a Melbourne, Parigi e New York.
Non ci sono dubbi sul fatto che Federer e Nadal saranno grandi protagonisti della prossima edizione di Flushing Meadow, ci pare pero’ che Courier, in fase di pronostico, abbia eccessivamente sottovalutato le possibilita’ di Novak Djkovic. Il serbo, campione degli Australian Open di quest’anno, non sta attraversando un grande momento di condizione e la sua scarsa prestazione a Wimbledon lo colloca un gradino al di sotto nelle preferenze degli addetti ai lavori. Novak pero’ l’anno scorso fu in grado di raggiungere le finale e di impensierire fortemente Federer, giocando un torneo di grande spessore, e c’e’ da attendersi una sua grande risposta sul cemento americano,perche’ alla lotta per aggiudicarsi la posizione di numero uno al termine del 2008, vuole partecipare anche lui.
Luca Labadini