Roger Federer d Marat Safin 6-3, 7-6, 6-4 Trad. a cura di Alessandro Mastroluca
D. Sei apparso molto rilassato e fiducioso. Sul 2 pari nel terzo hai giocato un colpo Noah e un altro da dietro la schiena. E' quello che realmente sentivi in quel momento?
R. Sì, stavo tenendo agevolmente i miei turni di battuta, eccetto in un caso, credo che fosse nel secondo set. Ma stavo giocando bene. Mi sentivo bene lì sul campo. C'erano condizioni ideali per giocare. Sono sempre rilassato, perciò oggi non è stato diverso dal solito.
D. E' stato facile oggi?
R. Uhm, facile nel senso di essere capace di controllare un giocatore molto pericoloso in grado di battere chiunque, capisci. In questo aspetto, sì. Voglio dire, è stato abbastanza facile se guardi il punteggio. Gli ho strappato il servizio nel primo e ultimo game della partita. Penso che in mezzo io sia stato solido, di non avergli dato molte chances. Per me è stato un match perfetto.
D. Sei sollevato di aver vinto in tre set, dato che Rafa potrebbe avere un match rapido?
R. Sì, non sappiamo ancora come giocherà. Ma non credo che in ogni caso condizionerà il nostro livello di forma in finale. Abbiamo comunque un giorno di riposo. Anche se oggi avessi giocato cinque ore, non credo che sarebbe pesato troppo. Sarebbe stato al limite peggio per Rafa, che avrebbe rischiato di non terminare il suo match di oggi. Perciò, no, sono felice di aver vinto in tre set, battendo un grande giocatore. C'è sempre un po' di tensione quando arrivo alla vigilia di una finale a Wimbledon, perchè è una grande occasione.
D. Che hai letto dall'atteggiamento di Marat dall'altra parte della rete? Ti aspettavi qualcos'altro, un altro tipo di attitudine?
R. Be', ha sempre un carattere molto focoso. Non è mai cambiato negli anni. Sembra che quando lo fa tenda a giocare meglio, un po' come faceva John McEnroe. E' sempre un po' pericoloso perchè coinvolge molto il pubblico in questo modo. Può cambiare l'inerzia della partita così. E grazie a Dio ci ho guocato tante volte e ho tanta esperienza che la cosa non mi preoccupa più di tanto.
D. Ora che sei in finale, come descriveresti il tuo percorso fino a questo punto?
R. Sì, voglio dire, abbastanza semplice; non ho avuto problemi di qualsiasi genere durante i Championships. E' stato un percorso perfetto fino alla finale, ma c'è ancora uno step. E ho bisogno di vincere per completare l'opera. Ma è stato quasi incredibile finora.
D. Assumendo che ci sarà Nadal in finale, come credi che sarà il match dopo quello incredibile dello scorso anno?
R. Un gran punto interrogativo. Credo che entrambi speriamo sempre di poter essere all'altezza delle aspettative, perchè abbiamo giocato tanti buoni match uno contro l'altro. Ma è difficile reggere ogni volta. Parigi è stata una delusione, in questi termini. Ma a volte succede. Per me, ovviamente, è importante voltare pagina dopo quella sconfitta. Anche se non penso di attingere qualcosa da quel match, dato che Nadal gioca diversamente sull'erba e sulla terra. Gioca più vicino alla riga di fondo, perciò penso che attingerò di più dalle due precedenti finali a Wimbledon. E vedremo che succederà.
D. E' passato un po' di tempo dall'ultima volta in cui hai giocato una finale a Wimbledon senza essere superfavorito. Questo ti rende le cose più facili?
R. Be', non ero strafavorito nemmeno contro Philippoussis o nella prima finale con Roddick nel 2004. Forse dopo di allora sono stato sempre favorito, ma è stato due o tre volte al massimo. Non sempre. In fondo, penso che non conti poi tanto se sono il favorito oppure no. Vengo da una striscia di vittorie incredibile sull'erba. Prima qualcuno deve interromperla e poi iniziamo a parlare in un'altra maniera. Ma dovrebbe essere una finale interessante. Non so se Rafa vincerà, ma sarà una finale interessante, se dovesse esserci lui.
D. Diresti che questo è il tuo miglior torneo dall'inizio della stagione?
R. Be', la strada fino alla finale è stata grandiosa. Non posso fare molto meglio di così. Ma sto giocando bene con continuità. Forse non è il mio miglio tennis di sempre, ma è comunque un buon tennis. Se dovessi vincere domenica, direi che ho giocato il mio miglior tennis di sempre. Ma al momento penso sia un po' troppo presto.
D. Sapendo che sei un esperto di tennis, e ti piace fare domande ai tuoi colleghi qualche volta, sai qualcosa di William Renshaw, e sul fatto che ha vinto sei volte di fila qui?
R. Sì.
D. Hai studiato qualcosa?
R. No, non ho studiato. Lui doveva giocare solo la finale ogni volta, perciò era un po' più facile per lui vincere sei volte di fila. Per noi è un po' diverso. Ma quelli erano altri tempi. Non sono concentrato su questo al momento.
D. La pesante sconfitta al Roland Garros, se ci sarà Rafa in finale, mette una luce un po' diversa sul prossimo match?
R. Penso che se ne parlerà più del normale. Ma credo che Rafa meriti il rispetto che ha da noi giocatori e da voi. Ha avuto il miglior inzio stagione di sempre. Sta giocando molto bene. Forse all'inizio è stato un po' più difficile, con le due sconfitte nette con Youzhny e Tsonga, dov'era, a Chennai e in Australia. Poi ha iniziato a giocare molto bene. Ha perso da Djokovic a Indian Wells. E da allora ha giocato alla grande. E' stato di nuovo fenomenale nella stagione sulla terra. Per me, quella finale di Parigi è ormai passata. Non mi ricordo quasi niente, è passata così in fretta. Non è per me un gran problema, forse voi lo vedete in questa maniera.
D. Per te avere un avversario così vicino, che ti mette in difficoltà ogni volta, è più una preoccupazione o qualcosa che rende le cose interessanti?
R. No, mi piace la sfida. Rafa è un grande avversario. Ha un record positivo contro di me. Ogni volta che gioco contro di lui voglio provare a batterlo. La questione che è che ho giocato molte volte contro di lui sulla terra, ed è un vantaggio per lui nei confronti diretti. Allo stesso tempo, sta diventando molto bravo anche sulle altre superfici, perciò è una minaccia ovunque. E non solo per me, ma per tutti. Ora vediamo che succede nel resto della stagione, perchè penso che forse è la mia parte favorita, provare a vincere di fila Wimbledon e Us Open, e andare alle Olimpiadi. E' una grande occasione per entrambi. Ecco perchè credo che sarà un periodo eccitante per noi.
D. Le due finaliste ovviamente giocano il doppio insieme. Hai avuto qualche interazione con Rafa nelle ultime due settimane, o siete stati ognuno per conto suo?
R. No, no, parliamo. Ci vediamo negli spogliatoi. Abbiamo parlato un molto quando c'è stata l'interruzione per pioggia e io stavo giocando, con chi era quel match?
D. Ancic.
R. Ancic, sì. Parliamo molto. Ci vediamo sempre sui campi per l'allenamento. Lì uno entra e uno esce. Ma nei giorni delle partite parliamo molto, sì.
D. Quando vieni a Wimbledon mantieni sempre la stessa routine, vai nello stesso posto, nello stesso ristorante, mangi alla stessa ora? Quanto sei superstizioso?
R. Non sono superstizioso, non sono mica Goran Ivanisevic. Fatemi mangiare cose diverse ogni giorno, in ristoranti diversi, non ho problemi. Perfino un letto diverso.
D. Hai mai pensato di giocare un doppio con Rafa, così per divertimento?
R. Me l'ha chiesto un paio di anni fa, mi pare a Madrid. Certo èintrigante, così come mi piacerebbe giocare con Roddick. Perchè il passato ho giocato con Hewitt, ho giocato con Safin. Ma non ho giocato mai con questi due. E' qualcosa che potrei considerare di fare. Ma gioco pochi doppi durante l'anno, e mi piace giocare con i miei amici, con Yves o Stan. Per questo è difficile. Ma forse accadrà.