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Wimbledon

Ancora Rafa
Ancora finale

Lo spagno batte in 2 ore Rainer Schuettler (6-1 7-6 6-4) e accede in fnale con Federer: è la prima volta che due tennisti arrivano per tre volte consecutive all'atto conclusivo a Parigi e a Londra. Luigi Ansaloni

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Wimbledon - Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Probabilmente Roger Federer non conosce Lucio Battisti, ma fatto sta che proprio non se lo riesce a togliere dai piedi, Rafael Nadal. Il maiorchino ha sbarrato per quattro volte di fila il titolo del Roland Garros allo svizzero, e adesso anche lo scettro di re dell’erba dello svizzero è sempre più messo seriamente in discussione. Domenica andrà in onda la terza replica della finale tra gli eterni rivali sui prati di Wimbledon, ed è già storia: è la prima volta che due tennisti si sfidano per tre volte consecutive negli atti conclusivi di Parigi e Londra. In fondo cos’è la storia? E’ un momento di gloria, no?
 

Lo spagnolo ha seguito la scia della vittoria di Federer contro Safin battendo senza particolari problemi il tedesco Rainer Schuettler, semifinalista a sorpresa, in tre set (6-1 7-6 6-4, differenza con la partita di Federer di soli due game). Partita abbastanza scontata fin dall’inizio: la differenza di categoria tra i due era veramente enorme, con un gap a favore del numero due del mondo francamente incolmabile per un giocatore che è stato ad un passo dall’abitare l’attico del tennis mondiale (Schuettler è stato numero 5 in classifica) ma che non è mai riuscito a conquistare le chiavi di accesso.
 

Oggi il “vaso di terracotta” tedesco ha fatto soffrire l’iron man iberico solo durante il secondo set, quando era andato avanti addirittura di un break e servendo cos sul 5-4 s proprio favore. Occasione, quelle di allungare quantomeno la partita, poi sprecata, e Nadal non se l’è fatto ripetere due volte: rimonta, tie break, secondo set a casa. Nemmeno dei problemi di scarpe hanno fermato il maiorchino: cambio gomme (scarpe) e via verso la vittoria. Terza frazione praticamente senza storia e match portato a casa in due ore esatte. Molto notevole la percentuale di prime dello spagnolo (81%): un’arma, quella del servizio, che gli sarà senza alcun dubbio utilissima in finale contro Federer. Proprio il miglioramento della battuta è la chiave del salto di qualità definitivo che Rafa sembra aver fatto sull’erba: con tutte le dovute distanze, sembra che per lui fra terra ed erba non ci sia differenza. Roger spera proprio di si, altrimenti il suo regno, domenica, potrebbe subire l’ultima spallata, forse quelle definitiva. E le spalle di Nadal, accipicchia, sembrano essere davvero forti e grandi.
 

Luigi Ansaloni

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