Serena batte nuovamente Venus (4-6,6-4,6-2) ma Venus era "stirata" e stava per ritirarsi all'inizio del terzo set. Ubaldo Scanagatta
WIMBLEDON _ Al pathos d’una finale nel Tempio del Tennis, al mini-dramma (ormai vissuto 11 volte) di doversi battere contro la propria sorella con l’obbligo di convincere centinaia di milioni di telespettatori che si sarebbe trattato di un sorellicidio senza favori nè combines, l’All Williams-Show fra le due Ghetto’s Sisters _ purtroppo sempre inevitabilmente orfano d’atmosfera, sale e pepe, tifo contrapposto _ ha aggiunto purtroppo la sgradita suspence legata all’infortunio di Venus Williams, menomata da uno stiramento addominale e sull’orlo del ritiro fin dall’inizio del terzo set, dopo che anche nell’immediata vigilia la maggiore delle sorellone aveva ventilato propositi di rinuncia. Sarebbe stata la prima finale non disputata (o conclusa con il ritiro d’una finalista) dacchè le sorelle Watson giocarono la prima finale dei Championships nel 1884, non senza aver sgominato la concorrenza di altre undici agguerritissime (?) ladies.
Venus che sa servire anche sopra i 200 km orari ha quasi sempre battuto “prime” intorno ai 150 e “seconde” così morbide da sembrare involontari assist della sorella maggiore alla più piccola (d’età). Ma Serenona per un set è stata incapace di approfittarne, sebbene si fosse ben messa in testa di “pensare soltanto ai punti, a guardar bene la palla, evitando invece di incrociare perfino lo sguardo con la sorella sofferente”.
Un primo set, il suo, disastroso. Ha rischiato lo 0-4 _ quattro palle-break mancate da Venus _ ma senza far granchè si è ritrovata invece sul 4 pari. Quando ha pensato bene di cedere altri due games. Poi si è risvegliata. I games centrali del secondo set sono stati i migliori, i soli ad offrire qualche sprazzo di grande spettacolo tennistico. Ma il terzo set non c’è praticamente stato.
Venus l’ha cominciato con due doppi falli e un paio di “seconde-mozzarella” subendo l’inevitabile break. Ha chiesto aiuto alla fisioterapista, scomparendo negli spogliatoi per 5 minuti _ certo Serena non le avrebbe fatto fretta come la Henin _ e quando è tornata era come se ci fosse rimasta. Non alzava più la palla come di consueto, per non stirare ancor più l’addominale, batteva solo di braccio. Per Serena è diventata una formalità. Alla fine _ prevedibilmente _ non se l’è sentita nemmeno di esultare. C’è stato l’abbraccio fra le sorelle, poi sedutesi vicine aspettando il Duca di Kent, la premiazione, le foto di rito, l’intervista sul campo dell’ex campionessa britannica Sue Barker.
All’archivio resterà la sesta vittoria di Serena in uno Slam e la sua doppietta consecutiva a Wimbledon che segue quella realizzata da Venus (2000-2001). Venus si deve accontentare d’aver eguagliato le quattro finali consecutive di Chris Evert (1978-1981). Ma Martina Navratilova ne ha giocate nove di fila (1982-1990).
Serena allunga alla cinquantatreesima settimana consecutiva la sua leadership mondiale _ diventò n.1 detronizzando la sorella, che lo era stata per 11 settimane, battendola qui nella finale d’un anno fa _ mentre Venus resta n.4 alle spalle delle due belghe, Cljisters e Henin. Forse nemmeno in Belgio, però, si dubita del fatto che le due tenniste davvero più forti siano le sorellone. Venus: “Ho voluto giocare io, anche per rispetto dl pubblico, ricordando Indian Wells (2002) quando m’ero ritirata all’ultimo e la gente se l’era presa con Serena”.Mentre Serena tagliava corto sui sospetti di combines avanzati maliziosamente nel corso della telecronaca di John McEnroe e Tracy Austin dopo che Serena aveva perso malamente il game del 5-4 nel primo set “forse sa di vincere comunque dopo…”.
Serena Williams b.Venus Williams 4-6,6-4,6-2 (2h).