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Wimbledon

Presentazione della finale tra le Williams nel 2003

Le due Williams si qualificano per la finale di Wimbledon per il secondo anno consecutivo. L'articolo di Ubaldo Scanagatta

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WIMBLEDON _ Uffa, ancora le Williams in finale. Poveri tifosi inglesi. Perso Spice Boy Beckham (Real Madrid) e Gianfranco Zola (dal Chelsea al Cagliari), ieri addio speranze per il loro adorato Tim Henman. L’ultimo suddito di Sua Maestà Britannica vincere qui resta, dal 1936, Fred Perry, sì quello delle magliette con l’alloro. Gentleman Tim _ che perfino secondo il Times aveva avuto nei primi turni “la strada più spianata di Mosè davanti al Mar Rosso” _ ha perso da un francese del Sud, “Seb” Grosjean, formidabile piccoletto (1m.75 scarsi) che a dispetto di mille guai muscolari gli ha sparato un passante di rovescio micidiale per il break decisivo sul 3 pari del quarto set. Così dopo 4 semifinali perse con campioni indiscutibili, stavolta Henman si è fermato nei quarti contro un giocatore che pareva alla sua portata (anche se ci aveva già perso al Queen’s). La delusione qui è enorme. E salvo il clan Williams pochi festeggiano per una nuova finale All-Williams.

Stavolta Serena Williams è stata intrattabile con Justine Henin. Voleva vendicare lo smacco della semifinale del Roland Garros dove il pubblico francese s’era comportato malissimo. E’ partita come una furia, Serena, 4-0, poi lo scricciolino belga aveva rialzato il testolino biondo, conquistando tre games ricchi di illusioni, ma Serena ha rifatto 4 games consecutivi, 6-3,2-0, 3-1,5-1 e un 6-2 finale che non ammette discussioni, sebbene quattro rovesci avessero strappato ooooh di ammirato stupore agli spettatori del centre court. Erano per la belga, fino a che la superiorità di Serena non si è fatta straripante. Poi Venus, con un finale in crescendo, ha raggiunto la sorella, a dispetto d’un set d’handicap e un break, 1-2 nel secondo, con la complicità della Clijsters che avrebbe tenuto da quel momento in poi un solo servizio. Eppure Venus pareva aver riacutizzato lo stiramento addominale che l’angoscia da tempo! Ha chiamato il fisioterapista, poi avrebbe detto “Ero nervosissima, non riuscivo a calmarmi, pensavo di perdere per quello…”
Fra gli uomini Federer ha dominato Schalken (salvo l’1-4 del terzo set), 6-3,6-4,6-4, e il suo prossimo avversario Roddick ha riservato identico trattamento (6-4,6-2,6-4) a Bjorkman. Il match più avvincente quello dei due giganti, Philippoussis 1,98m. e il tedesco Popp, 2,01m. L’australiano (36 aces) si è mangiato breakpoints a iosa, sul 3-2, sul 4-3, ma sul 5 pari ne ha salvati 3 di fila facendo miracoli. Un altro ancora sul 6-6 eppoi l’8-6 (4-6,4-6,6-3,6-3,8-6) che gli consentirà di affrontare da favorito Grosjean nella semifinale meno attesa.

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