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Le Interviste da Wimbledon

Venus Williams 03.07

Venus  Williams d  Elena Dementieva 6-1, 7-6 Trad. a cura di Alessandro Mastroluca


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D. Là fuori saltavi su giù come una bambina. Cosa ti passava per la mente?
R. Ho iniziato a pensare che tra poco giocherò la finale, ed è sempre una cosa eccitante. E quando sono eccitata mi metto sempre a saltare, non cambierò mai. Ma credo che il torneo non sia finito. Ho il doppio domani e la finale ancora da giocare. Sicuramente festeggerò ancora di più se sarò stata abbastanza brava da vincere il titolo.

D. Hai mai sentito di voler saltare durante la partita? Sei abbastanza contenuta fino a dopo il match.
R. Sì, sono molto contenuta. Non mi piace alzare troppo il pugno perchè mi aspetto di vincere il punto. La cosa cambia se il punto arriva e in un certo senso non me lo aspettavo. Ci sono sicuramente alcuni punti si cui hai assoluto bisogno, ed è semplicemente stimolante. Ed è lì che i "pugnetti" arrivano. Ma nessuno può dire quando sono su e quando giù. A volte faccio fatica anch'io, perciò...posso solo stare aggrappata a vedere che succede.

D. Serena ha detto che se dovesse giocare contro di te in finale, ha in mente di rubarti la colazione. Che tipo di partita ti aspetti fra voi due? Lei è in vantaggio 5-2. Sembra la favorita. Che tipo di tattica o di strategia userai?
R. Ovviamente mi appoggerò molto al servizio. Quando entra mi aiuta una cifra. Penso che essere capace di rispondere moilto bene sarà una chiave per me. Certmante sfrutterò la mia velocità. Come sempre, per vincere un titolo, devi essere aggressiva e non limitarti a sperare che l'altra sbagli.

D. Forzare il risultato?
R. Sempre, ogni giorno.

D. Tu e Serena parlerete di più o di meno del solito da qui alla finale?
R. No, come sempre.

D. Come l'hai vista cambiare, come persona e giocatrice, in questi ultimi anni? Quali differenze vedi in Serena?
R. Credo che condividiamo molte più cose fuori dal campo. Ci appoggiamo al consiglio dell'altra molto di più. Sono la sorella maggiore, ed ero una di quelle del tipo "tu non fare mai errori". Perciò a volte credo che questo le abbia messo un po' di pressione per essere perfetta. Non che io sia perfetta. Io sono quasi un'inetta (ride). Lei non era esattamente così, e credo che entrambe conosciamo i nostri ruoli nel rapporto e ci sosteniamo a vicenda.

D. Uscendo dalla relazione, prova a guardarla staccandola da Venus come tennista e giocatrice. L'hai vista matura?
R. Penso che sia maturata in molti sensi. Non mi preoccupo più troppo per lei. Rispetto le decisioni che prende. Non mi preoccupo se prende una decisione che io proverei a non farle prendere. Sul campo, è sempre Venus Williams. Tenace. va su ogni palla, comunque. Non puoi mai scommettere contro di lei.

D. Tante giocatrici hanno detto che non immaginano nemmeno com'è giocare contro una sorella su un palocoscenico così. Per te e Serena com'è e che tipo di tensione, se ce n'è stata, ha portato su voi individualmente?
R. Non credo che molte giocatrici possano immaginarlo. Penso che pochi giocatori abbiano avuto un fratello o una sorella che fossero atleti di classe mondiale quando anche loro erano atleti di primo livello. E' una benedizione in sè. E credo che se altri si trovassero nella stassa situazione sarebbero felici per il loro fratello o sorella perchè vorrebbero che che facessero bene e non vorrebbero vederli subire una bruciante sconfitta o non vincere un match che dovrebbero vincere, o subire una sconfitta di misura o cose simili. Vorresti invece che per loro le cose funzionassero. Vorresti giocarci contro. Si tratta semplicemente di volere il meglio per tua sorella e desiderare che faccia bene, ovviamente finchè non gioca contro di te (sorride).

D. E' un fattore per te, mentalmente, che Serena ti abbia battuto qui nelle due ultime volte in cui vi siete affrontate in questa situazione?
R. Naturalmente rispetto lei come giocatrice più di chiunque altra. Penso che sia l'unico fattore che interviene. Attualmente la rispetto come giocatrice.

D. Alcuni hanno notato, che ci creda o no, che c'è ancora un po' di scetticismo attorno alle partite fra voi due sorelle. Elena Dementieva ha appena detto che crede che l'esito della partita sarà una decisione di famiglia. Potresti dirci cosa accade quando Venus gioca contro Serena e se c'è una qualche decisione familiare, una qualche discussione prima del match.
R. Be', la cosa principale è che trovo la domanda estremamente offensiva perchè sono estremamente professionale in tutto quello che faccio sul campi e fuori. Io dò il massimo nello sport, e ho tantissimo rispetto per me stessa e la mia famiglia. Ogni menzione di questo sospetto è estremamente irrispettoso per chi sono, per quello che ho fatto e per la mia famiglia. Ecco come intendo tutta la questione.

D. Penso che Elena...
R. Non stavo parlando di lei. Stavo parlando della domanda.

D. Penso che Elena si sia sbagliata. Penso che non abbia compreso. Si stava complimentando molto con voi due. Ha detto che sarebbe stata una decisione in famiglia, cioè che avrebbe vinto qualcuno della famiglia. Credo sia stata una questione di linguaggio. Non penso volesse dire che la partita verrà decisa a tavolino in famiglia.
R. Dobbiamo cambiare argomento perchè questo è ridicolo.

D. Venus, l'ultima finale fra te e Serena in uno slam risale a cinque anni fa, per via degli infortuni e di tutto il resto. Se ci rifletti un attimo, assumendo che lei vinca, puoi dirci che significa per voi due tornare di nuovo in cima al tennis mondiale?
R. A questo punto l'obiettivo principale di entrambe era arrivare in finale. A quel punto ogni Williams va per sè. Il nostro obiettivo è soprattutto star bene fisicamente. Se staremo bene, allora potremo continuare a scalare le classifiche. Naturalmente crediamo che possiamo essere al top, ma dobbbiamo incrociare le dita e continuare a lavorare duro.

D. E' mai stato brutto per te giocare contro tua sorella e, come hai detto, non vuoi vederla giocare male. Se tua sorella all'improvviso giocasse male, ti sei mai sentita triste per lei?
R. No. Nemmeno quando ero più giovane.

D. Hai giocato con lei 15 volte. Ci puoi raccontare un paio di momenti o di partite che ti sono rimaste particolarmente impresse.
R. Ooh, da dove comincio?

D. Avete iniziato in Australia nel '98.
R. Sì, mi ricordo la finale degli Australian Open. Ho giocato al meglio e lei è stata semplicemente migliore di me. C'è stata una serie di partite in cui lei giocava semplicemente meglio di me al momento, quel giorno. Era certamente al top. Arrivavo da un paio d'anni in cui avevo vinto praticamente tutto. Ero stanca. Lei invece arrivava da due anni in cui non aveva vinto ed era ancora più carica. Perciò è stato come un bilanciamento tra il suo andare su e il mio essere stanca, un po' provata. Ma ovviamente anche qui abbiamo giocato grandi finali. Alcuni dei miei ricordi più belli sono legati a questo torneo.

D. Domani dopo aver concluso la partita di doppio, prenderete strade separate?
R. No, viviamo insieme, torneremo a casa insieme.

D. Passerete la serata insieme, domani sera?
R. Ci prepariamo in modi diversi. Generalmente io leggo un libro, lei guarda un film. Solite cose. La stessa preparazione di sempre.

D. Vi dite qualcosa la notte prima? C'è qualcosa che una dice sempre all'altra prima di un match, contro qualunque avversaria?
R. No, non ci sono consigli o suggerimenti a questo punto. Le diròq qualcosa ma certamente lei non mi dirà okay, gioca sul mio diritto perchè mi fa male il polso. Niente di tutto questo.

D. Puoi immaginare di avere una carriera da professionista senza Serena?
R. No, non credo che avrei raggiunto questo livello, perchè tante volte mi sono ispirata a lei. Mi ha aiutato ad essere una lottatrice e a non arrendermi mai. Questo è quello che mi ha dato.

D. Non è un segreto che la vostra famiglia è arrivata al tennis in maniera diversa dalla norma. Non avete giocato i tornei junior. A parte gli infortuni, siete state più tempo lontane dal tennis, avete programmato meglio la vostra carriera. Ora avete 26 anni e siete ancora al top. E' un manifesto verso un approccio non ortodosso al tennis?
R. Abbiamo dei geni ottimi. Penso che sia tutto nei geni, ad essere onesti. Mio padre e mia madre eranop davvero buoni atleti. Penso che siamo state benedette dai geni. Credo poi che il tempo passato fuori dal tennis abbia contribuito. Non abbiamo iniziato col botto, pensando di fare tutto subito.

D. Quella prima finale a Key Biscayne sembra lontanissima. Cosa ti ricordi della tensione, se ce n'è stata, prima di quel match, poi forse il sollievo perchè la partita era finita?
R. Sicuramente io volevo vincere. Penso che la mia famiglia voleva vedermi vincere perchè ero la sorella maggiore. loro pensavano che io avrei dovuto vincere perchè ero la più grande e Serena avrebbe avuto delle chance in seguito. Personalmente è quello che sentivo. Non hanno detto niente. Altre volte ho sentito che loro sentivano, Serena non ha vinto perciò adesso è il suo turno.

D. E' stata come la festa del debutto per Serena?
R. Lo è stato? Non lo so, stava giocando un gran tennis già prima di quella finale, perciò penso sia stata solo una tappa sulla strada della gloria per lei.










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