“Ci son tanti posti liberi nelle campagne inglesi e lui vien qui a fare il regista…mah!”. Marcos
Clerici/Tommasi – Dementieva/Venus
“Siamo qui per Miss Wimbledon 2008: il campo si trasforma in una verde passerella. Ma che belle…guardate, gente!! Pensate se le avessero…lo dico, se le avessero fatte giocare…nude!”. Rino, uomo di mondo ed assai pratico, lo accompagna così: “Ellallà! Ma va bene anche così: l’immaginazione è meglio della realtà”. Non sempre. “Eccola qui! Per me, la Dementieva è la più attraente tra le bianche…o no?”. “E’ la seconda…io preferisco l’Hantuchova”. Rino, per la prima volta, si confessa in pubblico. Clerici passa ad altri argomenti: “Ho saputo che Elena s’è fatta psicanalizzare perché associa il match point al lupo di Cappuccetto Rosso. La sua nonna le raccontava sempre quella fiaba e lei, quando arriva al match point, crede di vedere il lupo”. Preciso che non solo i virgolettati non riportano fedelmente le parole dei cronisti, ma anche che, quando parla Gianni, non so mai se sta raccontando favole o verità! Il giudice di sedia è la portoghese Alves: “Il Portogallo non ha grandi giocatori, ma grandi arbitri”, spiega Tommasi. Al servizio Dementieva: “E’ un inizio un po’ preoccupante per la bella Elena…”, sospira Clerici, oggi sentimentalmente combattuto. “Risposta vincente di Venus Williams: c’è, dunque, il break!”, avverte Rino, che aggiunge: “Gianni…la finale è Williams contro Williams”. Ad un primo piano di Venus: “Che fascino…che labbra! Non le ha mica messe a posto col botulino, come fanno le nostre miss! Quello che veste è un modellino di sua creazione, che non contempla l’aiuto del reggipetto”. Fondamentale precisazione di Gianni, ma l’attento telespettatore s’era già convinto della mancanza di quell’aiuto.
Williams, ad un metro dalla rete, trova una palla comoda da chiudere, ma, col dritto, la spinge un metro oltre la riga di fondo: “Ma questa qui…già prima ne ha messa fuori una che bastava toccare!”, Gianni commenta un colpo. Poi, torna in sé: “Come si china, Venus: non ha manco piegato il ginocchio, per raccogliere la palla con le sue splendide ditine…”. Tommasi entra al momento giusto: “Però! Questo è un buon rovescio!”. Elena conquista la quarta palla break, con uno splendido diagonale rovescio vincente. Clerici demoralizzato: “Prima di fare un game, Dementieva…”, “…deve averne 7 o 8 di palle break”, chiude Rino. Con un dritto anomalo e vincente, l’americana si porta sul 2 a 0. “Tommasi…tu che hai già vinto due volte il concorso pronostici: chi è che vince qua?”. “Venus, in diciassette game”. “Nello sperare che tu abbia torto, temo che non ne avrai”. “E allora è tre a zero pesante!”. “Eh sì…Venus insiste sapientemente sul dritto di Elena”. “Meno male che ci sono le Williams a tenere alto il morale degli americani: gli uomini sono usciti subito”. “Hai ragione Rino: gli uomini americani vanno maluccio. Se non ci fossero le Williams ed Obama!”. Qualcosa non mi torna.
Rino prosegue nell’analisi del match: “C’è una scarsa attitudine a rispondere a servizi così veloci: Venere batte a venti chilometriallora in più, rispetto alle altre”. Infatti, 4 a 0. Gianni unisce l’utile al dilettevole: “Come vedete, c’è un pochino di vento, che ottiene eleganti effetti sulle sottanine, ma che può disturbare il gioco. Dementieva sta cercando di velocizzare i colpi: così facendo, però, rischia di sbagliare di più”. Williams, a rete, con una bella volée bassa di dritto: “E questo è un colpo che poche giocatrici sanno fare!”. Gianni si dispiace del fatto che, ormai, di colpi del genere, nel tennis femminile se ne vedono troppo pochi. Poco dopo, Dementieva sbaglia una palla corta: “Ha provato…ma è venuta troppo lunga: il pallino ce l’ha in mano sempre Venere”. Nello stesso game, la russa spreca il primo vantaggio: “Appena ha avuto la palla per fare il game, ha fatto il doppiofallo”, commenta Tommasi. Al termine d’un gioco particolarmente combattuto: “Ohhh…povera Elena: ce l’ha fatta!”. “Ha tenuto il suo servizio…c’è un applauso d’incoraggiamento del pubblico: 4 a 1”. “Eh…povera ragazza, sommersa da una marea nera! Noi siam qui a tirarla lunga, ma la partita la ghè no, come dicono a Milano!”. Gianni continua: “Per rispondere col rovescio a queste prime, ci vorrebbe la Henin”. “Voci di spogliatoio fan pensare al desiderio di un suo ritorno: generalmente son contrario, ma questa volta…”, la deroga di Rino. “Se tu pensi per un attimo a quanti ritorni ci sono riusciti…da condizioni pietose!”, lo aiuta Clerici. Che insiste: “Sempre sopra ai cennovanta!”. 5 a 1. Uno schiaffo di dritto al volo di Venus chiude il set: “61 il primo set in 38 minuti. Insomma…mi pare proprio, caro Gianni, che di partita ne vedremo ben poca”. “E va bè, Rino…è venuta a sapere che hai pronosticato la sua sconfitta in 17 game ed è entrata in campo scoraggiata!”.
Clerici è sinceramente stupito dalla potenza del servizio americano: “E questa qua andava solo a 196…”. “Perché era in diagonale!”, precisa Rino. “Anche il nastro è a favore di Venere…”. “Il nastro e gli astri!”, somma Tommasi. Gianni, spirito laico se ce n’è uno, ribatte: “Sì…il nastro, gli astri, ma anche le qualità”. Tolto il nastro, che è lì esattamente come la rete, e tolti gli astri, condivido appieno. Ora si gioca di più: “Attacco un po’ audace, questa volta: da questo eccesso di sicurezza, si può capire come si senta ora, Venus…”. “Le ha quasi tolto la racchetta dalle mani! 1 a 0 Williams”, anche Rino è folgorato dal servizio americano, ma riesce a continuare: “E questa è dura…questa è dura: 2 a 0!”. Con un dritto anomalo degno del Bombardero Gonzalez, Venus allunga. “Ha dovuto fare due miracoli, Elena. Poi, Venus ha avuto pietà e le ha concesso il punto, Rino…”. “Questa è lunga! E, allora…attenzione: due palle break per Dementieva!”. Il pubblico applaude di nuovo, per incoraggiare la russa. Venus salva un break point con una prima a 201, ma nulla può sul secondo: “E finalmente, giustamente, il nastro ha pietà. Break per la Dementieva: 2 a 1!”, Rino tifa perché il match divenga più interessante ed affida al nastro più meriti di quel che merita. Lo stesso nastro, poco dopo, favorisce Venus: “Questa volta, Elena è stata sfortunata…è un po’ troppo sorridente, però: in quella circostanza lì, non ti sdrai per terra sorridente per compiacere le telecamere. Tiri una bestemmia alla madonna e metti giù la testa!”, Clerici spiega a suo modo l’importanza di essere aggressivi sul campo da tennis. Elena preferisce non bestemmiare, sorride e, lottando, conquista il 2 pari: talvolta, è possibile sfidarsi anche col sorriso sulle labbra.
Sul 3 a 2 per Venus, giro sulla coppia Pero/Lombardi, anche per evitare la pubblicità, che raramente mi appassiona: Schuettler e Clement, clamorosamente ai quarti, sono al tie break del terzo set. Il tedesco è avanti per 6 a 0: “Però!”, penso, “…che batosta per il francese! Quasi quasi, mi fermo qui e vedo la conclusione del set”. Clement si produce in un epico rimontone: 6 pari. Schuettler, dalla rabbia, è più verde dell’erba, ormai consunta dalle suole dei campioni. Si cambia campo, col francese al servizio: doppiofallo. Serve il tedesco: ace. Il tennis l’ha inventato il diavolo, disse un giorno Panatta.
Dopo una mia breve pausa telefonica, sento Clerici lamentarsi: “Il regista non s’è accorto che la palla aveva sfiorato il nastro: dilettante!”. Con uno slice esterno, Venus si porta in vantaggio: 5 a 4. Lo scriba stuzzica il collega: “C’è anche di mezzo il pronostico di Tommasi: se finisce qui, l’ha preso in pieno. Io preferirei almeno un sei pari…”. “Anch’io!”. Anch’io…ho puntato sul due set a uno per Venus! “Quando si serve sul 4 a 5, Clerici, si ha più paura…”. “Eh sì, Rino…si vedono le streghe”. “Si vede il lupo!”, Rino molto scrupoloso. “Piena nuvoletta di gesso, per Dementieva…”. “Questo è pieno telaio, per Venus!”. A stare insieme, i due si divertono da morire e ci divertiamo anche noi! “Vedo male il tuo pronostico, Rino…”. “Ed io vedo bene la partita, Gianni…”. “Prevale il tuo spirito sportivo e professionale, rispetto ai tuoi interessi egoistici”. Di questi tempi, ragazzi, è una rarità! “Gran dritto…gran dritto! 5 pari”, s’entusiasma Tommasi. “Da una sorta di allenamento, ne è uscita una partita”, prende atto il vecchio compagno di cronache.
“Non è parsa intimorita dal ritorno della bella Elena”. “Sì, Gianni, ma il nastro ha scelto la Williams!”. Dementieva lotta su ogni palla: “E questa è dura…”. “Sì, Rino…è dura soprattutto per chi è dotato di una volée abbastanza scolastica”, Venus non riesce a chiudere quella bassa col dritto, ma, nel punto successivo, ne chiude una col rovescio. Clerici aspetta invano il replay: “Ci son tanti posti liberi nelle campagne inglesi e lui vien qui a fare il regista…mah!”. Poi: “Ooohhh, Venere! Oltre alla visione di quel magnifico gonnellino sollevato dal vento, ci vuole offrire il tie break…eccolo li: 6 pari!”.
“Fuori! Eccolo!! Eccolo il maledetto doppio fallo! Povera ragazza…avrebbe bisogno del Dr. Freud, o del Dr. Jung, insomma…di un esperto! Beh…Anche Venus col doppiofallo: contagiata! La sindrome del fallo!! E’ diffusa, Rino?”. “Mah…non so”. Elena si porta sul 3 a 2, con servizio, dopo una clamorosa cantonata dritta e americana. È un errore dietro l’altro: “Tipicamente da sesso debole, come si diceva una volta, Rino…”. Dementieva chiede un HawkEye, ma le servono una granita al limone: 4 a 3 per Venus. “Su sette punti, Rino, ci sono stati sette errori. Emblematico della fragilità femminile. Pensavo fosse scomparsa, dopo tanti anni di matrimonio…”. Son qui che rido mentre scrivo, Gianni! “Al diciottesimo tiro cadde la bella Elena! 5 a 3. Ed il dodicesimo se ne va!”. Interviene prontamente Tommasi: “Tre match point per la Williams!”. “Ecco qui! Un’ora e quarantadue minuti. Vince, dunque, Venus Williams, che va in finale in un torneo che ha già vinto quattro volte”. Sulla rete, per la stretta di mano, le ragazze si sorridono con ammirevole sportività. “Ed è la prima Williams in finale. Meglio che si affretti ad uscire dal campo, Elena…ha un appuntamento con lo psichiatra. Povera ragazza: le darei una sicurezza, io…la vorrei allenare!”. Contala giusta, Gianni, contala giusta!
Clerici: 8
Tommasi: 7/8
Dementieva: 6/7
Williams: 8