Botta e risposta tra le due tenniste, avversarie in semifinale, sulla regolarità della finale tra le due sorelle Williams. La russa poi attribuisce tutto al suo scarso inglese. Enrico Riva
Dalle precoci eliminazioni di Sharapova, Ivanovic e Jankovic il tema di una possibile finale tra le due sorelle Williams è stato sviscerato in tutte le salse. L’attesa per l’ultimo atto di Wimbledon 2008 è onestamente abbastanza tiepido, il che è sorprendente data la caratura delle due contendenti e il loro palmares a Wimbledon (Serena ha vinto due volte nel 2002 e nel 2003, Venus quattro nel 2000, nel 2001, nel 2005 e nel 2007). Il motivo è presto detto: ogni volte che le due sorelle si sono affrontate in una finale, a nessuno è mai parso che fosse una sfida vera. Le affermazioni di Elena Dementieva al termine dell’incontro perduto oggi 61 76 contro Venus hanno ulteriormente aumentato le polemiche sulla finale, sollevando un polverone che solo che solo ulteriori precisazioni della russa a margine dell’intervista hanno cercato di smorzare.
Andiamo con ordine. Da giorni, durante le conferenze stampa del dopo partita, Venus e Serena sono state tempestate di domande alla ricerca di un seppur minimo segnale di rivalità tra le due, una scintilla che dia un valore aggiunto a quella che tutti temono sarà una finale senz’anima. Le due sorelle abilmente si sono districate da tanto fuoco di fila adducendo un rapporto idilliaco, che va ben aldilà del campo da gioco e che non potrebbe in alcun modo essere, anche solo minimamente, minato da una partita di tennis, anche fosse l’ultimo episodio del torneo di Wimbledon. Insoddisfatti da tanta conciliante apatia agonistica i cronisti hanno girato la stessa domanda a Dementieva, la quale con il consueto candore ha acceso la miccia: “Probabilmente giocheranno tra di loro. Non so cosa dire. Io non riesco ad immaginarmi di poter giocare contro qualcuno della mia famiglia. È una situazione difficile. Certamente sarà una decisione di famiglia”. Immediatamente interrogata sulla possibilità che la partita potesse essere decisa a tavolino Elena non ha prontamente preso le distanze dalla cosa commentando: “Non so cosa succederà, non mi sono mai trovata in una situazione del genere. È difficile dirlo”. In ogni caso interpretando il pensiero comune ha concluso: “Penso che sarebbe molto più interessante se la finale fosse giocata da una delle due sorelle contro un’avversaria diversa. […] Loro si conoscono troppo bene, si allenano sempre assieme, alla fine non sarebbe una vera battaglia”.
Tanto è bastato per scatenare la reazione di Venus, puntualmente punzecchiata nella successiva intervista con le considerazioni di Elena. La tennista americana si è detta “piuttosto offesa dalle insinuazioni” ribadendo che la sua professionalità non era in dubbio a causa dei legami familiari. “Ogni allusione alla cosa è altamente irrispettosa per quello in cui credo e per la mia famiglia” ha aggiunto visibilmente alterata. Ogni tentativo di scagionare Elena dalla polemica è stato inizialmente rintuzzato da Venus che ha lapidariamente smorzato la questione definendola “ridicola”, nonostante i giornalisti si siano affrettati ad attribuire al non perfetto inglese della russa il fraintendimento.
E proprio a questioni semantiche fa riferimento la precisazione rilasciata in serata da Dementieva che ha dichiarato: “L’inglese non è la mia lingua madre e mi scuso per non saperlo parlare meglio. Non ho pensato per un solo istante che il match tra Serena e Venus sarà una decisione di famiglia. Volevo dire che è una situazione straordinaria per una famiglia giocarsi una finale dello Slam. Ho molto rispetto per Serena e Venus, sono persone estremamente professionali in tutto ciò che fanno e hanno dato molto a questo sport. Credo che la finale sarà molto combattuta perché loro sono due grandi lottatrici.”
Sufficiente per placare le polemiche. Ma sarà così?
Enrico Riva