Il tedesco ha la meglio dopo una battaglia durata ben 5 ore e 12 minuti contro Clement (secondo match più lungo del torneo) e approda così in semifinale, dove affronterà Rafael Nadal. Luigi Ansaloni
Wimbledon - La pioggia, tornata come d'abitudine (ci aveva quasi fatto preoccupare), ha dato tragua necessaria per emettere il verdetto dell'ultimo quarto di finale maschile. Sarà dunque Rainer Schuettler il “vaso di terracotta” di Manzoniana memoria a far compagnia a Roger Federer, Marat Safin e Rafael Nadal, gente dal materiale sicuramente molto più duro, nelle semifinali, che si disputeranno domani, del torneo di Wimbledon. Il tedesco ha sconfitto il francese Clement ( 6-3 5-7 7-6 6-7 8-6) dopo una battaglia iniziata ieri e durata ben 5 ore e 12 minuti. Un tempo storico: questa diventa infatti il secondo incontro più lungo nella storia del torneo,dopo quello tra gli americani Holmes e Witsken, (secondo turno del 1989), durato 5 ore e 28 minuti. Curiosamente, Arnaud Clement non è certamente nuovo a imprese del genere, visto che il francese è il detentore della “maratona” per eccellenza del tennis, ovvero il match giocato contro Fabrice Santoro al Roland Garros del 2004, finito 16-14 al quinto set e durato, pensate un po’, qualcosa come 6 ore e 33 minuti! Purtroppo per il povero Clement, le lunghe durate non devono portargli benissimo, visto che ha perso entrambi gli incontri…
Numeri a parte, si deve dare del gran merito a Schuettler , ex numero 5 del mondo e ora caduto un po’ in disgrazia (ora è numero 109 in classifica) che raggiunge la sua seconda semifinale in un torneo dello Slam, dopo quella conquistata(e poi vinta contro Andy Roddick) in Australia nel 2003, torneo poi concluso con la sconfitta in finale subita da Andre Agassi, che tanto per aggiungere un nuovo tassello al puzzle delle coincidenza, aveva battuto pure Clement in finale e sempre in Australia nel 2001. Adesso il tedesco affronterà, in un incontro che sembra davvero al di fuori della sua portata, Rafael Nadal
Di sicuro il buon Rainer rientra nella schiera dei semifinalisti a sorpresa di Wimbledon. In tempi recenti ricordiamo il serbo (allora Jugoslavo) Zivojinovic, che nel 1986 costrinse il grande Ivan Lendl al quinto (6-2 6-7 6-3 6-7 6-4), oppure l'americano Wheaton, sconfitto da Boris Becker nel 1991 in tre parziali. L'edizione 1996, oltre alla vittoria dell'olandese Krajicek, sarà anche ricordata per i nomi non proprio altisonanti in semifinale come quelli dell'australiano Stoltemberg e dell'americano Washington (che sconfisse il connazionale Martin e arrivò in finale). Nel 1997, con Sampras nuovamente sul treno, fu l'australiano Woodbridge, grandissimo doppista ma singolarista non proprio eccelso, a issarsi fino in semifinale. Nel 2000 sulla strada verso la vittoria del suo settimo e ultimo Wimbledon Pistol Pete trovò nel penultimo atto il bulgaro Volchkov, e nel 2002 due giovanotti pressocchè sconosciuti come David Nalbandian e il belga Xavier Malisse monopolizzarono la parte bassa del tabellone, raggiungendo la semifinale. Vinse l'argentino, poi confermatosi a quei livelli, mentre il buon Xavier, pur dotato di indubbio talento, non raggiunse mai più un risultato del genere negli Slam.
Luigi Ansaloni