Marat Safin d Feliciano Lopez 3-6, 7-5, 7-6, 6-3 Trad. a cura Alessandro Mastroluca
D. Molta gente ti aveva dato per finito qualche tempo fa. Ora eccoti invece in semifinale. Dicci come hai fatto a voltare pagina.
R. Anch'io pensavo di essrmi perso completamente per come giocavo gli anni scorsi. Non funzionava niente finchè non ho cambiato allenatore, non ho provato a fare qualcosa di diverso, ma non avevo grandi aspettative. E poi, nemmeno all'inizio di quest'anno le cose funzionavano. Perdevo al primo giorno una settimana sì e l'altra pure. Ero disperato, non sapevo cosa fare. Poi, all'improvviso, così, dal nulla ho iniziato a giocare meglio sulla terra e la fiducia è piano piano tornata. Ho avuto cattivi sorteggi, ho pescato Ferrer, ho giocato contro Davydenko al Roland Garros. Ma mi sentivo meglio sul campo e ho iniziato a ritrovare la fiducia. Questa è l'unica cosa.
D. E' ironico quello che potrebbe accadere a Wimbledon?
R. Sì. Le stranezze accadono.
D. Oggi Lopez ha giocato corto sul rovescio. Quanto è stato difficile per te affrontarlo?
R. E' un giocatore scomodo. E' un mancino, e gioca tagli slice alla grande. Cambia ritmo ogni volta. Serve bene, mette un sacco di pressione. E poi ha esperienza, sa cosa fare. E' molto intelligente sul campo. E' scomodo perchè non ti permette di giocare lift, non puoi attaccare, sulle sue palle non puoi fare niente di speciale, non puoi scendere a rete. Devi solo ributtarla di là finchè non ti capita una palla più corta, mi ci è voluto un set e mezzo per abituarmici, perchè non riuscivo a leggere nemmeno il servizio. Così c'era molta pressione anche quando servivo io solo per restare in partita. Ma è molto furbo ed esperto. Il suo gioco è perfetto per l'erba.
Q. It's ironic it would happen in Wimbledon, isn't it?
R. Yeah, it happens. Shit happens (smiling).
D. Tu hai vinto uno Slam, poi ti sei infortunato e non hai giocato granchè; poi hai vinto un'altro slam, ti sei infortunato di nuovo e ancora hai giocato male. Ti sorprende a volte la carriera di Marat Safin?
R. Sono sorpreso di essere ancora qui. Sono sorpreso di aver vinto due slam. Nel '95 le cose non sembrava potessero andare così. Perciò ringrazio le persone che hanno creduto in me e che mi hanno dato i soldi.ò E' curioso. Perchè se nessuno crede in te, non ti danno un extra di 10 mila dollari e fondamentalmente la tua carriera è finita e nessuno potrebbe pensare che tu diventerai il prossimo campione russo, vincitore agli Us open e agli Australian Open. Se guardo indietro, sono davvero molto stupito di me stesso. Non importa quanti infortuni ho avuto. La mia carriera è stata grande. Il tennis è stato grande.
D. E' più interessante avere una carriera come questa?
R. Naturalmente preferisco quella di Federer. Ma devo vedermela con le cose che ho nella mia vita. Un sacco di infortuni qua e là. Sono stanco di dover fare dei recuperi ogni stagione. Un po' mi annoia, ma è la mia carriera. E' la mia vita nel bene e nel male. E cerco di godermela.
D. Pensi che ti abbia aiutato l'interruzione per pioggia? Dopo sembravi molto più calmo.
R. All'inizio ero molto nervoso perchè lui per me era molto scomodo. Ci ho perso quattro volte. L'ho battuto solo una volta, a Madrid, forse quattro o cinque anni fa. Non mi piace giocare contro di lui, perchè, come ho detto, cambia ritmo. Serve bene, a volte fa chip and charge. Non sai mai cosa aspettarti al punto successivo. In fondo non avevo grande pressione addosso, ma ero lo stesso nervoso perchè volevo fare bene. Ho pensato, è la mia occasione di arrivare in semifinale. Non può andare meglio di così. Devo coglierla. Però la cosa mi rendeva allo stesso tempo nervoso.
D. A volte sembrava una partita vecchia scuola, con tanto serve and volley. Eppure la gente dice che i campi sono più lenti.
R. Dovevo cambiare qualcosa per non perdere l'impeto, dovevo farlo pensare di più. Non vuol dire che avrei fatto serve and volley per il resto della partita, ma per un paio di game, così lui doveva riflettere di più e provare a mantenersi in gioco. Dovevo tenere il servizio, perchè alla fine avrebbe perso qualche punto con la prima di servizio e io potevo avere l'occasione di giocare da fondo. Ma per farlo devi tenere il servizio. Oggi non ho servito certo bene, perciò ho dovuto mischiare un po' le carte, perchè da fondo le cose non andavano granchè all'inizio.
D. Quanto della tua felicità complessiva ha che fare col vincere?
R.Ho 28 anni, nella mia vita sono già successe un sacco di cose. Mi piace vincere ancora un altro match, poter girare con un gran sorriso stampato sul volto. Ma per me è più un sollievo essere per la prima volta nella mia vita in semifinale a Wimbledon. Ma è grandioso, è incredibile. Vuol dire che posso davvero giocar bene su questa superficie. Naturalmente sono felice, ma è una felicità diversa. Non è la stessa di quando hai 20 anni e arrivi in semifinale per la prima volta e pensi che stai volando, che nemmeno stai toccando il terreno. Ora è diverso. Certo bello, ma in un modo diverso.
D. Ma per uno che ha vinto tornei dello slam, la felicità più grossa deve arrivare dai titoli nei major, dal battere i migliori.
R. E' la stessa cosa. Quando ho vinto gli Australian Open è stato un grande sollievo. Non ero felice. Era più una sensazione del tipo, oh mio Dio, grazie a Dio ho vinto il secondo titolo perchè ho già perso due volte gli Australian Open. Mi serviva un secondo titolo dello slam. Avevo così tanta pressione addosso che non potevo nemmeno camminare dritto. Era un po' troppa la pressione e così non ti diverti nemmeno a giocare. A volte è una sofferenza. Naturalmente, quando tutto funziona alla grande è incredibile. A 20 anni nessuno si aspetta niente da te e tu arrivi e batti Sampras in finale a New York. E' un'altra storia. ma poi, cinque anni dopo, la gente si chiede che sta succedendo? Non ha vinto uno slam. Che gli succede? Perciò per me fu un brande sollievo. Qui sono felice perchè è anche un sollievo per me che sono 75 al mondo e ora rientrerò nei primi 50. Ma voglio tornare fra i primi 20. Ora questo è il mio obiettivo. La felicità che ho adesso però non mi basterà a sorridere per tutta la stagione. Ho tanto lavoro ancora da fare.
D. Questo torneo ti ha dimostrato ancora una volta esattamente quanto puoi valere e che puoi ancora esserci? Roger ha detto che la tua classifica è ridicola.
R. Be' potrebbe cedermi un po' dei suoi punti. Sta a lui. Ma se non vinci, precipiti in classifica. Io ho perso tanti match che potevo vincere, e qualcosa si è rotto. Ho iniziato a perdere fiducia. Ti ritrovi 79, 80. Quest'anno ero addirittura 95 e ho dovuto giocare le qualificazioni ad Amburgo. Lì ho davvero toccato il fondo. Era decisamente troppo. La gente pensava che non ci sarei andato? E invece ci sono andato. Mi sono qualificato. E sono stato ripagato. Penso che questo torneo sia la ricompensa per le quali di Amburgo.
D. Quanto sei vicino al tuo miglior livello?
R. Durante la settimana ho avuto dei match duri. Per esempio contro Seppi, è un grande giocatore. Wawrinka non l'avevo mai battuto. Anche contro Lopez è stato un match difficilissimo. Penso di aver giocato un gran tennis e molto, molto vicino al mio miglior tennis. Ma con un servizio appena appena migliore e mixarlo un po' con il gioco di volo e penso che sarebbe grandioso.
D. Come vedi la semifinale con Federer? Credi di poterlo battere in questo torneo?
R. Hai vinto quattro partite e ora ti tocca sfidare Federer. Okay, sto per giocare le semifinali, ma questo non vuol dire che qui ho una chance, perchè il ragazzo ha vinto quante volte già qui? Cinque, sei, ed è sulla via del settimo titolo. E' la mia prima semifinale, perciò i livelli sono un po' diversi. Per battere Federer devi essere Nadal e correre come un coniglio e tirare vincenti da ovunque. Ma sì, perchè no? E' un'altra occasione per me. Ma penso che per me sarebbe un po' troppo difficile batterlo.