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La grandezza di Rafa

Tutti i progressi del maiorchino
Sarebbe un degno campione di Wimbledon?

Lo spagnolo è solo un giocatore muscolare o invece è dotato anche di talento? Cerchiamo di scoprirlo in questa dettagliata analisi. Roberto Commentucci

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Nello sport, come nella vita, è tutto un saliscendi di alterne fortune. Si passa dalla polvere agli altari, e viceversa, nello spazio di un mattino.

Il tennis non fa eccezione. Prendete quel che è successo a Nadal in questo 2008.

Solo pochi mesi fa, alla fine di gennaio, il maiorchino veniva definito come un giocatore in parabola discendente, un tennista muscolare che aveva prematuramente logorato il suo fisico con un gioco troppo dispendioso. Si susseguivano le voci sui suoi malanni alle ginocchia, si registravano sconfitte brucianti, come i due durissimi ko subiti da Youzhny a Chennai e da Cassius Jo Tsonga a Melbourne. La nuova stella, l’altro nascente, era Novak Djokovic, che sembrava destinato a scavalcare lo spagnolo e addirittura a sedersi in breve tempo sul trono del tennis.

Mentre i soloni pontificavano Nadal, in silenzio, con la solita truce determinazione, svolgeva il suo massacrante programma di allenamento, continuava ad affilare le armi e ad affinare la sua tecnica. Le prime avvisaglie del nuovo Rafa si sono viste sulla superficie a lui più più avversa, il cemento, con la finale raggiunta a Miami. Poi, la primavera europea sulla terra rossa è stata una apoteosi, un dominio imbarazzante, terrificante, con gli avversari, tutti, ridotti al ruolo di sparring partner, fino alla finale di Parigi, nella quale il terribile balearico ha spietatamente demolito un inerme Roger Federer dall’alto di una superiorità mai così netta. Non fosse stato per una enorme vescica, che gli ha impedito di trionfare anche al Foro, a Rafa quest’anno con ogni probabilità sarebbe riuscito uno spaventoso en plein rosso (Montecarlo-Barcellona-Roma-Amburgo-Parigi).

Si passa sui prati, e la musica non cambia: ecco subito la vittoria al Queen’s, sull’erba più rapida. A Wimbledon, nel tempio, è di nuovo nei primi quattro, dopo aver dato ieri l'ennesima dimostrazione di forza travolgendo l’enfant du pais, uno sbigottito Andy Murray. Domenica Rafa con ogni probabilità si presenterà nuovamente in finale, per il terzo anno consecutivo, e stavolta sembra davvero avere tutte le carte in regola per espugnare l’ultima roccaforte di Federer e realizzare così la storica accoppiata Roland Garros-Wimbledon, un’impresa che nel tennis maschile non si verifica da 28 anni, dai tempi di Bjorn Borg. Ma da dove viene questo nuovo Nadal?

La verità è che tutti noi siamo stati ingannati. La traboccante forza fisica del maiorchino, il suo precocissimo spessore agonistico, la sua enorme capacità di concentrazione, l’inarrivabile abilità difensiva, ce lo hanno fatto collocare, prematuramente e affrettatamente, nello stereotipo del giocatore muscolare, privo di talento, pedalatore. Di lusso, ma pedalatore. Una versione isolana e vitaminizzata di Thomas Muster, insomma. Inoltre, la sua grande maturità tattica, e il fatto che sia arrivato giovanissimo ai vertici, ce lo fanno sembrare più vecchio di quanto non sia. Infine, c'è stato molto scetticismo sulla capacità dello zio Toni, il suo allenatore da sempre, di rendere Rafa un giocatore più evoluto.

Apriamo gli occhi e vediamo le cose come stanno: Rafael Nadal è un giovane, potente e talentuoso tennista di 22 anni. Quindi nella fase ascendente della sua carriera, in costante miglioramento fisico, tattico e soprattutto tecnico. Rispetto allo scorso anno, infatti il maiorchino ha apportato diversi perfezionamenti al suo gioco, e ha notevolmente ampliato il suo bagaglio tecnico. Sono questi progressi che spiegano il suo fin qui fantastico 2008. Vediamoli nel dettaglio.

In primo luogo, il maiorchino ha leggermente accorciato l'apertura del diritto, divenuta un po' meno ampia. Questo accorgimento consente a Rafa di giocare più vicino al campo, di essere più incisivo in fase offensiva, specie sulle superfici rapide, e di spendere quindi meno energie che in passato.

E' stato ulteriormente migliorato il servizio. Nadal, come nelle scorse stagioni, continua a servire una percentuale molto alta di prime palle, ma la penetrazione della battuta è cresciuta notevolmente, e ora supera spesso i 200 km/h, dandogli molti punti gratis e consegnandogli quasi sempre l'iniziativa nello scambio. Anche questo progresso gli consente di fare meno fatica che in passato.

Ma i progressi più cospicui sono stati compiuti dal lato del rovescio, un colpo dove lo spagnolo è cresciuto tantissimo: fino allo scorso anno, Nadal giocava quasi esclusivamente il rovescio bimane in top spin sulla traiettoria incrociata. Questo limite lo rendeva prevedibile nel palleggio e anche nel passante, nei rari casi in cui il maiorchino si trovava a fronteggiare un attaccante intelligente (vedere il match con Tsonga in Australia). Ora invece quando viene pressato sul rovescio Nadal ricorre al lungolinea con frequenza e sicurezza. Questo gli consente di girare con efficacia lo scambio sulla diagonale preferita, la sinistra, dove il suo diritto arrotato gli consegna quasi sempre il punto. In più, Rafa ha reso molto più imprevedibile il suo gioco, imparando a staccare la mano destra dal rovescio per giocare un back di ottima fattura, con il quale sottrae ritmo all'avversario, che viene disorientato dal trovarsi prima a raccattare una palla bassa e senza peso, e poi a fronteggiare un colpo arrotatissimo, pesante e dal rimbalzo estremamente alto. Un cocktail micidiale.

Infine, Rafa è sempre più a suo agio nel gioco al volo. La voleè di rovescio è molto buona e tecnicamente ineccepibile. Quella di diritto risente un po' dell'impugnatura molto chiusa, ma è decisamente migliorata. Inoltre. sulla rete, Nadal può avvalersi di grandi doti acrobatiche e di una eccellente reattività, non disgiunte da un discreto tocco, doti che rendono difficile negare l'evidenza anche ai federeriani più irriducibili: Nadal ha talento da vendere, eccome.

Pertanto, se lo spagnolo dovesse vincere questo Wimbledon, non vi sarà certo da scandalizzarsi, o da gridare alla profanazione del tempio, o da imprecare per la lentezza della superficie. Il maiorchino sarebbe un degnissimo campione, e meriterebbe ampiamente di diventare membro onorario del club di Church Road, come e forse più di tanti vincitori del passato.

Roberto Commentucci

  • 03/07/2008 02:41
    marco.napo
    finalmente sento parlare nel giusto modo e rispetto di nadal. unico appunto e che solo ora che sta vincendo tutto quello che c è da vincere tutti vanno sul carro del vincitore cosa troppo fcile. ora dice bene commnetucci a nadal non resta che vincere wimbledon per entrare nel mito. saludos
  • 03/07/2008 02:47
    Donato
    Roberto sono perfettamente daccordo su quasi tutto!!!!...a me il servizio non pare ancora di gran livello su questa superficie e ancora di meno sul cemento (secondo me deve cecare di migliorare non tanto la prima di sevizio, la quale mi sembra ottima, ma comunque non eccezzionale come quella di Roger, bensì la seconda che mi sembra abbastanza "leggibile" per avversari come roger o nole e alla quale secondo me dovrebbe almeno aggiungere un 10 Km/h in più...per il restO, per me va bene tutto...
  • 03/07/2008 02:51
    Donato
    ....Sarebbe non solo un degno vincitore del torneo più famoso del mondo, ma lo meriterebbe pure!!!!....purtroppo tra lui e la storica accoppiata Roland Garros-Wimbledon c'è un certo 5 volte vincitore consecutivo del torneo.....chissà se quest'ultimo è daccordo???
  • 03/07/2008 09:41
    Voortrekker Boer
    Al di là delle speculazioni non capisco l'ultima frase, chi è che non sarebbe degno tra i vincitori del passato di non avere il proprio nome inciso sulla coppa? A parte Hewitt e Kodes mi pare che l'albo d'oro di Wimbledon non menta sulle qualità di nessuno dei suoi vincitori.
  • 03/07/2008 09:49
    Mariolone
    COMMENTO PERFETTO E VERITIERO AL 150%...Il ''problema'' ( se problema si puo chiamare ) di nadal è che la sua potenza fisica e i suoi recuperi hanno nascosto quelle che sono le sue doti tecniche di altissima caratura...Nadal inoltre è sempre in costante miglioramente ed ogni cosa del suo gioco che nn funziona va a migliorarla...vi faccio vedere che qualora dovesse vincere wimbledon ( cmq difficile da vincere per via di LE ROI) nadal inizierà a lavorare sodo per vincere gli us open perche lui è un guerriero nato e nn ha limiti.GRANDE ARTICOLO..GRANDE GRANDE GRANDE
  • 03/07/2008 10:14
    rafarulez
    Complimenti per l'analisi tecnica.Per fortuna c'è ancora qualche giornalista competente e libero da pregiudizi che dice la verità su Rafa. Sono stanco di leggere inutili commenti sulla t-erba dell'All England come unico fattore dei successi del maiorchino su questa superfice. Nadal è piu' forte dello scorso anno , gioca piu' dentro al campo ed è migliorato molto di rovescio e al servizio, tanto da non concedere mai una palla break a Murray per tutto l'incontro. E migliorerà ancora,anche sul cemento,dove quest'anno ha già fatto vedere di poter benissimo battere specialisti come Berdych e Blake che in passato lo avevano messo molto in difficoltà. Mi auguro vivamente che possa coronare il suo sogno di vincere Wimbledon, non curante dei soloni incompetenti che gli danno dell'arrotino e del pallettaro. Vamos Rafa !
  • 03/07/2008 11:58
    Fabri
    Premetto che Nadal è un gran giocatore e un grande guerriero....Ma Wimbledon è per antonomasia il tempio della classe e dell'eleganza e finchè sua maestà calpesterà quei gloriosi prati l'onore di vincere dovrà spettare sempre a lui. Detto questo mi auguro in un ennesima finale Federer-Nadal e in un grande spettacolo anche se guardando Roger nei quarti di finale con Ancic mi viene da dire che è ingiocabile anche per Rafa. Saluti a tutti i visitatori di questo sito sempre molto esperti e attenti su tutte le vicende che riguardano questo stupendo sport. Fabri
  • 03/07/2008 14:03
    Dan
    Quoto quanto detto in altro post... Premesso che: - Nadal si sta dimostrando persona eccezionale e ottimo tennista; - che il suo tennis non mi piace neanche un po' (de gustibus..); - che dieci anni fa i semfinalisti a Wimbledon erano Sampras, Henman, Krajicek e Ivanisevic; - che cinque anni fa lo erano Federer, Roddick, Grosjean e Philippoussis; - che quest'anno lo saranno, oltre a Federer e Nadal, Safin (che prima d'ora aveva fatto solo un QF nel 2001, perdendo con Ivanisevic, e poi ha sempre fatto malissimo sull'erba) e uno tra Clement e SChuettler (mai oltre il quarto turno, e negli ultimi anni solo il francese aveva superato, e una sola volta, il 1° turno); qualcuno mi spiega dove sarebbe il reato di lesa maestà se affermo con convinzione che Nadal sta ottenendo questi risultati a Londra ANCHE perchè si parla ormai di "erba battuta"?!?
  • 03/07/2008 16:19
    DARTAGNAN
    Roberto, ottima analisi. Se Nadal dovesse vincere il suo primo Wimbledon ben venga. Il mito costruito con solide fondamenta a Roland Garros troverebbe la sua apoteosi. Se sarà ancora Federer a scrivere il proprio nome nell'albo d'oro londinese, ben venga. La sua storia tennistica già leggendaria sarà tra le più belle da raccontare tra qualche anno. Ho dato per certo la finale tra Nadal e Federer. Dubito che Safin possa fermare lo svizzero. Il rendimento del russo dipende da troppe variabili...Nessun dubbio invece di vedere Nadal nell'ultimo turno di gioco. Adesso una domanda quasi di servizio: qualcuno dei wimbledoniani sa quanto pesa la racchetta di Nadal e dove è collocato il bilanciamento dell'attrezzo ?
  • 03/07/2008 20:08
    giulio87
    questa storia dell'erba battuta,per carità è vera, inizia a dare fastidio...Rafa, almeno quest'anno, non arriva in finale perchè l'erba è lenta,magari si può parlare di rimbalzo regolare della palla, ma perche' gioca meglio degli altri,almeno fino in finale, anche sull'erba,come e' successo al queen's
  • 03/07/2008 21:19
    vamos_rafa
    finalmente finalmente un giusto commento che mette in luce le doti di uno straordinario giocatore come rafa...sono davvero contento che finalmente qualcuno se ne sia accorto...
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