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Rassegna stampa del 2 luglio 2008

Wimbledon, la sorpresa si chiama Zheng (Clerici). Piccola Zheng: rivincita la Cina è in semifinale (Martucci). Zheng, la bambolina cinese incanta Wimbledon (il giornale).

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Rubrica a cura di Daniele Flavi

Wimbledon, la sorpresa si chiama Zheng

Gianni Clerici, la repubblica del 2-07-08

LONDRA Mi ero sempre domandato come mai le cinesi, tanto brave nel ping pong, non eccellessero nel tennis, sinché una risposta non tardò ad arrivarmi: due cinesine grandi così, Ting Li eTian Tian Sun, vinsero le Olimpiadi di Atene nella gara in cui il senso tattico è più importante dei muscoli: il doppio. Mi dissi allora che, da un paese popolato il doppio dell'Europa, qualche rappresentante, donna e perché no, maschio, sarebbe certo arrivato. Era già accaduto, forse non a caso, prima della Guerra mondiale, con un tipo raffìnatissimo, a nome Kho-si-Ki. Vicende tipo l'Ultimo Imperatore di Bertolucci non erano tanto immaginarie da non potersi ripetere nella realtà. Ora mi ritrovo qui, un poco incredulo, dopo aver ammirato, e cercato di intervistare, insieme ai colleghi Collins e Scanagatta, la piccola carina Jie Zheng, che ha appena stabilito un record: è la prima nella storia ad esser arrivata in semifinale partendo dalle qualificazioni. Un record riuscito, tra gli uomini, a John McEnroe, nel 77, tanto per sottolinearne la difficoltà. Va anche aggiunto, per obiettività cronistica, che la Zheng non era certo ignota anche da queste parti, avendo addirittura vinto il titolo del doppio 2006, il suo anno fatidico, prima di farsi male, e precipitare così dal numero 27 al 133 attuale. Di lei avevo parlato il giorno dell'eliminazione della Number One, Ana Ivanovic. Ma, in tutta onestà, avevo creduto che la "serbiatta" fosse caduta in viva compartecipazione di colpa, e che la cinesina si sarebbefermata lì. Per l'autoflagellazione che mi distingue, par doveroso indicare le tappe successive della incredibile vicenda. Il fenomeno ha continuato, battendo, dopo la Ivanovic, l'ungherese Szavay (15), e oggi la ceca Vaidisova (22). Sotto il controllo culturale e in sieme politico di una traduttrice, la piccola ci ha oggi comunicato alcune cose di sé. Ha assegnato il merito dei suoi progressi, e soprattutto di una nuova battuta, al marito allenatore, Yu Zhang. Ha confermato che il suo accesso al tennis era dovuto soltanto al caso, alla presenza di un paio di campi — duri — nella sua città di Cheng Du, la più colpita dall'ultimo, atroceterremoto. E, a questo proposito, ci ha detto che avrebbe donato tutti i premi degli Internazionali d'Italia, del Roland Garros, e di Wimbledon, ai terremotati. Con scarsa eleganza, ci siamo a questo punto informati se il Comitato Olimpico cinese trattenesse una parte dei guadagni, com'erano usi fare i sovietici prima della caduta del Muro di Berlino. «Se fosse possibile, io li darei tutti», ci avrebbe risposto lei, confermando così che l'attuale comun-capitalismo cinese vale soltanto per chi, soldi, ne guadagna meno. Una bella storia, insomma, che finirà, a meno di un'altra sorpresa sconvolgente, nella semifinale contro Serenona Williams. In accettabile peso-forma, (64 kg più cinque di ghiandole mammarie) Serenona ha sbranato la seconda dellesorelle Radwanska, Agnieszka, come aveva fatto in precedenza con Urszula. In uno dei suoi game ruggenti, Serenona ha addirittura messo a segno quattro ace, un record che io avevo ammirato nell'edizione 1954, ad opera di Louise Brough. Fu il mio anno d'esordio quale collaboratore alla "Gazzetta" diretta da Gianni Brera, e c'è quindi voluto un po' di tempo perché il miracolo si ripetesse.

Piccola Zheng: rivincita a Cina è in semifinale

Vincenzo Martucci, la gazzetta dello sport del 2-07-08

LONDRA (GRAN BRETAGNA) OZheng, come il suono della palla tagliata dall'alto verso il basso (il tattico slice) e non dal basso verso l'alto (il top spin, di sicurezza). Zzzz, come la zanzara che non ti molla mai e alla fine, melliflua e furbissima, ti succhia il sangue, veloce come i movimenti e le traiettorie dei colpi, spesso bassissimi, della protagonista a sorpresa di Wimbledon 2008. Zheng Jie è la cinese che fa la storia del suo tennis: nel 2006, ad Australian Open e Wimbledon, ha vinto i primi Slam per la Cina in doppio (con Yan la vicina di casa a Chengdu), qualificandosi al Masters; ha vinto l'Estoril nella prima finale cinese Wta di singolare (contro Li); adesso, è la prima cinese che elimina una numero 1 del mondo nello Slam (Ivanovic) e la prima a qualificarsi nelle semifinali Slam. A dispetto del numero 133 del mondo e quindi della qualifica di wild card con cui partecipa, dopo il collasso nel computer per l'operazione alla caviglia sinistra (da numero 27 che era nel 2006). Contrasto Fenomeno Zheng: «Nessuno giocava a tennis in casa e pochi conoscevano questo sport in Cina. Ma me ne sono innamorata subito: mi ha fatto conoscere tanti altri bambini e mi divertiva tanto, anche se c'era un solo allenatore per 10-20 di noi e spesso stavo a guardare. Il rovescio a 2 mani? Non avevo la forza per tenere la racchetta». Alta appena 164 centimetri (per 57 chili), alla prima selezione provinciale, Zheng fu scartata perché troppo bassa, ma il capo coach scommise che, con l'allenamento, l'avrebbe portata fra le prime tre del Paese. «Se non hai abbastanza fiducia in te stessa puoi crollare, fortunatamente io sono una ragazza ostinata e ho trovato forti motivazioni proprio da chi faceva pronostici negativi. Mi ripetevo: "Dimostragli che sbagliano"», racconta, gentile e pacata, con l'immancabile rossetto rosa come la pelle chiara (propria delle sua regione), indice di bellezza e personalità. Tattica Oggi Zheng Jie è allenata dal marito, Zhang Yu, che ultimamente le ha cambiato il servizio. Wang Liangzuo, che l'ha formata dal novembre 2002, svela: «La sua arma segreta è il cervello da tennis. E' diventata più forte anche perché si è allenata subito con le occidentali e ha superato ogni complesso fisico». Oggi il Pollicino del tennis che si è fatta un nome per la resistenza, taglia l'erba sotto i piedi delle puledrone europee, alte (1.83), potenti ma poco mobili e pazienti: la bella Ana Ivanovic e la «nuova Sharapova» che non esplode mai, Nicole Vaidisova. Storia Prima dell'Olimpiade di Atene 2004, il tennis cinese aveva vinto un solo match, poi ha stupito il mondo con il primo oro del doppio per Li e Sun. Frutto della dura selezione: accademie locali, rappresentative provinciali e quindi squadra nazionale. Quindi, migliorando sistema e programmi, sono spuntati i primi talenti veri, come Li Na e Peng Shuai, i primi coach personali e gli importanti aiuti di Stato sulla strada di Pechino 2008: «II governo ci sponsorizza e ci premia, e così gli cediamo parte dei guadagni. Altrimenti avrei donato ancor di più alla mia gente, nella provincia di Sichuan, che ha subito il terribile terremoto con oltre 4000 morti». Domani ritrova quello che l'ha già spazzata via a Wimbledon 2004: si chiama Serena (Williams). O Shuai Feng 22 anni. Bimane di dritto e di rovescio. E' stata allenata anche da Michael Chang LE ALTRE O Yan Zi ha 23 anni, n. 1 della Cina (e n. 44 del mondo). E' la compagna di doppio di Zheng Jie O LiNa n. 45 del mondo, 26 anni A Guangzhou 2004 e stata la la cinese a vincere un titolo in singolare Oggi quarti uomini Nadal ok Oltre 10 milioni di telespettatori in Gran Bretagna per la rimonta di Murray su Gasquet: la Bbc One, che ha trasmesso la partita, ha raccolto il 44.7% di share. Sembra risolto il problema di Nadal al ginocchio destro, rimediato contro Youzhny. Ieri si è allenato con un taping sul ginocchio. Quarti donne a Wimbledon (14.915.000 euro, erba)1 V. Williams (Usa) b. Tanasugarn (Thai) 6-4 6-3; Dementieva (Pus) b. Petrova (Pus) 6-16-7 (6) 6-3; S. Williams (Usa) b. Radwanska (Poi) 6-4 6-0; Zheng (Cina) b. Vaidisova (R.Cec)6-257 6-1. OGGI, quarti uomini (il via alle 14). Campo centrale Federer (Svi) e. Ancic (Cro); Murray (Gb) e. Nadal (Spa). Campo numero 1:Safin(Rus)c. F. Lopez (Spa); Schuettler (Ger) e. Clement (Fra).

Zheng, la bambolina cinese incanta Wimbledon

Il giornale del 2-07-08

Evento storico a Wimbledon! Jie Zheng, una cinesina alta 1 metro e 64, numero 133 della classifica mondiale, battendo Nicole Vaidisova testa di serie n.18 per 6-3, 5-7, 6-1, si è qualificata per la semifinale del più celebre torneo del mondo. L'avventura della piccola tennista, che assomiglia a una bambolina di porcellana, è davvero una bella favola anche perché arriva in un momento di confusione totale del tennis femminile, che ci aveva abituati al dominio incontrastato delle sue grandi dive. Nove giorni fa, sul successo della minuscola Zheng, nessuno avrebbe scommesso uno scellino, anche se i libri di Lea Pericoli tennis riportano che Jie sa giocare il doppio benissimo, difatti si è aggiudicata un titolo del Grande Slam, gli Australian Open. Però attenzione! I risultati di doppio nel tennis dell'era moderna sono ben diversi da quelli di tanti anni fa quando le più brave ancora non lo snobbavano per risparmiare le forze in singolare, un fenomeno che si registra regolarmente in campo maschile. Dunque, dopo una prima settimana di ingiustificate sorprese e grandi tribolazioni tra le signore, siamo arrivati a comporre il quadro delle ultime due giornate di gara. Dopo la caduta delle prime 4 teste di serie, evento che a Wimbledon non si era ancora registrato, a dominare il tabellone sono rimaste le sorelle Williams. Nella parte alta c'è Venus, facile vincitrice nei quarti sulla thailandese Tanasugarn: 6-4,6-3. Domani Venus affronterà Elena Dementieva, la tennista russa sopravvissuta a un complicato confronto con la connazionale Nadia Petrova. Ci sono voluti tre set per avere la meglio sulla connazionale: 6-1, 6-7, 6-3. Dall'altra parte del draw abbiamo Serena, che ieri ha fatto un sol boccone (6-4, 6-0) della povera Radwanska testa di serie n. 14. Nel match «Serenona» ha messo a segno il famoso jeux blanc, così viene definito dai francesi il turno di servizio conquistato con quattro ace. L'ingrato compito di fermare la corsa di Serena verso la conquista del suo terzo trono nel Tempio del tennis spetta a Jie, l'imperturbabile piccola giocatrice dagli occhi a mandorla che ieri, uscendo dal Centrale, ha dichiarato: «Ho l'impressione di vivere un sogno...». È un bel sogno davvero! Ciò che le auguro è che di fronte alla brutale forza della sua immensa avversaria non si trasformi in un orribile incubo. Avremo in campo un peso massimo contro un peso piuma. Può apparire ingiusto! Però le regole del tennis non lo impediscono.

  • 03/07/2008 08:52
    Fabrizio B.
    Però è alta come la media delle donne italiane che è 1.65 se non sbaglio
  • 04/07/2008 10:45
    valerio
    vorrei segnalare che anche robertina vinci, credo nel 2006, l'anno in cui venne eliminata da kim clijsters negli ottavi, fece 4 ace in un game, mi pare con la kremer...piccole glorie d'italia
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