Avevano trascurato colpevolmente le due sorelle Williams facendosi ingannare dalle classifiche e dagli organizzatori. Le due sono invece le uniche a non aver perso neanche un set in cinque partite. Rino Tommasi
WIMBLEDON - Non è che in questa edizione di Wimbledon siano mancate le novità e le sorprese, tuttavia più ci avviciniamo alla conclusione più appaiono probabili le finali che erano state previste dagli esperti e dai bookmakers.
Per la verità, almeno per quanto riguarda il torneo femminile, i bookmakers si erano fatti ingannare dalle classifiche e dagli organizzatori che avevano colpevolmente trascurato le due sorelle Williams che a mio parere meritavano i primi due posti del seeding.
Non a caso sono anche le uniche a non avere ancora perduto un set nelle cinque partite disputate finora. Ieri Serena ha inflitto un’autentica punizione alla polacca Radwanska che ha raccolto solo quattro giochi in una partita durata soltanto 51 minuti. Serena si è anche permessa il lusso di quattro aces in un solo game, una prodezza che a mia memoria non ha riscontri nella storis del tennis femminile.
Un po’ di più ha dovuto faticare Venus che aveva di fronte una giocatrice naturalmente attrezzata per il tennis su erba, la tailandese Tamarine Tanasugarn, che è stata – a 31 anni – la rivelazione del torneo.
Il più interessante dei quarti di finale è stato quello tra Elena Dementieva e Nadia Petrova. C’è mancato poco che la partita si concludesse con un doppio 6-1 che non avrebbe meritato alcun commento. E’ successo invece che , come molte altre volte nella sua carriera, la Denmentieva abbia confermato quella sua fragilità, tecnica e psicologica, che probabilmente le ha impedito una carriera più brillante.
Pensate che la Denentieva stava tranquillamente vincendo per 6-1, 5-1 ed è arrivata per ben sei volte a due punti dal match. A questo punto però da una parte la Petrova ha cominciato a giocare il suo miglior tennis, dall’altra la Dementieva è stata visitata dalla sindrome del doppio fallo (ne ha commessi ben nove) cosi sé è fatta scavalcare sul 6 a 5. La Denmentieva è riuscita comunque a rifugiarsi nel tie-break, giungendo anche ad avere, sul 6 a 4, due match point. Non solo li ha mancati ma ha finito per perdere il set.
Nel terzo la Dementieva è andata 4 a 0, ha avuto tre palle per il 5 a 0 ma si è ugualmente complicata la vita riuscendo comunque a vincere dopo due ore e 33 minuti.
La nokvitàò è la presenza in semifinale della cinese Jie Zheng che ha perso il primo set del suo splendido torneo finendo comunque per vincere facilmente al terzo contro le ceka Vaidisova.
Oggi sono in programma i quarti di finale del singolare maschile per i quali si sono qualificati ben quattro giocatori che non erano compresi tra le teste di serie.
Alcuni non sono proprio degli sconosciuti, anzi tutti in carriera hanno fatto qualcosa di importante, ma nessuno si aspettava di vederli ancora in corsa a questo punto del torneo. In particolare mi riferisco al francese Clement (numero 145) ed al tedesco Schuettler (94) che pur avendo giocato ciascuno una finale nell’Australian Open non erano più ritenuti competitivi.
Tra l’altro si giocheranno un posto in semifinale con l’impegnativo compito di affrontare poi il vincitore dell’incontro più affascinante del programma odierno, quello che oppone lo spagnolo Nadal allo scozzese Murray.
Roger Federer, l’unico a non avere ancora perduto un set nel torneo, trova Mario Ancic, che è stato l’ultimo a batterlo in questo torneo nel 2002 prima che il campione svizzero iniziasse la sua straordinaria striscia vincente.
Se batterà Ancic, come del resto ha regolarmete fatto le ultime volte che lo ha affrontato, Fedewrer potrebbe trovare in semifinale Marat Safin se questi riuscirà a superare Feliciano Lopez, spagnolo anomalo perché si è sempre trovato bene su questi campi.