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Rubrica a cura di Daniele Flavi
Fuori anche la Jankovic Avanti Federer e Nadal.
Gianni Clerici, la repubblica del 1-07-08
Il gentile spettatore che si presenta agitando verso di me una copia di Repubblica, cosi inizia a dire: «Finalmente, caro Clerici, non l'hanno tagliata». Mi vedo costretto a spiegare, una volta di più, e spero una volta per tutte, che i meno importanti tra gli articoli sportivi, quelli dell'ultima pagina, non viaggiano facilmente, ed è cosi impossibile leggerli. «Ieri, continua lui» gliel'hanno lasciato. «Forse perché non parlava del torneo, ma delle donne che non usano più il manrovescio. Non sarebbe ora di cominciare, con le partite?» Il cliente ha sempre ragione. Posso cosi assicurare lui e gli altri tredici lettori che ho assistito a più di una partita, e comincio a farmi un'idea, anche perché oggi era il giorno dell'accesso ai quarti di finale. Comincio da Federer, che ho addirittura seguito tramite il commento di Tommasi in tv, non perdendo quindi una palla, come mi accade a volte per il fascino delle spettatrici, di livello non inferiore alle nostre romane. E' circondato, addirittura sommerso, il povero Federer, dalla curiosità un po' morbosa di quanti vogliono sapere se il suo dominio non sia agli sgoccioli. Testimonio oculare delle condizioni di Roger è stato oggi Lleyton Hewitt, che lo incontrava per la ventesima volta e ci aveva addirittura perduto le ultime undici. Sarebbe tuttavia inesatto considerare ormai l'australiano uno ex, uno che vive del ricordo della sua vittoria a Wimbledon 2002. La crisi di Lleyton è anche e soprattutto dovuta ad un'anca sinistra già operata e quindi malmessa, che non gli aveva impedito di sommergere Bolelli in tre rapidi set. E, anche oggi Hewitt ha fatto partita eguale per non meno di cinquanta minuti, alla fine dei quali ha perduto nove punti a sette un tiebreak molto equilibrato: sinché Federer non gli ha scagliato due decisive folgori, due aces imprendibili. Proprio a proposito allo scarto che la battuta di Federer può produrre, lo sconsolato ma lucido Hewitt ha detto: «Non ha mancato nemmeno una spanna delle righe di servizio, oggi. Anche per questo è il migliore di tutti, specie sui prati». Quanto a Federer, ha fatto anche lui un'affermazione di un certo rilievo, rispondendo indirettamente a tutti quanti ritengono che l'erba, al di là del verde, non sia più la stessa di una volta. «In questi ultimi sei anni, da quando ho vinto la prima volta, non è cambiata per niente, né in altezza né nella flessibilità delle foglioline». E ha anche aggiunto. «Capisco benissimo tutti quanti non fanno che parlare di un mio calo. E' un'ipotesi normalissima, nei riguardi di uno che qui ha vinto cinque volte». Per quanto mi riguarda, ho visto un Federer che non potrebbe battere meglio, e che rimane uno dei pochi ad usare sagge risposte bloccate, invece che tentare folli ribattute. Dopo il match di Federer, e il mio vero clock tea, ho dato un'occhiata a Nadal. Mi sono dapprima preoccupato, nel vederlo scivolare, inciampare, completare egualmente uno sprint dei suoi, ed infine, senza tante scene, chiamare non solo il fisio ma anche il medico del torneo, il Dottor Ian Me Curdy. Rafa ha sofferto una brutta botta al polpaccio destro, (un crack, ha detto) ha terminato con la solita abnegazione il suo lavoro con Youzhny, ma la prognosi è sospesa. C'è da sperare non finisca come Jelena Jankovic, che aveva cercato disperatamente di riaggiustare un ginocchio a pezzi telefonando al Genio del laser, il Dottor Parrà. Dileguatosi, purtroppo, insieme ai nostri battutissimi ragazzi.
I muscoli del leone di Scozia.
Vincenzo Martucci, la gazzetta dello sport del 1-07-08
«Due set sotto, ed Andy Murray carica quel «Com'òn» gutturale, scozzese, e accende il tifo dei 15.000 sul Centre Court e dei 5000 sull'ex Henman Hill, ormai Mound Murray. Due set sotto, con il braccio d'oro di Francia che serve per il match e arriva a due punticini dai quarti di Wimbledon, e ormai nella rimonta ci crede solo lui, «Braveheart», con la coccarda di Fred Perry sulla maglietta, l'espressione un po' schifata e i colpi di fioretto che i suoi vorrebbero invece violente mazzolate. Eppure, quando ormai il sole caldo è diventato umidità ed ombre della sera, Murray vince al quinto set, dopo 4 ore d'eccitazione. E mostra i muscoli al mondo: «E' il momento più bello che abbia mai vissuto su un campo da tennis, la gente era dietro di me, che privilegio essere su un campo così con tutta la gente con te. E ora Nadal: ho già avuto chance contro di lui sul veloce, se servo bene non vedo perché non posso batterlo». Nervi Gasquet domina per due set, coi suoi colpi da ping pong, difficilissimi, imparabili, che esaltano alla Bbc anche John McEnro e Murray corre soltanto, impotente. Non c'è storia fino al 7-5 6-3 5-4, quando il rovescio più bello serve per il match in un'atmosfera da funerale. Ma, perso quel game, è travolto dalla rabbia agonistica dello scozzese. Che, novello Connors, chiama a raccolta le sue truppe, cioè i tifosi, tirando un passante da fuori campo, strappando il tie-break e urlando da invasato con le vene del collo da Incredibile Hulk. Un set che è come un uppercut per il francese con gambe e cuore sempre più molli, e il tabellino degli errori sempre più pieno. Un set che è subito doppiato dal 6-2 al quarto. Quando Gasquet chiede lo stop per oscurità. Figurati se l'accontentano: è la vittima sacrificale, che s'accontenta di una rovesciata da cineteca. Vendetta Due set sotto, anche Ancic torna «super Mario», rimonta Verdasco, il terzo mancino di Spagna, dopo Nadal il terribile e Lopez il bello, e si ripresenta così all'appuntamento dei quarti con Federer: l'ultimo che ha battuto il re 38 partite e 5 Wimbledon fa. Che frena: «Quel giocatore del 2002 non ha nulla a che vedere con quello di oggi, abbiamo rigiocato, anche a Wimbledon, e m'ha battuto 5 volte su 5, penso che la gente si sia dimenticata di quel mio successo». Bravo avvocato, ma Federer non dimentica. DALLE 13 SU SKY Oggi i quarti femminili LONDRA - Oggi a Wimbledon (dalle 13, su Sky) si giocano i quarti di finale femminili. Centrale: Elena Dementieva (Rus, n° 5) e Nadia Petrova (Rus, n° 18). Agnieszka Radwanska (Poi, n° 11) e Serena Williams (Usa, n° 6). Campo 1: Venus Williams (Usa, n° 7) e Tamarine Tanasugarn (Thai, n° 60). Jie Zheng(Cina, n° 113) e. Nicole Vaidisova (R. Ceca, n° 22).
Tra le big sopravvivono solo le sorelle Williams.
Stefano Semeraro, la stampa del 1-07-08
LONDRA Una tailandese, una cinese e una polacca nei quarti di Wimbledon. Sembra una barzelletta, non lo è. Per la prima volta in 124 anni nessuna delle tre prime teste di serie femminili entra nelle ultime otto; e la «colpa» è di Tamarine Tanasugarn, 31 anni, n.60 Wta, che ha eliminato l'ultimo pezzetto di Serbia, Jelena Jankovic, dolorante al ginocchio. Nessuna tailandese era mai arrivata così avanti qui, mentre prima di Jie Zheng ai quarti era arrivata un'altra cinese Na Li, e nel 1937 prima di Agniewska Radwanska (n.ll, già nei quarti quest'anno in Australia) la polacca Jedrzejowska si era spinta addirittura in finale. La Jankovic, n.2 ma spedita sul campo 18 («Ho dovuto prendere l'elicottero...», ndr) e Serena Williams, che come la sorella Venus ha giocato e vinto sul n. 2 hanno acceso la polemica femminista. «Non penso di aver mai giocato un quarto turno su un campo così, di certo non ci ho visto Federer negli ultimi sei anni. Eppure io e Venus abbiamo vinto 6 Wimbledon in due, non siamo così male. Pazienza, ho avuto un motivo in più per vincere». Nel maschile, Federer si è sbarazzato di Hewitt e nei quarti troverà il croato Ancic - vittorioso su Verdasco. Nei quarti, sull'onda del successo spagnolo agli Europei di calcio, anche Nadal e Lopez.
Solo il ginocchio spaventa Nadal.
Gabriele Marcotti, il corriere dello sport del 1-07-08
LONDRA - L'unica preoccupazione ai suoi tifosi, Rafael Nadal, l'ha data in apertura di match. Quando a causa di una fitta dietro il ginocchio ha chiesto l'intervento del fisioterapista. Nulla di grave se fa fede il punteggio con il quale El Nino di Manacor si è poi sbarazzato del russo Mikhail Youzhny (6-3 6-3 6-1). Una vittoria netta quanto inappellabile, che proietta il maiorchino ai quarti di finale. «Spero che non si tratti di qualcosa di serio - le parole di Nadal a proposito del leggero infortunio - Mi faceva male e mi sono spaventato. Ora va meglio. Domani (oggi - ndr) al risveglio vediamo come mi sento». Nadal ha rivelato di aver assistito al trionfo europeo della Spagna di Luis Aragones in compagnia anche di Feliciano Lopez, che ha completato la festa spagnola vincendo in cinque set contro il cipriota Marcos Baghdatis (57 6-2 3-6 7-6 8-6). Tutto facile anche per il favorito n. 1 Roger Federer che ha dovuto lottare solo nel primo set contro Lleyton Hewitt, (7-6 6-2 6-4). Nei quarti, domani, se la vedrà con Mario Ancic, protagonista di un'irresistibile rimonta ai danni dello spagnolo Fernando Verdasco, conclusasi 13-11 al quinto set. Ancic è l'ultimo ad aver sconfitto Federer a Wimbledon, nel 2002: i due si sono già ritrovati qui nel 2006, con lo svizzero vincitore in tre set.