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Le interviste da Wimbledon

Roger Federer 30.06

Roger Federer - Lleyton Hewitt  7-6, 6-2, 6-4 traduzione a cura di Enrico Riva

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Q. Pensi che Lleyton possa tornare tra i primi tre o quattro? Tutti parlano della sua rapidità e forza ma forse a mancargli sono proprio i colpi.

ROGER FEDERER: Credo che negli ultimi anni sia stato più un problema di infortuni, che non ha fatto in modo che potesse seguire un calendario regolare da Gennaio a Novembre.
Inoltre non so se gli interessi più di tanto della classifica ora. Ovviamente ha le potenzialità per essere nei primi dieci, nei primi cinque. Non penso che sia la classifica a motivarlo. Penso sia più essere negli Slam, giocare contro di me, riuscire a battermi, cosa che non è accaduta oggi. Credo lui punti a questo, non alla classifica. Se potesse giocare 25 tornei all’anno ed essere in forma sarebbe sicuramente tra i migliori.
Ma purtroppo non può. Per cui sono i tornei e non la classifica. Ho risposto alla domanda? Penso di si.

Q. Cosa pensi di dover affrontare Mario ancora? Quando ti ha battuto qui pensavi che avresti avuto un rivale per anni?

ROGER FEDERER: No, non l’ho vissuta così. L’avevo completamente sottovalutato nel 2002 quando abbiamo giocato. Avevo fatto un grande Wimbledon l’anno prima. Ero testa di serie cinque, sei o quattro non ricordo.
Pensavo che bastasse giocare un po’ di serve and volley. Mi aspettavo lui stesse a fondo. Successe il contrario. Non riusci a sfruttare molto la rete perché le condizioni erano lente. Lui serviva e scendeva su prima e seconda. Fu una sorpresa totale. Giocò benissimo sino alla fine. Fui molto turbato e non riuscii a capire cosa stava succedendo.
Questo fu il problema. Fu più lo shock che il pensiero dell’inizio di una rivalità perché lui era nuovo nel circuito e perse il turno successivo con Vacek.. Pensai, che dramma.
Fui molto deluso quando persi con lui.

Q. Hai imparato da quella partita?

ROGER FEDERER: Mi ha insegnato a non sottostimare i miei avversari, che siano in forma o no, che siano bravi o meno, indipendentemente dalla classifica. Si tratta solo di andare la fuori, prepararsi bene e cercare di raccogliere il proprio stile e affrontare il loro mettendocela tutta.
Avevo la tendenza, quando gli avversari non avevano la tecnica giusta o erano nuovi nel circuito a non rispettarli come meritavano.

Q. Oggi c’è stata una questione che si è sollevata. Forse è stato un po’ irrispettoso mettere Venus, quattro volte campione, sul campo 2. Se fosse successo a te l’avresti presa come una mancanza di rispetto?

ROGER FEDERER: Pete ha giocato sul campo 2 dopo aver vinto sette volte. Chi merita qualcosa qui? Il club decide alla fine. Siamo felici di giocare qui. Possono metterci all Aorangi o a Roehampton se vogliono e tui devi accettarlo.
Non me la prenderei se giocassi sul 2. A volte può essere una cosa buona giocare sul 2. sei più vicino al pubblico. È un’atmosfera diversa.
Spero che non arrivi il giorno in cui giocherò sul 2. Capisco che ci sia un po’ di disappunto ma non credo mancanza di rispetto. Non credo che il torneo sia questo.

Q. Pensi che i campi siano cambiati da quando hai vinto la prima volta nel 2003?

ROGER FEDERER: No. Non penso. Credo che sia più o meno uguale. La gente dice che sono più lenti. Non sono d’accordo.
 










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