A. Kudryavtseva d S. Peng 6-3, 1-6, 6-4 Trad a cura di Samuele Delpozzi
Q. L’altro giorno hai detto che una delle cose più difficili dopo aver battuto Maria sarebbe stato tornare in campo con la stessa forza emotiva per il match successivo. Puoi dirci come hai fatto?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Beh, chiaramente ce l’ho fatta.
Q. Sì.
ALLA KUDRYAVTSEVA: E’ stato difficile. Sentivo molta più pressione rispetto al match con Maria, ed ho avuto difficoltà a trovare il mio gioco. E’ stato difficile trovare il ritmo e la giusta carica emotiva.
Ma una volta arrivati al terzo set ho ritrovato tutto e ce l’ho fatta.
Q. Quindi anche prima del match non sentivi le stesse emozioni che avevi prima d’incontrare Maria, e quanto eri caricata per quella partita?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Penso che prima del match con Maria fossi un po’ più calma. Può sembrare ridicolo, ma penso davvero che fossi più calma.
Q. Perché non avevi nulla da perdere, nessuna pressione?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Sì, certo. Niente da perdere, un grande campo, ed ero semplicemente felice di esserci. Tutto funzionava, e lei non stava giocando altrettanto bene.
Ma oggi era tutta un’altra storia. Era più che altro – niente funzionava per entrambe all’inizio. Poi lei ha alzato il suo livello ed io no, così ha vinto il secondo set.
Q. Come sono stati gli ultimi giorni per te? Quanti messaggi hai ricevuto, o interviste? Quanto è cambiata la tua vita in 48 ore da quando hai battuto Maria?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Sì, ho ricevuto molti messaggi. Ho molti nuovi amici. Beh, non veri amici, ma mi sono fatta molti nuovi amici, per così dire.
E’ stato divertente. E’ tutto a posto. Sai, ricevi messaggi da persone che non sentivi da un pezzo.
Q. Cosa ti ha detto la gente quando hai avuto il coraggio di dire alla grande icona della moda, la grande Maria, che non ti piaceva il suo completino?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Oh, mio dio, possiamo andare oltre?
Q. E’ divertente.
ALLA KUDRYAVTSEVA: Beh, non so. Onestamente tutti si congratulano con me per il bel match, la grande vittoria. Io personalmente non ho ricevuto alcun commento riguardo a ciò che ho detto l’altro giorno. Cerchiamo di andare oltre. Parliamo di tennis, ok?
Q. Sembra che tu sia un po’ a disagio, come se volessi ritrattare. E’ così?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Beh, ovviamente non mi aspettavo una simile reazione, ma è tutto a posto.
Q. E’ anche questa una fase d’apprendimento? Che stare sui grandi palcoscenici è diverso, ed ogni cosa che dici è amplificata? Per te è un processo di apprendimento anche fuori dal campo?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Sì, certamente sì. E’ qualcosa di nuovo. Non mi sono mai trovata in una situazione simile. Sì, sono rimasta sorpresa quando ho visto i giornali. Non pensavo che sarebbe stato un caso tanto rilevante.
Q. Lo capisci che la gente era contenta e soddisfatta che tu fossi così schietta e sincera?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Beh, sì. Di certo ho reso contenta un po’ di gente. Immagino altri un po’ meno. Ma ho detto quel che ho detto, quindi…
Q. Adesso troverai la Petrova. Due russe, e ci sono sei russe ancora in gara negli ottavi, se non sbaglio.
ALLA KUDRYAVTSEVA: Davvero? Forte!
Q. Sì. Come te lo spieghi? Qual è secondo te il segreto del tennis russo femminile ora come ora?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Beh, è una domanda che fate spesso, vero? Penso che siamo molto competitive. Lavoriamo duro, ed ovviamente alcune di noi hanno un ottimo patrimonio genetico, come Nadia o Svetlana.
Q. O tu.
ALLA KUDRYAVTSEVA: Un paio di noi hanno famiglie sportive ed ottimi geni.
Un altro fattore potrebbe essere che, poiché siamo cosi tante, pensiamo tutte di potercela fare (ride) quindi c’impegniamo ancora di più, penso.
Q. Siete talmente tante. Siete anche tutte amiche tra voi, oppure no? Ci sono piccoli gruppi di persone che vanno d’accordo? Come funziona?
ALLA KUDRYAVTSEVA: No, penso che siamo fondamentalmente tutte amichevoli tra noi. Ci parliamo tutte, siamo carine le une con le altre, cose del tipo “Oh, hai vinto il tuo match. Congratulazioni, continua così”.
A volte con alcune ragazze andiamo a cena fuori e passiamo più tempo assieme, ma solo perché abbiamo più o meno la stessa classifica e ci si incontra a più tornei.
Sì, alcune sono più riservate, ma è il loro spazio personale. La maggior parte delle ragazze le conosco da molto tempo, specie quelle della mia età. Le conosco da dieci anni, o qualcosa del genere.
Q. Quando sei venuta per la prima volta in America?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Per giocare tornei, non so, sarà stato sei anni fa, da junior. Per allenarmi è stato due anni fa.
Q. E’ stata una transizione difficoltosa per te?
ALLA KUDRYAVTSEVA: No.
Q. No?
ALLA KUDRYAVTSEVA: No. Sono molto estroversa, molto chiacchierona.
Q. Dei messaggi che hai ricevuto negli ultimi due giorni, quanti erano favorevoli e quanti no?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Erano tutti favorevoli.
Q. 100%?
ALLA KUDRYAVTSEVA: 100%. Non ne ho ricevuto neppure uno a sfavore.
Q. Un’ultima domanda sulla Petrova. Cosa ti aspetti da lei, e quanto conosci il suo gioco?
ALLA KUDRYAVTSEVA: Non ho mai incontrato Nadia, ma spero che il mio allenatore sì – beh, non che ci abbia giocato contro, ma spero che la conosca. E’ lui che elabora la tattica ed io mi limito a seguirla.
Se non funziona dirò, beh, non funziona. Finora non è ancora successo, quindi il coach sta facendo un buon lavoro. Vedremo.