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Wimbledon

Simo è il solo a non esser deluso

"Ho vinto due belissime partite". E Pistolesi aggiunge: "Il demerito di Simone, il servizio nei primi due set, vale il 10 per 100. L'altro 90 è merito di Hewitt". Ubaldo Scanagatta
 

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Wimbledon - "Sono deluso perché ho perso (6-2,6-2,7-6) da un grande campione che ha giocato molto bene, ma certo volevo giocarmela meglio.” E’ proprio così: Simone Bolelli sembra curiosamente molto meno dispiaciuto della dozzina di giornalisti italiani che si erano fatti più illusioni di lui (più alla vigilia del match che durante, per la verità, visto che sul servizio di Hewitt non è mai arrivato a 40): “Ho vinto due bellissime partite (Bogdanovic e Gonzalez, entrambe in 4 set), esco fuori da un grande torneo (sic) e con fiducia per i prossimi incontri…Hewitt conosce l’erba molto meglio di me, ha giocato molte partite in più…io un solo torneo l’anno scorso e un paio quest’anno…su un’altra superficie sono sicuro che me la sarei cavata meglio. Sì, non ho servito bene, soprattutto all’inizio, nei primi due set (appena il 43 per cento di prime palle…un vantaggio troppo grosso con un incontrista come l’australiano) ma dall’altra parte c’era anche Hewitt…insomma non sono io ad aver giocato male ma lui ad aver giocato molto bene”.

L’allenatore di Simone, Claudio Pistolesi, ribadisce il concetto: “Il demerito di Simone vale il 10 per cento, il merito di Hewitt …il restante 90 per cento”. Poi però ammette: “Simone avrebbe dovuto servire meglio, e quando l’ha fatto nel terzo set infatti è arrivato al tiebreak…Io di questa partita ricorderò il terzo set, perché quando arrivi al tiebreak con un campione come Hewitt, che secondo me ha giocato come quando vinse il torneo qui nel 2002, non sei scarso. Loro ci temevano, Tony Roche aveva studiato le caratteristiche di Simone durante tutto il match che aveva giocato contro Gonzalez…questo vuol dire già che Simone comincia a incutere rispetto. Dopo questo torneo salirà in classifica, penso fra i primi 40, sarà il suo best ranking…”.

Scava scava e Bolelli, rispondendo ad una mia domanda (_Ma che tipo di tattica avevate studiato per affrontare Hewitt?_), ammette di non averla indovinata: “Volevo servire bene e poi giocare con pazienza, non cercare cioè di chiudere il punto in due o tre scambi e aspettare prima di tirare il vincente. Allora palleggiavo…ma lui era più forte. Al 3° set ho preso più rischi…”.

Viene il dubbio, con il senno di poi, che sarebbe stato meglio essere più aggressivo fin dall’inizio: “Lui serviva bene, davvero troppo bene. Non riuscivo a leggerne la traiettoria, mi ha fatto 14 aces e quella battuta mi dava un gran fastidio anche quando riuscivo a prenderla…Certo non ho cominciato molto bene (7 punti persi di fila all’inizio, 13 dei primi 14), eppure non ero nervoso. Credo che quando avrò giocato un numero maggiore di incontri sull’erba mi saprò difendere meglio di quanto ho fatto oggi, comunque la vita continua…ora giocherò Stoccarda sulla terra rossa, poi andrò negli Stati Uniti per Indianapolis e i due Masters series, l’open del Canada e Cincinnati

 

Ubaldo Scanagatta

  • 28/06/2008 16:47
    Agostino
    Non si arriva nei top ten (suo obiettivo dichiarato) perdendo al terzo truno negli slam ed essendo felice del proprio torneo
  • Sono presenti 1 commenti
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