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Le Interviste da Wimbledon

Andy Roddick 26.06

Janko Tipsarevic d. Andy Roddick 6-7 (5-7), 7-5, 6-4, 7-6 (7-4)  Trad a cura di Enrico Riva

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Q. L’anno scorso, parlando con noi alla fine del tuo ultimo match qui eri piuttosto scocciato. Come ti senti oggi?
ANDY RODDICK: Uhm, molto scocciato. Ma ormai non so più cosa sono. Probabilmente solo deluso. Sono riuscito a vanificare ogni chance che ho avuto. È difficile conviverci, e non hai neanche voglia di farlo. Tutto ciò è deludente. Non è facile dirlo ma così stanno le cose. Potrei stare qui e cercare di raccontarvela tutta la notte ma voi la partita l’avete vista. È stata quello che è stata. Chi troppo vuole, nulla stringe.


Q. Pensi di aver avuto possibilità nei tre set point del quarto?
ANDY RODDICK: Si. Lui serviva senza peso, in mezzo al campo a 90 miglia all’ora. Non ci sono scuse. Se mi considero un campione quei punti li devo fare. Li devo fare dormendo. Non solo non li ho fatti, ma li ho anche sbagliati grossolanamente.


Q. Cosa pensavi di fare con quel colpo senza peso che hai affossato in rete?

ANDY RODDICK: Ma forse poteva starci un rovescio. Di sicuro non ci stava un dritto. Forse ha semplicemente giocato bene lui. Ho fatto una stupidata. L’ho fatto giocare. Non cambi una partita semplicemente buttando di là la palla e sperando che lui sbagli. Non ho fatto niente per vincere stasera. Zero, zero, zero.


Q. Pensi di aver giocato da schifo solo i punti importanti o tutta la partita?
ANDY RODDICK: Non so le statistiche. Forse ho fatto più punti o simile. Quando ti senti che non giochi bene e fai comunque più punti è chiaro che tutto si decide in pochi scambi. Sui breakpoints ho giocato malissimo. Lui dava il 100% sulle palle break, io arrivavo a malapena al 58%. Avevo la possibilità di vincere il match in 3 set. Ho servito alla grande. E rispondevo bene.
Non credo che sia come il 2006 quando non riuscvo a lanciare una pallina nell’oceano dalla spiaggia. Sono stati i momenti importanti. Non ho retto. Non c’è niente da fare.


Q. Sul terzo set point ti ha sorpreso con il serve and volley? Ha condizionato la tua risposta?
ANDY RODDICK: No, ero preparato alla risposta. Se non fa serve and volley per tutta la partita e di colpo serve a 200 e te lo trovi a rete, te ne accorgi solo all’ultimo. Alla risposta ci devi pensare in ogni caso.
Questo mi fa arrabbiare che uno non commette errori tutto il match, poi si arriva a breakpoint, ci si preoccupa di colpire e io non riesco a trarne vantaggio. È frustrante.


Q. Hai detto che puntavi molto a Wimbledon. Quanto?
ANDY RODDICK: E’ una situazione assurda e non mi lamenterò della sorte che mi tocca ma il punto ora era se vincere un altro Slam o no. È una cosa difficile con cui rapportarsi. O vinci uno Slam o sei una delusione. Devi rapportarti con questa cosa ogni giorno. E ci ho provato, fin dall’allenamento, per raggiungere un livello in cui fossi competitivo per vincere il torneo. Ci ho provato così tanto che mi la situazione mi è sfuggita di mano. È un peccato non esserci arrivato pronto. Ho fatto il possibile per avere una chance. Ci ragionerò meglio fra un paio di giorni. Ora ho bisogno di tempo per digerirlo.


Q. Posto che ti dedichi tutta l’estate agli Us open, riuscirai a non metterti troppo sotto pressione?
ANDY RODDICK: Qual’è l’alternativa? Non giocare? Sarò nella stessa posizione che qui. Avrò pressione in ogni caso. Voglio vincere un altro Slam, e lo voglio davvero. Probabilmente potrei rilassarmi, essere tranquillamente un top 10, fare una vita tranquilla e togliermi molte soddisfazioni, io invece voglio perdere il meno possibile.
Ma non so se ce la faro. Non so se sarò soddisfatto. Cerco di fare il possibile per esserlo. Storicamente gioco bene quando vado avanti negli Slam.


Q. Quindi te lo possiamo chiedere? Tu pensi di vincere un altro Slam?
ANDY RODDICK: Mettiamola così. Sei ad un concerto dei Rolling Stones in prima fila, di colpo ti ritrovi in settima o ottava fila con un tizio spilungone davanti che agita le braccia e urla e tu non vedi niente e non ti godi lo spettacolo.
E quelli diventano i tuoi ricordi. Alla fine diventi troppo docile e cerchi di fare un passo per volta. Io facevo così nel 2006. Ero contento di vincere i singoli match.


Voi potete chiedermi quello che volete, io vi rispondo. Voglio vincere un altro Slam. Siamo onesti, se vinco un altro torneo Atp a chi gliene frega qualcosa?
Q. Tu sei stato al vertice una volta.

ANDY RODDICK: Lo so qual è la situazione. Ne sono al corrente.

 










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