Ritratto della "giustiziera" della Sharapova, amante delle buone letture, del sushi e di Andrè Agassi. Con un grande sogno: quello di compiere un'impresa da ricordare. Luigi Ansaloni
Wimbledon - L’erba di Wimbledon non guarda in faccia nessuno, tantomeno i vestiti che indossi. Sa essere implacabile, non perdona nulla. Se n’è resa conto molto bene Maria Sharapova, già regina nel 2003, favorita nel salire quest’anno ancora una volta sul trono. Propositi che devono essere rimandati almeno fino al 2009, visto che la siberiana è stata eliminata, nel secondo turno del Championship, da una sconosciuta, tale Alla Kudryavtseva, numero 154 del mondo, che con Maria ha in comune solo la nazionalità, quella russa. Un 6-2 6-4 che fa male, malissimo al morale della Sharapova, già provato dalla perdita del trono delle classifiche mondiale (avuto in “dono” a maggio dal ritiro di Justine Henin), ma che non lascia spazio a nessun tipo di recriminazione: sul campo numero uno si è assistito ad una partita assolutamente a senso unico, con la Kudryavtseva, che da queste parti vantava solo una partecipazione lo scorso anno (eliminata al primo turno), assolutamente padrona nel campo, soprattutto nel primo set. La Sharapova sembrava confusa, spaesata: fallosa al servizio (8 doppi falli), irregolare nei colpi (22 errori non forzati) e con una percentuale ridicola di punti vinti sulla seconda battuta (solo il 27%). Statistiche, numeri implacabili che danno la dimensione della sconfitta ma non possono spiegare il perché di un crollo così inaspettato e clamoroso, shockante per certi punti di vista: la siberiana infatti, assieme alle due sorelle Williams, godeva dei favori del pronostico.
Detto questo, non si può non applaudire la sua coetanea e connazionale Kudryavtseva, autrice di una partita pressoché perfetta, soprattutto dal punto di vista mentale, visto che del famoso braccino ,che spesso viene alle giocatrici non abituate a palcoscenici e soprattutto a imprese di questo genere, non c’è stato nemmeno l’ombra. E allora tutti a cercare notizie e curiosità su Alla, già particolare dal nome. Nata a Mosca il 12 settembre del 1987, figlia di Galina, un’insegnante di Chimica, e di Alexander, campione dell’Unione Sovietica di lotta Greco - Romana nel 1980. Ha un fratellino di nome Platoon (forse al padre piaceva l’omonimo film…) e un cane, Ralph, gigantesco rottweiller che si porta sempre dietro. Alla è iscritta al secondo anno di università, ama tanto leggere, soprattutto autori russi (Akurin, Dostoevsky e Solzhenitsyn i preferiti), adora mangiare il sushi e ha una venerazione per Andrè Agassi, suo idolo tennistico. Il sogno della russa, oltre a quello di diventare una top player, era quello di compiere un’impresa memorabile. Missione compiuta alla grande, non c’è che dire.