Lindsay Davenport: Withdrawal Trad a cura di Enrico Riva
Q. Dopo la conferenza di martedì cosa hai fatto col ginocchio?
LINDSAY DAVENPORT: Dopo la partita due giorni fa sono andata all’ospedale e ho fatto una risonanza magnetica, che però è risultata negativa. La cartilagine è buona. Tutta la struttura è buona, i legamenti, i tendini. C’era solo una infiammazione e del liquido sotto il ginocchio, e all’inizio ero tranquilla. Non ha nulla a che fare con la mia precedente operazione. Nessun pericolo immediato. Era solo infiammato e dolorante. Ieri mi sono riposata. Ho fatto due massaggi. Volevo vedere come reagiva durante il riscaldamento, e mi sono sentita al 25, forse 30%. Essendo solo al secondo turno la cosa non era positiva, non sarebbe certo migliorato giocando. Riposo assoluto.
Q. Dispiaciuta, visto che eri pronta a giocare?
LINDSAY DAVENPORT: Si, ho lavorato duramente per venire qui. Ero contenta di essere tornata. Se ho imparato qualcosa nella mia carriera è che queste cose accadono. L’altra notte ero quasi in lacrime. Sono contenta che non sia nulla di serio, che richieda la chirurgia. Per questo sono di un umore migliore di quello che dovrei essere.
Q. Sei preoocupata per le Olimpiadi?
LINDSAY DAVENPORT: I dottori si sono detti sicuri che l’infiammazione e di conseguenza il dolore
Q. Abbiamo visto che sei in grado di portare a termine un tabellone da 32. Sei venuta qui pensando di poterlo fare anche con uno a 128?
LINDSAY DAVENPORT: Non lo so, non sono sicura. Non sono arrivata qui con un gran ginocchio, sapevo sarebbe potuto succedere. Purtroppo è peggiorato al primo turno, ed ero preoccupata. In un certo senso gli Slam sono più semplici perché hai sempre un giorno di riposo. Certo, sono sempre più vecchia e fragile rispetto a molte giocatrici. Ci riproverò a New York e vedremo che succederà.
Q. Cosa è cambiato nella tua testa rispetto a due anni fa quando parlavi di ritiro e ora non lo accenni neanche?
LINDSAY DAVENPORT: Beh, non ne parlo perché se no voi saltate sulla sedia, così ora faccio finta che arriverò alle Olimpiadi di Londra per stare tranquilla (risata) Non so, ci sono dei giorni che questo lavoro non lo vorrei fare, come tutti certe mattine del resto. Ci sono altri giorni che non posso crederci che fra otto settimane ci sono gli Us Open. Mi devo preparare. Sono ancora nella mentalità per cui mi esalto all’idea del torneo successivo. Ma c’è stato un momento nella mia carriera in cui ero cotta. Ho preso delle piccole pause e due lunghe pause e mi hanno aiutato molto a tornare in forma.
Q. Ti aspetti di tornare a Wimbledon l’anno prossimo?
LINDSAY DAVENPORT: Non credo, ma non ci ho ancora pensato. Penso fosse l’ultima possibilità di giocare qui. Ma non l’ho ancora analizzata. Spero intanto di tornare presto a giocare. Che ne dite (sorriso)?