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Le Interviste da Wimbledon

Ana Ivanovic 25.06

A. Ivanovic d N. Dechy 6-7, 7-6, 10-8 Trad a cura di Elisa Piva

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Q. Quando hai colpito il dritto sul match point, cosa pensi sia successo?
ANA IVANOVIC: Mi è sembrato come se il tempo si fosse fermato un momento perchè ho pensato di aver fatto un bel colpo e mi sono mossa in avanti, quindi c’è stato un attimo in cui sono avanzata.
Poi la palla ha colpito la rete ed è rimasta sospesa in aria per un paio di secondi. Stava andando di la, quindi ho pensato che forse potesse uscire. Così tanti pensieri nello stesso momento.
Ho pensato che la partita fosse finita. Mi sono sentita, dopo quel punto, come in quelle situazioni nella carriera in cui perdi una partita e pensi “avrei dovuto giocare diversamente”.
Quindi tu vuoi davvero entrare in campo e rigiocare la partita. Dopo quel punto, ho pensato che fosse un nuovo match per e ho avuto una seconda possibilità.

Q. Hai cercato di coprirti il viso con la visiera per la tua espressione?
ANA IVANOVIC: Ero solo così sorpresa che la palla fosse veramente entrata, ho provato davvero a concentrarmi sul servizio successivo e provare a non deconcentrarmi perchè ero davvero così felice, sai, di avere una seconda chance.

Q. Alla fine del match, cosa stavi pensando quando hai raggiunto la rete, cos’hai fatto?
ANA IVANOVIC: Sono solo andata a baciare la rete perchè, come ho detto, mi sentivo così fortunata. Se non fosse stato per la rete avrei dovuto prenotare il mio volo per tornare a casa. Mi sentivo così tanto fortunata di essere ancora nel torneo, perché lei ha giocato davvero bene e mi ha fatto sentire di non aver giocato bene. Quindi si, sono stata davvero fortunata.

Q. Cosa le hai detto dopo la partita? Cosa ne pensi di lei ora?
ANA IVANOVIC: Le ho detto “ben fatto, hai giocato bene”. Ovviamente, sai, mi sentivo così fortunata e anche lei meritava la vittoria perché ha giocato davvero bene. Mi sentivo un po’ male per il punto con la rete.
Ma sai, penso sia la vita, così come il tennis. E’ andata in questo modo. Ad un certo punto eravamo così in equilibrio. Qualche volta vinci in questo modo, altre volte perdi. Devi anche capire questo.

Q. L’esperienza odierna ti ha fatto capire quanto sei forte mentalmente e magari non pensavi di esserlo? Ti ha sorpreso il modo in cui sei riuscita a prevalere?
ANA IVANOVIC: Penso che oggi quello che mi ha aiutato a vincere è stato lo spirito combattivo. Perché stava giocando estremamente bene, e il mio servizio non ha funzionato così bene. Ho fatto alcuni errori non forzati che non ho commesso nel mio primo match o comunque miei match precedenti.
Quindi ho dovuto provare a rimanere li e aspettare le mie occasioni. E sono molto felice di essere riuscita a farlo, perché qualche volta capitano delle giornate in cui è più facile controllare le emozioni e riuscire a convivere con quelle situazioni.
Oggi è stata più dura per me. Quindi ho dovuto lottare duramente in ogni punto e in ogni gioco. Ma essere riuscita a vincere, oltre che essere un’esperienza da cui imparare, mi fa sentire bene.

Q. Ti è dispiaciuto per lei per la situazione del cappellino, quando le è volato via?
ANA IVANOVIC: Si, ma, sai, prima che colpisse la palla il cappellino le è volato via. E’ successo anche a me a Parigi. Anche io ho perso il punto. Sai, è stata una chiamata dura per l’arbitro.

Q. Ti eri lamentata per quella chiamata?
ANA IVANOVIC: No, certo.

Q. Ti senti ancora di poter avere fortuna in questi Championships, o pensi di averla esaurita oggi?
ANA IVANOVIC: Bhè, non lo so. Penso di averne usata una buona dose oggi (ridendo). Non so. Nel prossimo match, se la mia avversaria dovesse fare un punto grazie alla rete, non mi lamenterò perché chi la fa l’aspetti.
 










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