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Wimbledon 2008

Wimbledon, le
finali più belle

Altro che Roland Garros: che fatica scegliere le finali più emozionanti! Riviviamo insieme i momenti storici degli ultimi 30 anni di Wimbledon. Enzo Cherici

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Amici miei, stavolta è stata proprio dura. Per individuare le cinque finali storiche di Parigi sono bastati pochi minuti. Per scegliere la finali di Wimbledon la scelta è stata soffertissima e c’è voluta alla fine una mezza impresa per riuscire ad estrarne “soltanto” sette dal mazzo. E allora sarebbe stato bello poter raccontare la prima vittoria di Becker o quella di Stich, i trionfi di Cash o di Krajiceck. Ma anche le storie dei grandi sconfitti, da Lendl a Rafter, passando per le meteore Curren e Lewis. E invece non si può. Faremmo notte. Andiamo allora a rivivere insieme le migliori finali degli ultimi trenta anni, celebrando i vincitori e ricordando gli sconfitti, con la speranza che la finale più bella si debba ancora giocare: quella del 2008.


1980: Borg-McEnroe 1-6 / 7-5 / 6-3 / 6-7 / 8-6


Sbrigata per la quinta volta la pratica Parigi, rifilando la consueta lezione al povero Gerulaitis, l’Orso svedese si trova di fronte ad un nuovo appuntamento con la storia, il più prestigioso: vincere Wimbledon per la quinta volta di fila. Più facile a dirsi che a farsi, perché questa volta dall’altra parte della rete si ritrova un signorino niente male. Il ventunennne McEnroe, infatti, sembra essere il più ostico tra tutti gli avversari fin qui incontrati. Il giovane americano s’è già aggiudicato l’ultima edizione dello Us Open e sembra avere tutte le armi per mettere in difficoltà il campione scandinavo. Per comprendere quanto il suo gioco si adatti perfettamente alla velocissima erba londinese non occorre certo un esperto. Ma l’inizio della finale con Borg lo chiarisce oltre ogni ragionevole dubbio: 6-1 facile-facile in suo favore. Sembra non esserci partita. Il centrale è sotto shock. Borg capisce che non può lasciare l’iniziativa a Supermac e reagisce. Cambiando tattica. Appena può, si presenta a rete togliendo il tempo dell’attacco al formidabile avversario. La partita cambia. Lo svedese inizia a tenere più facilmente i propri turni di battuta ed a leggere sempre meglio il velenoso servizio del rivale. Nel dodicesimo gioco Mac affossa a rete una volée alta di rovescio, consegnando così il secondo set: 7-5. Borg diventa lentamente, ma inesorabilmente, padrone del match. Vince il terzo per 6-3 e nel quarto si porta a servire per il match sul 5-4 in suo favore. Le telecamere indugiano sull’espressione rassegnata di McEnroe poco prima della fine. Borg si porta sul 40-15 e Mac sembra pensare: “È stato bello lo stesso”. E invece no. Supermac dipinge quattro capolavori uno di seguito all’altro e trascina il set fino al tie-break. Non lo ringrazieremo mai abbastanza. Iniziano da quel momento i 34 punti più emozionanti della storia del torneo e forse del tennis. Un alternarsi di matchpoint e setpoint senza un attimo di tregua, con punti da fantascienza ancora impressi nella memoria degli appassionati. Alla fine Borg mette in rete una facile volée di dritto e Mac si aggiudica 18-16 il tie-break portando il match al quinto set. McEnroe probabilmente crede d’avere partita ed avversario in pugno, ma non ha fatto i conti con lo svedese. Borg ha un mini-passaggio a vuoto all’inizio del set decisivo e si ritrova 0-30: perderà soltanto un altro quindici in tutto il set con il servizio a favore. Sul 7-6 Borg, l’americano sbaglia un paio di palle di troppo e si ritrova 15-40: altri due matchpoint. Ne basterà uno. Il passante di rovescio incrociato di Bjorn non lascia scampo all’americano e consegna allo svedese il pokerissimo. Strano destino quello di Mac: vincerà per tre volte a Wimbledon, ma resterà nella storia del torneo soprattutto per essere stato uno dei protagonisti di questa partita. Storica. Bellissima. Ma persa.


1982: Connors-McEnroe 3-6 / 6-3 / 6-7 / 7-6 / 6-4


Due immagini di questa finale rimarranno per sempre nella storia: l’incredibile risposta nei piedi di Mac con la quale Jimbo ha portato il match al quinto set e il tenerissimo bacio tra il vincitore e la moglie Patty al termine dell’incontro. Altro che l’arrampicata di Cash! McEnroe è il super favorito del torneo. L’anno precendente ha interrotto il regno di Borg e tutto lascia presagire ad un nuovo trionfo anche in questa edizione. Connors non vince dal lontano 1974, quando sconfisse nonno-Rosewall in una finale senza storia. Per il terzo anno consecutivo si incontrano le prime due teste di serie del tabellone. Un solo break decide il primo set: 6-3 McEnroe. Mentre Jimbo non riesce ancora a leggere il servizio di Mac, quest’ultimo tiene lo scambio senza problemi e appena può si presenta a rete. E allora, come Borg due anni prima, Connors decide di anticipare a rete il rivale ed ha allora inizio un’altra partita. Jimbo porta a casa il secondo set ed impatta le sorti del match. Il terzo e il quarto set si giocano su livelli stellari. Le risposte di Connors costringeranno McEnroe ad alcune tra le più straordinarie prodezze della sua strepitosa carriera. Il pubblico è incredulo. Jimbo è in una di quelle giornate di furore agonistico che lo hanno consegnato alla storia del nostro sport. Mac si vede tornare indietro di tutto. Riesce anche ad avvantaggiarsi nuovamente di un set, portandosi ad un solo tie-break di distanza dal suo secondo successo consecutivo a Wimbledon. Niente da fare. Jimmy non è d’accordo. Nel corso del tie-break del quarto, sul 6-5 Connors, Mac serve uno slice esterno che si può soltanto osservare. Jimbo ci si avventa col suo incredibile rovescio bimane, sorprendendo un incredulo McEnroe e vincendo di fatto la finale con quel colpo. La partita infatti finisce qui. Uno stordito Mac si fa brekkare in apertura di quinto set e Connors può festeggiare a distanza di otto anni il suo secondo titolo a Wimbledon. Due mesi dopo avrebbe concesso il bis allo Us Open.


1990: Edberg-Becker 6-2 / 6-2 / 3-6 / 3-6 / 6-4


È l’anno di Lendl. O meglio, avrebbe dovuto esserlo. Il campione ceco decide di consacrare la stagione all’unico torneo che ancora manca alla sua collezione: Wimbledon. Col suo coach, Tony Roche, trascorre cinque mesi ad allenarsi sui prati, arrivando addirittura alla clamorosa decisione di saltare Parigi. L’allenamento sembra dare i suoi frutti e alla vigilia dei Championship trionfa al Queen’s dominando uno dopo l’altro McEnroe e Becker. Fosse la volta buona? Macché! Col passare dei turni si intuisce che Ivan non è in grado di reggere l’enorme pressione ed in semifinale subisce un’autentica lezione di tennis da erba da Stefan Edberg. E allora, per il terzo anno consecutivo, tocca ancora a loro: Edberg-Becker. Dopo un successo a testa nei due anni precedenti, siamo ora alla bella, la resa dei conti. Pronti-via e sembra di vedere una di quelle scene che ogni tanto capitano nei Gran Premi di Formula Uno, quando una delle macchine rimane piantata in partenza. La gente si chiede: cosa succede a Becker? Calma. Boris non sta giocando sicuramente al massimo, ma lo svedese sta sfoggiando il meglio del proprio repertorio. Servizi profondissimi, volée impeccabili, risposte un passo dentro il campo e scatto immediato in avanti a conquistare la rete. Risultato: Becker non vede palla e 6-2 6-2 in un amen. Impossibile però reggere quei ritmi troppo a lungo. Edberg cala un attimino e Boris non si fa pregare per entrare finalmente nel match: 6-3 6-3 in suo favore. Wimbledon si decide ancora una volta al quinto set. Becker continua a martellare sul dritto di Edberg e prende un break di vantaggio: 3-1. Finita? Nemmeno per idea. L’ex tacchino freddo (Bisteccone docet) risale in cattedra e con venti minuti di tennis nuovamente perfetto conquista il suo secondo titolo. Sarà anche l’ultimo. L’anno successivo riuscirà nell’impresa di perdere in semifinale da Stich senza mai cedere il servizio: sarebbe stata la quarta finale consecutiva contro il rivale di sempre. E forse l’avrebbe vinta ancora una volta.


1992: Agassi-Ivanisevic 6-7 / 6-4 / 6-4 / 1-6 / 6-4


Questa edizione verrà ricordata per il primo successo di André Agassi in un torneo dello Slam. E pensare che il kid di Las Vegas non era partito affatto bene. Tutt’altro. Le prime partite le gioca maluccio, ma può giovarsi di un tabellone amico che lo aiuta ad entrare gradualmente in condizione. La forma arriva, puntuale, nel corso della seconda settimana. E lo porta a sconfiggere, una dopo l’altra, due autentiche leggende di Wimbledon: Becker e McEnroe. In finale però dovrà fare i conti con un vero spauracchio. Il croato Ivanisevic ha spazzato via a furia di aces (saranno 206 alla fine del torneo) gente del calibro di Lendl, Edberg e Sampras. È lui il grande favorito della finale. Agassi, dal canto suo, dopo ben tre finali giocate da favorito si trova per la prima volta nei comodi panni dell’outsider. Fa una fatica boia per cercare di comprendere il servizio di Goran, ma intanto il primo set se ne va: 7-6 Ivanisevic. Agassi capisce che deve mantenere la concentrazione al massimo quando è al servizio, per poi cercare di approfittare di ogni minimo passaggio a vuoto del croato nei suoi turni di battuta. Detto, fatto: 6-4 6-4 per l’americano. Che si concede una pausa per rifiatare nel quarto (6-1 Ivanisevic), prima di giocarsi tutte le sue carte nel set decisivo. Salva due palle break consecutive, molto somiglianti a dei matchpoint, sul 3-3, ma riesce comunque a portarsi fino al 5-4 in suo favore. Servizio Ivanisevic. Doppio fallo: 0-15. Ancora doppio fallo: 0-30. Che diavolo succede a Goran? Finalmente mette dentro due servizi e si porta 30 pari. Ma Agassi sa rispondere come nessun altro e quando l’ultima volée di Ivanisevic si ferma sul nastro Wimbledon esplode in un boato: Agassi ha vinto dove nessuno lo aspettava. Non ci riuscirà più, ma delle volte una basta e avanza. Ad Ivanisevic 37 aces e 16 punti in più non sono bastati. Avrà modo di rifarsi...


2000: Sampras-Rafter 6-7 / 7-6 / 6-4 / 6-2


Doppio obiettivo per Pete quest’anno: portare a casa il tredicesimo Slam, sorpassando così l’australiano Emerson nella speciale classifica e vincere Wimbledon per la settima volta. Ma il pericolo è sempre dietro l’angolo. Nel match di secondo turno contro lo slovacco Karol Kucera, una distorsione alla caviglia fa tremare i sostenitori del campione americano. Che riesce comunque a portare a casa il match, ma sembra non essere al massimo delle sue possibilità in ottica torneo. Fortunatamente lo soccorre un tabellone da sogno: manco mezza testa di serie incontrata fino alla finale. Champagne. Ma all’atto conclusivo o Sampras gioca da Sampras, o addio record e sogni di gloria. Perché di fronte ha un tipetto per niente raccomandabile sui prati, che risponde al nome di Pat Rafter: un’autentica ira di Dio sull’erba. Per informazioni, prego rivolgersi al signor Agassi André, sconfitto due giorni prima in semifinale. I primi due set della finale si decidono al tie-break. Il primo, lo butta Sampras con un paio di doppi falli. Il secondo, lo regala Rafter dopo essere stato in vantaggio 4-1 con due servizi a disposizione. È il segnale. La partita gira. Pat si demoralizza, Pete ingrana la quinta. Dopo qualche interruzione per pioggia, nella penombra della sera e prima di una probabile sospensione, Sampras si aggiudica i restanti due set per 6-4 6-2, entrando definitivamente nella leggenda. Sarà il suo ultimo titolo a Wimbledon, ma non l’ultimo dello Slam.


2001: Ivanisevic-Rafter 6-3 / 3-6 / 6-3 / 2-6 / 9-7


E se l’edizione 2008 la vincesse Xavier Malisse? Impossibile per una Wild Card? Manco per niente! Perché è grossomodo quello che è successo nel 2001. Quando gli organizzatori decisero di assegnare una delle Wild Card ad Ivanisevic, nessuno poteva immaginare quanto sarebbe accaduto. E invece Goran indovina due settimane da sogno, col servizio che funziona che è un amore e quel pizzico di fortuna che era mancata in occasione delle altre tre finali perse. Un tabellone non impossibile, ma nemmeno troppo semplice, con le vittorie su gente come Moya, Roddick, Rusedski e Safin, prima dell’incredibile semifinale contro Henman. Questa, in effetti, più che la storia di una finale, è il racconto di una favola. Contro “Timbledon” in semi Goran aveva praticamente perso. Henman, che per una volta non trova Sampras a sbarrargli la strada (fatto fuori da un promettente giovanotto svizzero in ottavi), vede la sua prima finale di Wimbledon ad un passo. Dopo due set molto equilibrati riesce a disinnescare il mortale servizio del croato: 6-0 e due set a uno. Sembra fatta, ma...colpo di scena. Pioggia e match sospeso. Per Goran una manna, un incubo per Tim. Al rientro si suona tutta un’altra musica, ma a dirigerla questa volta è il croato. Henman cede e per Goran è la quarta finale. Tra lui e il sogno c’è solo Pat Rafter. L’australiano sembra il logico favorito, ma la logica sembra entrarci poco in un’edizione come questa. Il destino aveva già deciso e parlava solo croato. Rafter ancora una volta uscirà sconfitto in finale, dopo aver inseguito per tutto il match, ma senza mai dare fino in fondo l’impressione di potercela fare veramente. Resterà uno dei più grandi interpreti del verde a non aver mai vinto a Wimbledon.


2007: Federer-Nadal 7-6 / 4-6 / 7-6 / 2-6 / 6-2


Come per Borg nel 1980, anche per Federer è il momento dell’appuntamento con la storia. Può scrivere il suo nome per il quinto anno di fila nell’albo d’oro del torneo. In tribuna, per assistere al suo trionfo, sua maestà Bjorn Borg in persona. Tutti sono d’accordo: vincerà Federer senza problemi. Tutti, meno uno: Rafa Nadal. Il quale, per inciso, è anche il suo avversario in finale e quindi colui che può mettergli qualche antipatico bastoncino tra le ruote. Pronti-via e lo svizzero vola 3-0. Sembra la fotocopia della finale dell’anno precedente, quando Roger iniziò con un rotondo 6-0 (finirà per vincere soffrendo, come sempre contro lo spagnolo). Ma un anno non è passato invano e Rafa mostra al mondo intero tutti i suoi progressi sull’erba: 3-3. Si arriva al tie-break e Federer si porta sul 6-3: tre setpoint. Nadal annulla i primi due e sul terzo, con Federer al servizio, inizia la personalissima guerra tra Hawk-Eye e lo svizzero. Una palla dello spagnolo, vicinissima alla riga, viene chiamata fuori. Nadal chiede l’intervento del falco ed ha ragione. Si rigioca il punto e 6-6. Federer porta comunque a casa il primo set, ma gli ci vorranno cinque setpoint. Il primo set dell’anno prima è ormai un pallido ricordo. È guerra. E quando c’è da combattere Rafa non si tira certo indietro. Tutti tengono il servizio fino al 5-4 Nadal, ma qui alcune prodezze dello spagnolo e qualche erroraccio dello svizzero consegnano il secondo set a Rafa: 6-4, un set pari. La partita diventa sempre più intensa. Roger si incaponisce negli scambi da fondo e non riesce a far pesare la sua maggiore specializzazione sui prati. Altro tie-break e due set a uno Federer. Ma mai rilassarsi contro Nadal, ci si può fare molto male: doppio break in apertura di quarto e set che scivola via fino al 6-2 finale per lo spagnolo. Per la prima volta Federer deve giocare un quinto set in una finale di Wimbledon. Inizia lui a servire e forse è un vantaggio. Però sembra essere alle corde. Sicuramente ha smarrito molta della sua lucidità. Primo momento di svolta: sull’1-1, con Federer al servizio, lo spagnolo si porta sul 15-40. Una risposta di rovescio lunga, un dritto che sarebbe stato vincente in corridoio di un niente. Roger per ora è salvo: 2-1 in suo favore. Secondo momento di svolta: sul 2-2, altre due palle break consecutive per il maiorchino. Risposta di dritto lunga, servizio vincente di Federer. Salvo ancora una volta. Stavolta definitivamente. Il match prende una volta per tutte la via di Basilea e tempo altri 10 minuti tutto sarà finito. Passato il pericolo, Federer ingrana la quinta e vola verso il filotto dei cinque successi. Borg è eguagliato, all’orizzonte altre possibili pagine di storia. Ce la farà quest’anno a suonare la sesta? Ancora pochi giorni e ne sapremo molto di più.
 

  • 21/06/2008 11:41
    andrea1983
    Un bellissimo articolo.... mi sn emozionato leggendolo!! Grande Enzo
  • 21/06/2008 15:26
    Trandafil
    le finali di Sampras e Ivanisevic non le ho mai guardate (tranne quella del 2001), tutti quegli ace e servizi vincenti erano un mortorio... molto meglio Federer e Nadal, il passato non è sempre meglio del presente...
  • 21/06/2008 16:54
    Lo chiamavano Safinator
    Oddio,son gusti... ma le finali del 2000 e del 2001..insieme a quella del 2007..son state le piu belle. 2 tennis opposti..ma ugualmente a livelli altissimi..
  • 21/06/2008 17:29
    francesco
    qualcuno potrebbe confermarmi se i campi di wimbledon quest'anno saranno lenti come lo scorso anno?e le palline saranno enormi per aiutare ancora di più i terraioli?grazie.
  • 21/06/2008 18:11
    Voortrekker Boer
    La più bella? Sampras Agassi 1999. One man show, d'accordo...ma che SHOW!!!!
  • 21/06/2008 18:52
    Karlovic 80
    @Francesco. Sia il Queen’s che Hertogenbosh hanno l’erba veloce,composta al 70% da Lorrina Perennial Ryegrass (il lolium perenne),e al 30% da Barcrown Creeping Red Fescue (la festuca perenne)Il mix fa si che gli altri fili d’erba spingano giù il loglio creando una sorta di tappeto .Molto più veloce e con rimbalzo irregolare e basso.In pratica la festuca cresce più ricurva,invece il loglio o lolium cresce diritto. Invece Wimbledon,Nottingham e Halle hanno eliminato la festuca perenne,quindi si coltiva solo lolium al 100% mescolato con sabbia e limo.L’erba viene tagliata a 8mm.Quindi rimbalzo più alto e regolare.Come piace a Nadal.Anche se il Maiorchino è arrivato in finale al Queen’s.
  • 21/06/2008 18:58
    Karlovic 80
    Anche se in questi giorni lo Scozzese Murray allenandosi sui prati dell'All England ha detto di aver trovato campi veloci,addirittura superiori al Queen's.Vedremo.
  • 21/06/2008 23:43
    +PSTN+
    "Karlovic 80 Anche se in questi giorni lo Scozzese Murray allenandosi sui prati dell'All England ha detto di aver trovato campi veloci,addirittura superiori al Queen's.Vedremo." Speriamo, aggiungo io! @Voortrekker e Karlovic80 Ma di là ci stanno silenziosamente sfrattando non pubblicandoci più i messaggi? Ne ho inviati 2 di cui al più tardi alle 14,15 e non è ancora stato approvato niente... Scusate per l'Off Topic
  • 23/06/2008 10:10
    lorenzo2
    Eh no, questo non lo tollero. Allora, stiamo parlando di Wimbledon, non di un Open d'Australia qualunque.. Federer-Nadal proprio non va... Una bella partita? Sampras-Agassi 1999. Dimostrazione di classe estrema, con Agassi che nel secondo set si ferma a guardre Sampras per trenta secondi dopo una voleè vincente in tuffo... Per le altre partite sono d'accordo, soprattutto su Goran... La partita non è stata un granchè come gioco espresso, ma in termini di emozioni era incredibile... Se Ivanisevic non la avese vinta probabilmente avrebbe tentato il suicidio... è stato un dramma sportivo memorabile... Per quanto riguarda Le partite tra Sampras ed Ivanisevic, sinceramente io le adoravo. era tennis ridotto all'osso, è vero, ma i pochi scambi erano incredibili ed immensamente importanti. Poi non ho mai capito perchè se uno fa solo ace deve essere noioso. Secondo me il servizio è un colpo come gli altri. Se poi sai variare traiettoie e direzioni non vedo nulla di noioso, anzi..
  • 23/06/2008 12:15
    Lo chiamavano Safinator
    Da Samprasiano...non posso ammettere che una finale come una delle ultime sia ai livelli di Sampras Agassi o Sampras Rafter...perche e un tipo di gioco che mi piace di meno! Ma son gusti ripeto...
  • 23/06/2008 12:18
    enzo cherici
    Grazie a tutti per l'attenzione. @Lorenzo2 Sampras-Agassi non è stata inserita perché più che una partita è stata un...assolo. Troppo netta quel giorno la differenza tra i giocatori in campo. Ho preferito privilegiare match più combattuti (e quindi anche Federer-Nadal 2007). Quanto al servizio, per definizione non è "un colpo come tutti gli altri", se non altro perché è l'unico che si gioca da fermo e dove tutto dipende soltanto da chi serve. Per il resto, i gusti son gusti quindi ognuno ha diritto di apprezzare ciò che più gli aggrada :-)
  • 23/06/2008 12:25
    luca
    Concordo con chi aggiungerebbe la finale del 1999, dallo stesso Sampras giudicato il suo miglior match disputato. Il match point di Wimbledon 1980 e le successive immagini del vincitore inquadrato sulla sua sedia a fine partita mi fanno sempre lo stesso effetto : occhi lucidi. Ieri ho riletto il libro di Folley su quella partita. Non c'è niente da fare : è indubitabilmente Lui il no 1 di sempre. E McEnroe il Suo più degno avversario. Si mettano il cuore in pace Sampras e Federer, ed i loro rispettivi fans : King Bjorn è lontano anni luce. Quel livello di gioco, quelle emozioni, non potranno mai più essere eguagliate
  • 23/06/2008 12:39
    lorenzo2
    So benissimo che il servizio ha il vantaggio di essere giocato da fermo ecc... Ma il regolamento prevede che si batta una volta per uno... Di conseguenza se uno non si allena a battere sono fatti suoi. Poi io sono di parte perchè senza servizio prenderei sempre 6-1 6-1, ma quello che voglio dire è che è riduttivo dire:"quello lì è un giocatore che ha solo il servizio".. secondo m non c'è nulla di male. Quando poi le racchette faranno tirare il servizio a 300 all'ora a tutti li si che sarà una gran rottura... ma per ora la potenza pura non basta, ci vuole anche il piazzamento, quindi non sarei così discriminatorio...
  • 23/06/2008 14:20
    Lo chiamavano Safinator
    beh luca...io che sono fan di Sampras potrei dire lo stesso...non trovi!? Finche si parla di qualita di gioco e di emozioni.. Non credo che Pete fosse qualitativamente inferiore a NESSUNO. Le emozioni poi son soggettive. Il piu grande di sempre non esiste.
  • 23/06/2008 16:06
    Francesco
    Ringrazio Enzo per l' interessante articolo. Difficilissimo stabilire se quelle citate sono state le migliori finali degli ultimi 30 anni ma sicuramente, sono tutte partite che hanno scritto pagine importanti della storia di Wimbledon e quindi, rileggerne le fasi salienti, mi ha fatto rivivere emozioni di matches che mi hanno tenuto incollato al televisore in tutti questi anni. Inoltre, eleverei il dialogo a ricordare altre finali altrettanto importanti tralasciando l'inutile polemica nel stabilire chi sia stato il piu' grande di sempre. Per par condicio, bisognerebbe citarne altrettante per l' edizione femminile. La prima che mi sovviene? Graff - Novotna, 1993...Grazie per l' attenzione, Francesco
  • 23/06/2008 17:10
    lorenzo2
    Beato chi riesce a trovare un minimo di interesse nel tennis femminile... lo dico sul serio, non è ironico, almeno verdei il doppio del tennis in tv.. O becc(av)o Hingis o Schnyder contro una williams oppure non riuscivo proprio a trovare un minimo di interesse. Il solo modo per riuscire a vederle è scommetterci sopra... Visto che su Sampras/Borg/Federer non troveremo mai un accordo, vorrei sapere se qualcuno condivide la mia opinione: in termini di gioco se non ti chiami Borg è brutto il fatto che possa vincere i Champonship uno che non ti fa serv&volley su prima e seconda... io la vedo così...
  • 23/06/2008 17:17
    enzo cherici
    Grazie a te per l'attenzione Francesco. Concordo sull'opportunità di aggiungere le migliori finali femminili. Sicuramente per il prossimo Us Open renderemo un servizio ancora più completo, nella speranza che le "colleghe in gonnellino" della redazione, molto più preprate di me in tal senso, si facciano avanti per dare una mano ;-) Per quanto riguarda Wimbledon, la mia finale preferita rimane Graf-Sabatini 8-6 al terzo.
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